Gen 30 2012
ATTACCHI DI PANICO E CREATIVITA’
Paura, tachicardia, ansia improvvisa e immotivata, tremori, capogiri, black out mentale, vertigini, sudori freddi, irritabilità, fragilità emotiva… sono soltanto alcuni degli innumerevoli sintomi che caratterizzano l’attacco di panico, il male psicologico più diffuso in questi ultimi tempi.
Le problematiche psichiche sono da sempre la spia di un disagio nella società.
Un tempo l’isteria indicava l’eccessivo moralismo e la repressione sessuale.
In seguito, la depressione ha messo in evidenza i danni psicologici del consumismo e della competitività.
Oggi, il dilagare dell’attacco di panico segnala l’amputazione della creatività, della sensibilità e dell’intuizione.
Il panico, che consegue alla repressione di quasi tutte le funzioni dell’emisfero destro del cervello, genera un sintomo creativo e si manifesta con modalità creative, cioè originali, imprevedibili e diverse per ognuno.
Il nostro stile di vita è crudele con la creatività.
Viviamo nella civiltà dell’usa e getta.
Dobbiamo assecondare il mercato, tenere in piedi l’economia, distruggere senza recuperare mai niente.
Bisogna comprare, comprare, comprare… cose sempre nuove, sempre diverse e sempre meno utili.
Per la creatività c’è poca tolleranza.
Inventare, riciclare, ingegnarsi, ideare, trasformare, riadattare, sono attività che intralciano le leggi del commercio, espressioni troppo individuali, economiche o imprevedibili per un popolo di consumatori.
Di sicuro, creare, è poco competitivo.
Poco conformista, poco omologabile, poco dominabile, poco lussuoso, poco riproducibile, poco monetizzabile, poco inquadrabile, poco standardizzabile e poco costoso.
Insomma, l’invenzione personale non va d’accordo né con il commercio né con la globalizzazione!
Ma siccome la dittatura si è travestita da democrazia, la creatività non è vietata… è sconsigliata.
Nella nostra società, i veri creativi non sono benvisti e, spesso, chi possiede una personalità creativa, sentendosi diverso, emarginato o inadeguato, finisce per vivere male e con sofferenza la propria autenticità.
Progressivamente (ma inesorabilmente), la creatività, la sensibilità e l’intuizione, sono state eliminate dal repertorio dei comportamenti abituali.
La principale artefice di questo annichilimento è la scuola.
I programmi scolastici, infatti, favoriscono l’emisfero sinistro del cervello, quello preposto alla sequenza, alla logica e alla matematica, e censurano l’emisfero destro, sede della creatività, della sensibilità e della sintesi.
Il nozionismo è la discriminante favorita, per avere successo negli studi.
Lungo tutto il percorso scolastico, dalla prima elementare fino al test d’ingresso per l’università, gli studenti sono incentivati ad abbandonare progressivamente l’uso dell’emisfero destro e, giunti al termine degli studi, di fantasia, inventiva, intuizione, immaginazione e originalità non rimane più quasi nessuna traccia.
In più, se durante gli anni della scuola la creatività non favorisce il successo, per entrare nel mondo del lavoro è ancora meno utile e, di certo, non aiuta a trovare un impiego!
Per lavorare, infatti, si deve essere: accomodanti, disponibili, poco esigenti, accondiscendenti e pronti al sacrificio.
Creativi? Meglio di no.
(Troppo mutevoli, troppo imprevedibili… destabilizzanti!)
Purtroppo, però, quando la creatività non trova spazi per potersi esprimere, si manifesta nell’unico luogo rimastole accessibile: il corpo.
E produce sintomi creativi, che ne segnalano la presenza insieme con la sofferenza e la repressione.
L’espressività individuale, maltrattata e annientata per troppo tempo, produce un malessere fantasioso, originale, e imprevedibile come l’attacco di panico.
Manifestare un sintomo somatico, generare un dolore nel corpo, sono le uniche cose che ancora le è concesso di fare per segnalare uno stile di vita diventato pericoloso.
“Aiutami a cambiare senza cambiare niente, mantenendo inalterate tutte le mie insane abitudini stereotipate e poco creative!”.
Questo sembra essere il messaggio criptato dietro quella paura che assale all’improvviso.
La creatività condensa in un segno tanti significati e l’attacco di panico è un sintomo che porta le stimmate della creatività.
Si manifesta quando all’unicità interiore non è rimasta più nessuna possibilità di esprimersi e racconta, con il malessere fisico, una sofferenza psicologica che non si può comunicare a parole perché chi ne è portatore l’ha nascosta anche a se stesso.
