Mag 10 2011

LA PERSONALITA’ CREATIVA

Nel corso del tempo, il lavoro clinico mi ha permesso di evidenziare una struttura di personalità, che ho definito personalità creativa, le cui principali caratteristiche sono:

  • Creatività

  • Empatia

  • Sensibilità

  • Emotività

  • Generosità

  • Altruismo

  • Intuizione

  • Concentrazione sul presente

  • Leadership “poco appariscente”

  • Facilità al cambiamento

  • Disinteresse per il potere

  • Cooperazione

Mentre i suoi punti deboli sono:

  • Insicurezza

  • Bassa autostima

  • Discontinuità

  • Dispersività

  • Solitudine

  • Relazioni circoscritte

  • Scarsa competitività

  • Ipersensibilità al rifiuto

  • Emotività cangiante

La personalità creativa possiede notevoli capacità di adattamento e di relazione ma paradossalmente proprio questi punti di forza determinano talvolta la sua sofferenza.


Si tratta di una struttura di personalità molto plastica e cooperativa che può arrivare fino a deformare se stessa pur di conquistare l’approvazione e l’armonia intorno a sé.

Mi spiego meglio…

Davanti allo sforzo necessario per sopravvivere in climi psicologicamente rigidi, la maggior parte delle persone è costretta a censurare le proprie sensazioni interiori, permettendosi di vivere solamente i sentimenti che non provocano reazioni negative da parte dell’ambiente circostante.

Le personalità creative, invece, non perdono mai il contatto con le proprie emozioni ma, poiché possiedono una notevole poliedricità, possono modificare i loro comportamenti fino a renderli funzionali alle situazioni sfavorevoli, nonostante la sofferenza che devono affrontare per ottenere questo risultato.



La percezione dei vissuti psicologici rimane sempre cosciente in loro, anche se, a volte, nel corso dell’adattamento comportamentale si perdono le tracce delle ragioni che li hanno provocati.

La scissione tra il dolore psichico e le sue radici è il risultato del meccanismo creativo che questi individui utilizzano per sopravvivere nelle situazioni avverse.

Una buona predisposizione al cambiamento li rende, infatti, facilmente adattabili e capaci di mettersi nei panni degli altri ma, proprio questo comprendere sempre le ragioni degli altri è ciò che li spinge a modificare se stessi.


La loro principale caratteristica consiste nello spostare agilmente il proprio punto di vista e nel riuscire a vedere cose e situazioni in tanti modi diversi contemporaneamente ma, questa innata poliedricità a volte finisce per confonderli, allontanandoli dalla propria posizione personale rispetto a ciò che stanno vivendo.

Ritengo che se questa struttura di personalità fosse maggiormente capita e riconosciuta, soprattutto durante l’infanzia, molti dei loro problemi potrebbero essere evitati e le loro peculiarità si potrebbero esprimere a vantaggio di loro stessi e di tutti.



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21 commenti




21 Commenti to “LA PERSONALITA’ CREATIVA”

  1.   Lucaon 10 Mag 2011 at 10:31

    Buongiorno,
    mi piace molto ciò che scrive e come lo scrive, mi ci ritrovo da una vita, in questo stato sospeso, vulnerabile, A-normale, a fronteggiare un mondo che per lo più ci piacerebbe cambiare (e ci vorrebbe davvero poco… e senza alcuna violenza, senza alcuno spargimento di sangue) e dei simili che spesso tanto simili, tanto umani sembrano aver dimenticato d’essere.
    La metafora meteorologica sul gelo psicologico, sulla diffidenza, la paura di la gran parte della folla si lascia nutrire, mi fa sorridere, perché qui, in Sicilia, dove vivo da 34 anni, ciò si tinge di colori – e come potrebbe essere diversamente – grotteschi, surreali. Credo che qui, questo genere di freddo sia percepibile ancor più tagliente, assiderante che a Copenhagen…
    Baci

  2.   ConIlCuoreInManoon 10 Mag 2011 at 11:35

    ritengo di far parte di questa schiera di persone creative.. ne sono orgogliosa anche se è difficile spesso non mutare il proprio punto di vista per capire l’altro come scrivi nell’articolo!!!

  3.   Agneseon 10 Mag 2011 at 12:14

    Gentile Dottoressa,
    sembra la descrizione di me, della mia personalità. Sono io quella descritta in questa analisi della “personalità creativa”.
    Creativa e sensibile, ma zero autostima; generosa e altruista, ma infinitamente sola; molto intuito, molta intelligenza, amo collaborare, ma non sono sicura e competiva. Fino ad oggi ho sempre pensato di essere l’unica al mondo così e ho sempre dato la colpa alla mia intelligenza: mi sembra di arrivare sempre prima degli altri a delle conclusioni che per me sono così semplici, ovvie, banali, e allora non mi resta che adattarmi ai tempi degli altri, ai loro modi di essere; tralasciando il mio vivere.

