Gen 22 2012
BABBO NATALE: un imbroglio ai danni dei bambini!
Adulti rispettabili, uomini e donne amorevoli, genitori armati delle migliori intenzioni, nonni, zie, maestre, parenti, amici, vicini di casa … … … … … … … … … … … … … … … …
… uno stuolo di persone unite nell’obiettivo comune di ingannare i bambini il giorno di Natale!
Tutti d’accordo nel complotto.
Tutti complici nel tenere il segreto.
Tutti pronti a depistare l’intelligenza dei piccoli, mentendo deliberatamente anche di fronte a prove evidenti:
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“Babbo Natale ha le stesse scarpe di mio papà…”
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“Daiiiiiii!!! Zio Franco… perché ti sei vestito come Babbo Natale?”
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“Ma… Babbo Natale in che via abita? Il postino lo conosce?”
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“Come fa a entrare in casa se la porta è chiusa a chiave?”
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“Perché mi vede se io non lo vedo, ha delle telecamere nascoste?”
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“Perché devo scrivergli la letterina se poi mi porta quello che vuole lui?”
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“Perché a me sempre cose da poco e a Matteo ogni anno una playstation nuova?”
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“Perché i miei regali li distribuisce a casa dei nonni, qui a casa nostra e anche a casa della zia Marina?”
Non c’è che dire, Babbo Natale è un inganno bello e buono, organizzato dagli adulti all’insaputa dei bambini!
Ma a che scopo?
Perché ogni anno tante persone allestiscono la stessa messinscena destreggiandosi tra espedienti, mezze parole, ammiccamenti, cenni impercettibili del capo, occhiolini e pacchetti nascosti in luoghi impensabili?
Credo che il fascino che Babbo Natale esercita sui grandi dipenda dal desiderio di mantenere viva l’innocenza e l’ingenuità dei piccoli, di preservare la loro fantasia, la loro purezza e il loro entusiasmo verso la generosità della vita.
Viviamo in un mondo pieno di dolore e di paure e cerchiamo di dare ai nostri figli le speranze che abbiamo perso crescendo.
La commedia natalizia di Babbo Natale ci permette di ritrovare, per un poco, la magia e la fiducia in un mondo buono, colmo di possibilità e di belle sorprese.
Un mondo che premia l’onestà, la sensibilità e la gentilezza.
Un mondo cui, purtroppo, nessuno crede più.
Nemmeno i bambini.
Ai genitori dispiace sempre scoprire che i figli stanno abbandonando l’ingenuità e la dolcezza dell’infanzia, perché, quando i bambini crescono, gli adulti perdono una possibilità di avvicinare il loro universo incantato e fantasioso.
Ma, per trattenere la magia che i piccoli ci regalano, finiamo per imbrogliarli ingiustamente.
E ingannando la loro intelligenza, senza rendercene conto, li incoraggiamo alla superficialità.
“Ma come… ?!”
Mi sembra già di sentire le vostre proteste…
“Non vorrai mica togliere ai bambini anche Babbo Natale?”
Cari amici, lettori e curiosi di questo blog, mantenete la calma e state tranquilli!
Non voglio togliervi Babbo Natale.
Voglio togliere l’inganno.
E’ diverso.
E, psicologicamente, molto più importante.
Perciò… rimandate le lamentele a dopo e continuate a leggere.
Tutti i cuccioli si fidano ciecamente dei propri genitori, sanno che ogni loro scelta è finalizzata al bene.
Se mamma e papà decidono di imbrogliare le carte e mentire riguardo alla faccenda di Babbo Natale, i piccoli sono sicuri che sia giusto così!
Ecco perché, dopo le prime perplessità e qualche debole obiezione, sono ben pochi quelli che osano aprire il dibattito.
La maggior parte dei bambini accetta, senza farsi problemi, le evidenti ingiustizie, incongruenze e assurdità che Babbo Natale ogni anno semina dietro di sé come una nuvola di fiocchi di neve.
Tutti quanti siamo stati bambini e, davanti alla prospettiva delle sorprese, dei regali e dei giochi, abbiamo preferito passare sopra alle imperfezioni della rappresentazione natalizia e abbiamo scelto di non indagare riguardo all’autenticità delle informazioni sul conto di Babbo Natale.
Ma questo lasciar perdere, questo farsi andare bene le cose anche quando sono palesemente false, questo forzarsi a credere delle illogicità è una brutta conseguenza della farsa natalizia di Babbo Natale.
Conseguenza che diventa più insidiosa quando si ripete un anno dopo l’altro.
Infatti, accettando passivamente le bugie su Babbo Natale, i bambini imparano anche a sorvolare sugli inganni, a guardare con superficialità le cose, a scegliere il risultato senza interrogarsi sulla provenienza, a depositare la loro fiducia in qualcuno (Babbo Natale) ritenuto a priori generoso, buono e incorruttibile anche davanti all’evidenza del contrario.
E, purtroppo, una volta imboccata la strada della creduloneria conviene non voltarsi indietro, altrimenti si rischia la delusione.
Così, da una generazione all’altra, senza rendercene conto, tramandiamo un passatempo psicologicamente efficace nel preparare i bambini all’accettazione acritica delle verità non provate.