(Bisogna essere dei creativi per avere una patologia che sfugge alle diagnosi e produce sintomi sempre diversi)
L’attacco di panico nasconde e mostra la paura per l’annientamento del pensiero individuale e segnala una staticità nelle funzioni dell’emisfero destro del cervello.
E’ il sintomo di un tradimento agito contro il proprio cuore, la propria sensibilità e la propria intuitività.
Ecco perché, per curarlo i farmaci non bastano.
Bisogna riprendere in mano il bisogno profondo di inventarsi la vita, di cambiare se stessi e di cavalcare le proprie fantasie.
I sogni e i desideri raccontano i talenti individuali di ciascuno.
Reprimerli, in favore di un’esistenza omologata e conformista, è una violenza che uccide l’espressività personale e fa ammalare di paura.
L’attacco di panico racconta sulla pelle e sul corpo, lo sgomento per una sensibilità che si è dovuta anestetizzare nel tentativo di normalizzarsi, e per una vita senza radici emotive.
E’ un sintomo imprevedibile, e rivendica il diritto all’imprevedibilità, perché imprevedibile è l’esigenza di ascoltare se stessi e imprevedibile è la creatività da cui scaturiscono il cambiamento e l’inventiva.
Riscoprirsi diversi e ricreare ogni volta la nostra realtà, sono i doni che abbiamo perso nello sforzo di renderci normali, e la loro mancanza genera il panico.
Non si può vivere senza assecondare il cambiamento, seguendo il ritmo del proprio cuore.
La creatività è una medicina economica e naturale, tutti ne abbiamo bisogno per vivere.
Quando la eliminiamo dal repertorio delle scelte, togliamo a noi stessi l’unicità e sprofondiamo nella paura.
Chi è creativo non può essere normale.
La normalità annienta la personalità nel conformismo e toglie alla vita il suo significato.
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Saggia Carla, qui non c’è molto da dire, quasi nulla per una persona come me, la quale non possiede cultura in generale: non posso che essere d’accordo con quanto tu affermi amica cara. Lo sappiamo tutti oramai, la creatività è indice d’intelligenza e, questo, va contro ogni buona regola del consumismo. Coloro i quali sanno inventarsi la vita, non hanno bisogno d’acquistare idee da chi le produce in serie, da chi sfrutta le menti creative per poi annientarle nel preciso istante in cui queste si ribellano al loro ”padrone”: la globalizzazione della creatività, fa sì che chi è creativo, o si mette a disposizione dei ”mercanti di cervelli”, oppure, muore di fame!
Alcuni ”grandi” accettano di morire di fame, quantomeno vivono nella miseria più nera, però, vivono la loro esistenza senza compromessi auto-castranti.
Articolo bellissimo. Complimenti!
Interessante; soprattutto quella parte che riguarda la scuola; complimenti; Albix
Non potrei essere più d’accordo!
Da qualche mese lavoro con una paziente proprio su questo tema.
Una giovane donna che ha messo da parte tutta la sua creatività perchè la professione per la quale ha studiato è una "cosa seria".
Lei è un avvocato che disegna e canta in modo divino, ma tutto questo è stato messo in un cassetto.
E così un giorno quel cassetto troppo pieno si è aperto e ne è uscita un’ansia talmente forte da paralizzarle letteralemente gli arti: non riusciva muovere le gambe e le braccia. I controlli neurologici del caso non hanno rilevato niente…sono state ipotizzate le patologie peggiori, ma nulla!
A poco a poco dal fondo di quel cassetto stiamo tirando fuori le cose stipate…il disegno, il canto, la danza, la scrittura di racconti…
la paralisi non c’è più, l’ansia è ancora una fedele compagna, ma sta diminuendo all’aumentare dello spazio che lei può ricavare per sè.
La creatività, in qualunque espressione essa si evidenzi, è una energia interiore. Come tale se non ha la possibilità di esplicitarsi, manifestarsi integralmente e totalmente, ciò può creare serie problematiche. Quando un essere umano ( fin da piccoli ) è indirizzato ( dai genitori o dalla vita) a seguire studi o lavori non attinenti alla realizzazione della "specifica" creatività, prima o poi questa …..richiede di essere presente…..
In una casalinga può accadere di essere svogliata…di non controllare la scadenza di certi prodotti…., lasciare …molto disordine …per la casa…o altro…lasciare luci accese…
Non sono bastate delle sedute "classiche" di un approccio terapeutico, ove non si prendeva in considerazione…l’aspetto creativo…, e/o l’aspetto artistico…che stà dentro di noi ..nascosto …da qualche parte..che ha timore di uscire..