    Grazie

  4.   GUIDOon 10 Mag 2011 at 12:27

    Mi chiamo Guido, ho 52 anni e sono infermiere in un servizio psichiatrico. Ritrovo le difficoltà, le sofferenze ed i punti di forza che mi vengono riconosciuti nella descrizione della struttura di personalità creativa.. Grazie!!

  5.   Carla Sale Musioon 10 Mag 2011 at 13:36

    Grazie a tutti per queste condivisioni, spero che “io non sono normale: IO AMO” diventi uno spazio dove incontrarsi e poter condividere.
    Tante persone hanno una personalità creativa e non lo sanno… questa struttura di personalità non è riconosciuta e soprattutto non è valorizzata da chi la possiede :(
    Troverete descrizioni più approfondite di questa tipologia nei miei prossimi articoli.
    A presto
    Carla

  6.   dharmaon 10 Mag 2011 at 14:43

    Complimenti per questo blog!!! é davvero una rivelazione!!! finalmente qualcuno che promuove l’anticonformismo e l’anormalità!!!
    Mi hanno sempre dato della pazza (così in modo bonario) perchè sono eccentrica e fuori dal normale. A causa di una lieve depressione sono stata dallo psicologo per circa un annetto, e devo dire che era veramente bravo!!! Avevo mille paranoie, paura di non essere normale!!! Poi un giorno mi sono detta "ok non sono normale… e allora???" Non mi va di essere lobotomizzata in un branco di pecoroni che ragionano e pensano tutti allo stesso modo.. Sono felice della mia unicità, e sono ancora più felice di non essere "normale"!!! Spero vivamente che questo blog serva a tutte quelle persone che, come me, hanno avuto momenti di crisi e paranoia dovute alla paura di non essere "normali"… Ragazzi la normalità non esiste è solo una condizione dettata dalla società.. Siate voi stessi, rispettate tutti in modo incondizionato e incominciate a VIVERE!!! Buona giornata a tutti!!

  7.   ELLENOon 10 Mag 2011 at 15:34

    E se due personalità creative come quelle che ha descritto si incontrano, che succede?

  8.   Piergiorgioon 10 Mag 2011 at 18:07

    Grazie per il bell’articolo alla Dott.ssa Sale Musio. Gradirei dalla Dott.ssa altri articoli di questo genere, sono molto importanti per capire il nostro mondo Interiore, la nostra personalità. Grazie!

  9.   Rockon 10 Mag 2011 at 18:28

    assolutamente importante è accettarsi per quello che si è…… è la condizione ottimale per sfruttare il proprio potenziale, acquistando molta serenità..

  10.   mariangelaon 10 Mag 2011 at 18:46

    soprattutto quando ero più giovane mi capitava di comprendere così tanto le ragioni altrui quasi da condividerle.
    il problema si poneva quando condividevo ragioni che poi erano, tra loro, antitetiche; la mia posizione poteva sembrare opportunistica, in realtà scaturiva da una profonda empatia che mi portava ad immedesimarmi con l’altro di turno.
    poi ho capito che dovevo confrontare le posizioni dell’altro con le mie convinzioni personali e, sulla base di queste, esprimere una posizione coerente col mio pensiero, questa consapevolezza ha migliorato la qualità della mia vita.

  11.   Carla Sale Musioon 10 Mag 2011 at 18:57

    Ciao Elleno,
    di solito due personalità creative si sostengono e si capiscono reciprocamente. I problemi sorgono quando una personalità creativa si trova coinvolta con qualcuno che non la comprende, soprattutto quando si tratta di qualcuno emotivamente “surgelato”…