Con il gioco di Babbo Natale (senza volerlo e armati delle migliori intenzioni) insegnamo ai nostri figli che non è opportuno farsi troppe domande e che è meglio lasciare che le cose accadano.
Trasmettiamo loro che si può giustificare l’ingiustizia dietro un generico lasciar correre, e li prepariamo a diventare dei bravi soldatini capaci di seguire la corrente senza indagare, attenti al risultato ma non al procedimento.
Ai bambini dispiace sempre essere ingannati, soprattutto quando chi li imbroglia è una persona in cui credono.
Davanti alla finzione, il loro cuore si trova a un bivio: da una parte l’ottundimento (inevitabile per poter credere alle bugie dei grandi) e dall’altra il dispiacere per la fiducia tradita (scoprendo l’inganno).
Entrambe le scelte sono insoddisfacenti…
Non si deve mai mentire ai bambini.
Nemmeno quando l’intento è di vederli felici.
La leggenda di Babbo Natale è una bella favola, colma di dolcezza e di amore.
Non è necessario trasformarla in verità.
Per i bambini un gioco è divertente anche quando si è consapevoli che si tratta solamente di un gioco.
Si può decidere insieme di mettere in scena Babbo Natale, senza imbrogli e senza costringere l’immaginazione dentro realtà fittizie.
La fantasia si sviluppa coltivandola ogni giorno e proteggendo la sensibilità che la sottende, non c’è bisogno di inscenare finzioni destinate a essere smascherate nel tempo.
Si può trascorrere un bellissimo Natale anche senza ingannare i bambini.
Ai piccoli serve di più poter contare con fiducia sulle parole dei grandi. Senza sospetti inutili e senza bugie.
La sincerità è diventata poco normale. Salviamola dall’estinzione.
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Ciao Carla,ho messo anche il mio cognome perchè ho visto che c’è un’altra Cristina…Non ho mai pensato che, anche l’illusione di Babbo Natale,potesse nascondere insegnamenti sbagliati.Mi ha fatto molto pensare questo articolo.Mi sono venute in mente molte cose,storie e comportamenti degli adulti che,a fin di bene,non dicono la verità.Ma pensando a cose più serie,per esempio,mi è venuto in mente il film di Benigni "La vita è bella"….anche in quel caso era sbagliato far credere qualcosa che non esisteva,seppur per non spaventare?In quali casi si deve non dire la verità, se ce ne sono?
Purtroppo, Cristina, non ho voluto vedere “La vita è bella” perchè sono di origini ebree e tutto quello che riguarda i campi di concentramento nazisti mi fa stare malissimo… perciò non ti so dire se nello specifico di quel film fosse giusto mentire. In linea generale credo che non si debba mentire (quasi) mai ai bambini e un film che esprime molto bene il mio pensiero è “Il Truman Show”.
Hai fatto bene Carla!!Il film che ti dicevo è uno strazio.Una disperazione e sofferenza inaudita dell’anima.Ho pianto per ore…..Cercherò di vedere quello di cui parli tu.Grazie.Ciao.
non so….a me è sembrata così bella mia figlia che ancora a quasi 6 anni diceva: mamma, guarda com’è gentile la luna stasera, ci accompagna sino a casa!
e così quando a 7 anni ha esordito con: non mi interessa se Babbo Natale non esiste; secondo me se credi in qualcosa, allora esiste!
mi è sembrata tanto più saggia di me….
che dici?
un abbraccio
Ale
Dico che i bambini sono dei grandi maestri. Hanno il diritto di scegliere in cosa credere e i “grandi” non li dovrebbero MAI imbrogliare…
WOW!!!!! Non sai quanto questo articolo mi dà gioia. Finalmente ho una risposta competente ad un dubbio che mi sono trascinata nel tempo. Io e mio marito siamo stati esageratamente realisti e veritieri nei confronti dei nostri figli, per cui tanti ci hanno criticato perchè non li abbiamo mai presi in giro per nulla aldilà di babbo natale. Tutte le volte che dovevo uscire dicevo loro la verità su quanto dovevo mancare, sul perchè e quando sarei tornata senza peripezie ed imbrogli o promesse di un qualche premio. Quando li lasciavo all’asilo o dovevano fare delle punture, insomma qualsiasi cosa in verità, tutto questo a volte ci sottoponeva a severe critiche da parte degli altri che ci hanno giudicati eccessivamente rigidi nell’educare i nostri figli specie poi quando pur facendo il regalo di natale spiegavamo che babbo natale eravamo noi in realtà. A parte il fatto che sia giusto non imbrogliare nessuno tanto meno i bambini che sono appunto persone in fase di crescita, ritengo giusto considerarli prima di ogni cosa persone, quindi da rispettare senza alcun raggiro ponendo fiducia nella capacità di comprensione . Tutti noi, bambini, anziani, ammalati, tutti comprendiamo la sincerità, la disposizione fiduciosa, il rispetto profondo, sono espressioni del cuore che si recepiscono a qualsiasi età e condizione e sono la base indispensabile per creare legami di fiducia indispensabili in ogni rapporto. Grazie di cuore, questo articolo mi ripaga dai dubbi che inevitabilmente a volte ci si pone mettendosi in discussione.