  12.   Marcoon 10 Mag 2011 at 20:11

    E’ molto interessante e molto vero ciò che scrive. Parlando un pò della mia esperienza posso dire che ero soffocato dalla parola devo che costringeva il mio modo di essere e di esprimermi naturalmente e spontaneamente. Praticamente ero una persona bloccata e rigidissima con me e con gli altri. Poi un giorno, grazie ad un aiuto esterno ( la scoperta della meditazione) ho cominciato a esplorare me stesso ed il mio mondo emotivo ed interiore, sono riuscito col tempo ad accettare me stesso in maniera molto profonda ad amarmi ed a rispettarmi di più. Ora sono molto felice di ciò che sono o almeno conosco di me, ed ho trovato un equilibrio interiore molto “saldo” meglio dire naturale. E’ bastato avere l’intelligenza per comprendersi e non “capirsi” e guardarsi con uno sguardo più amorevole, scoprendo i tesori che uno ha in se. Il lavoro più entusiasmante è stato quello sulla fiducia verso la vita che ha permesso di aprirmi e ricominciare a vivere e vedere il mondo con occhi nuovi; e l’altro lavoro bello su di me è stato quello dell’accettazione di se, ma anche della vita stessa di fronte alla quale bisogna accettare che è così, che ha delle situazioni che non possiamo cambiare con le nostre azioni se non facciamo pace con la situazione attraverso il nostro cuore accettandola in maniera matura, dopo viene una serenità e lucidità che ci permette di agire serenamente e con più felicità e vitalità.
    Salve e grazie!

  13.   tinaon 10 Mag 2011 at 21:41

    Gentile Dottoressa,quando ci siamo incontrate e conosciute?
    Lei ha descritto perfettamente la mia natura mi ci riconosco in ogni sfumatura: nella dedizione all’altro alla sofferenza per non sentirmi ogni volta all’altezza della situazione per poi scoprire di essere migliore di molti altri soggetti che come dice una mia cara amica"se la profumano".
    Sempre pronta a stare un passo indietro ,a non apparire e anche quando prendo coscienza di tutti gli aspetti della personalità, da lei così bene individuati e descritti , e tento di modificarli la sofferenza monta e il tentativo di cambiamento svanisce.
    Ma perchè poi devo cambiare? io non sono normale:amo!!

  14.   giulianaon 11 Mag 2011 at 08:09

    Credo per esperienza personale che più che per loro stessi i creativi devono andare dal terapeuta èerchè è l’ambiente troppo rigido che li fa ammalare…il creativo si abitua ai rigidi perchè è elastico ,ma soffre profondamente perchè nessuno capisce la sua elasticità…se lo avessi capito prima non avrei tutte le tare psicologiche che mi son portata appresso…per questo odio vivere in una società chiusa come è quella veneta che sarà la generatrice di tanti folli senza equilibrio…

  15.   andromedaon 11 Mag 2011 at 08:59

    uhmm interessante tutti si vedono in questa descrizione una descrizione dove è facile ritrovarsi, anch’io mi ritrovo e non pensavo ci fosse nemmeno una descrizione di tale carattere ,il punto è ma bisogna cambiare o sforzarsi di farlo?? o è positivo avere tale comportamento con gli altri ? io mi sono sempre considerata un colore senza colore mi spiego meglio mi considero trasparente e allo stesso tempo un arcobaleno in ogni situazione riesco ad adattarmi e rispecchio il colore che la circostanza o le persona vogliono vedere in quel momento ma questo mi ha sempre agevolato riesco a trovare il lato buono delle persone e delle situazioni lo trovo positivo questo in me, forse il male che alla fine non si sà veramente di che colore si è realmente uhmmm ogni tanto mi fa pensare questo ma forse non è indispensabile avere un colore proprio o forse sbaglio mà… comunque interessante tutto ciò, se ha qualche consiglio lo leggerò volentieri :-)

  16.   Carla Sale Musioon 13 Mag 2011 at 06:00

    Ciao Andromeda, benvenuta nel movimento!
    Credo che saper essere del colore di un altro sia una grande e bellissima risorsa. La difficoltà è capire quale colore scegliamo per noi stessi… a volte la ricchezza può confondere! Per questo le personalità creative hanno bisogno di solitudine… ne parlerò meglio nei prossimi articoli
    A presto
    Carla

  17.   vincenzoon 13 Mag 2011 at 13:09

    Complimenti, finalmente si parla anche di NOI.

    Si è vero mi ritrovo in tutto quello che è stato detto, anzi posso aggiungere che, le persone creative in quanto tali, più che modellare il “PROPRIO” modo di pensare e, quindi di adattarlo agli altri, lo fanno esclusivamente per farsi accettare meglio dagli altri, per compensare le mancate conferme di stima, non avendole ottenute su altri campi (studio, lavoro, amore, etc, etc) ed ecco perchè si sentono soli, anzi per assurdo AMANO stare da soli.

    Ciao a presto.

  18.   raffaellaon 23 Mag 2011 at 12:21

    Accidenti, che descrizione calzante, impressionantemente aderente alla mia natura! mi ritrovo anche perfettamente
    in ciò che dice Agnese, in una solitudine data da un’intelligenza veloce, intuitiva, agile, con molte sfumature, poliedrica, che lascia gli altri spiazzati e allo stesso tempo li allontana. E poi quest’empatia e questo amore immediato per il nostro simile di fronte a noi, che raramente viene compreso e ricambiato. Io mi ritrovo spesso a dare tanto e a non ricevere, a rammaricarmi poi del mio altruismo ponendomi mille regole innaturali "mai più così generosa!" per poi trasgredirle appena si ripresenta l’occasione di dare una mano. Essere speciali porta alla solitudine, a non essere compresi, per questo spesso mi mimetizzo, mi fingo sciocca e superficiale, poi mi sento deprivata del mio io, torno ad essere me stessa e spero un giorno di trovare qualcuno come me, che si sappia emozionare, che non celi i propri sentimenti dietro un finto orgoglio e le proprie emozioni dietro il cinismo imperante dei nostri tempi. Grazie del blog, molto interessante.
    Raffi

  19.   gesuinoon 07 Giu 2011 at 12:03

    Ciao a tutti i lettori del blog. Io sono già intervenuto in articoli recenti , ma non avevo ancora visto questi di cui sopra.

    Mi fanno piacere tutti i commenti /interventi perchè li percepisco come esternati dal profondo del proprio io.

    Con il blog, mi pare che si sia colta l’occasione per….iniziare a sbloccare qualcosa che era dentro ognuno di noi… ma non si trovava un limbo sicuro, sereno ove contemplare ed esternare propri vissuti.

    Come si nota abbiamo ( noi esseri umani ) molte cose in comune.

    Tra le cose c’è una grande sete di conoscenza di esperienze legate alla creatività, all’empatia nonchè cercare l’essenza dell’essere umano.

    Cercare l’assoluto, cercare le nostre radici spirituali, transpersonali ed antropologiche, ciò per riiniziare a tessere nuove-diverse e più alte relazioni tra di noi.

    Certo che, in tanti, ci vedono strani.

    I discorsi da noi fatti sono privi di qualsiasi giudizio preconcetto privo di qualsiasi confine con gli altri ( ogni confine …..genera conflitto e sofferenza ) .

    La comunicazione ,sovente, è basata sul ……dare, donare quello che uno ha…..

    Solitamente, dopo aver donato ( vicinanza, sentimenti, emozioni, conforto, idee, esperienze ecc. ) non ci aspettiamo nulla in cambio.

    Ci sentiamo già gratificati ..per la donazione autentica esternata. Ma se tale donazione non è stata autentica, e ci si aspettava qualcosa in cambio, allora ci sente frustrati, svuotati.

    Comunichiamo in modo autentico, trasparente ed non ne abbiamo nè timore nè paura.

    Anzi tale nostro modo comunicativo, spiazza – in tante occasioni- l’altro/i interlocutori
    tanto che possono pensare ; ..ma è così.. oppure fà finta di essere?… ;.

    A secondo dei casi…ti mollano perchè " non si è nella stessa lunghezza d’onda; e preferiscono interloquire con i loro simili.

    In altri casi possono approffitare di noi …facendo finta di essere come noi …ma con fini completamente opposti ( illudere le persone, cercare relazioni false ecc.).

    Bisogna fare molta attenzione perchè in questo mondo di relazioni false, non autentiche cui fini non sempre hanno le caratteristiche di nobiltà e rispetto dell’altro, noi posssiamo essere più vunerabili.

    Concludo, anche se mai si conclude con tali argomenentazioni, dicendo che il VERO INCONTRO tra due ESSERI UMANI avviene quando si relazionano le due loro SPIRITUALITA’.

    Infatti con tali ISTANZE SUPERIORI, cadono tutti i camuffamenti legati : ai ruoli; alle condizioni personali sociali; all’essere marito o moglie; all’essere figli o padri ecc.

    Qust’ultimi ruoli …..influenzano completamente …la vera ed autentica comunicazione….distorcendo ed influenzando il VERO RAPPORTO ……..

  20.   Carla Sale Musioon 07 Giu 2011 at 13:13

    Caro Gesuino, hai colto perfettamente l’anima e lo spirito del blog e di questo movimento in favore dell’A-normalità. Ti ringrazio tantissimo per le tue parole e per il tuo sostegno.
    Grazie di cuore!

  21.   crion 01 Ago 2012 at 15:03

    …mi ritrovo in molte di qs caratteristiche…ma io mi sento sul serio scema…si la spallas ucuipiangere e poi…finito il problema basta!<oppure sei sempre con la testa tra le nuvole ,non stai mai coni piedi per terra…un'imbecille.Bello questo blog

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