Ritengo importante che, per una situazione come questa, ci debba essere il vero incontro tra il terapeuta e/o counselor con la persona. Il vero incontro, a mio avviso è quello quando le due spiritualità comunicano tra di loro.
Se rimangono molto evidenti i " ruoli" il vero incontro non si manifesta e il rapporto "empatico profondo" può non essere efficace.
Tornando, alla casalinga, una volta ricevuta la sua fiducia, la si è invitata ad esprimersi con dei disegni, ad osservare e relazionarsi con tutto ciò che è naturale ( animali domestici, come i propri vasi di fiori, piante, giardini ecc. ) poter tenere un diario per scrivere poesie, pensieri emozioni, sogni ecc.
I risultati sono stati positivi, e lo sono tutt’ora, magari c’è, ora, il problema dove poter appendere i numerosi dipinti eseguiti…….
Ho avuto crisi di panico per circa un’anno,quando guidavo la macchina.Non l’ho mai detto a nessuno.
Ogni istante vedevo macchine che mi venivano addosso e che mi mandavano fuori strada,ero in perenne ansia alla guida,i ripetevo che erano solo mie sensazioni e che non avrei dovuto permettere al mio cervello di limitarmi la vita e l’indipendenza….avrei voluto smettere di guidare…non so cosa di creativo io stessi soffocando,so solo che mi sono passati solo quando mi sono scorticata, nell’intento di uscire in qualche modo,si, malamente, fuori dalla mia vita "normale" che in effetti di normale nulla aveva….
Paura,terrore,era un continuo imminente stare per morire, durante quei momenti.Io ne sono uscita "come per incanto",senza sapere perchè e come….ma solo ora capisco che,di rimando, ho dovuto affrontare altri problemi.
Ma la libertà,quella che stavo per perdere condizionata da quel meccanismo mentale, l’ho conservata fortunatamente. Se avessi riconosciuto e compreso subito il loro significato,forse,sarei uscita dalla vita che non volevo,senza scorticarmi e infettarmi il cuore e l’anima.
Cristina credo che, anche grazie a questo blog di Carla, ci sia la possibilità di parlare di argomenti che, altrimenti, solitamente si mantengono dentro di noi e ciò non fà bene..anzi.
Si è forti, e te lo hai fatto, quando si riesce a "svuotare" qualcosa …di pesante…, che crea malessere, sofferenze.
Lo sfogo, quello autentico come il tuo, non può che far bene.
Poi, è naturale che ognuno di noi riesce a prendere delle decisioni, o a fare delle scelte, solamente dopo aver tentato ogni strada possibile per..risolvere la problematica.
Talune volte la strada è ardua ed è lastricata di imprevisti, di ostacoli, ed anche di sconfitte e di sofferenze .
Molte volte le sofferenze fisiche non sono niente rispetto a quelle..subite… dell’anima.
Comunque alla fine, e dopo aver toccato il fondo,..più sotto non si può andare..e, a quel punto, dobbiamo fare delle scelte o rimanere sul fondo oppure "guardare in alto verso una nuova luce" chiedendo, magari, aiuto – attraverso un barlume di ATTO di VOLONTA’- alla nostra dimensione/forza spirituale.
A questa dimensione, talune volte, porgiamo la mano chiedendo aiuto per cercare di tirarci sù.
Questa dimensione della SPIRITUALITA’, solitamente non conosciuta come tale, ma esistente, ha caratteristiche tali che non si ammala mai, è sempre energicamente efficente e non potrà soffrire come il fisico ed il psichico, infatti non segue le loro dinamiche . A questo punto una volta liberi dentro, si aggiunge una altra caratteristica fondamentale quella della responsabilità
per la quale, e con la quale, si deve interagire nel mondo circostante.
Si Gesuino,è vero.Si arriva al fondo e si deve decidere se morire o continuare a vivere. Bisogna avere un forte istinto di sopravvivenza,una forte energia interiore e un cuore che batte.E’ vero,poi,fuori c’è il mondo.Non è sempre facile.Ma vedi,grazie a persone come Carla,si ritorna ad amare la vita,te stessa e gli altri.E riesci anche a raccontarti,come si fa qui in questo bellissimo e interessante blog.
sagge parole!! io sono una ragazza e sono scultrice su pietra.. in questa societa’ cercan tutti di mettermi i bastoni tra le ruote.. spesso incontro persone che mi chiedono: “ma come fai a vivere” ? , “sei gia’ fallita”, “non si puo vivere di creazione”, e tante altre cose.. ovvio di primo momento ci resto male, ma poi penso che in fondo son le loro paure che proiettano sul m io modo di vita, del mio pensiero.. io non vivo di cose materiali, non ho bisogno di comprare oggetti o quantaltro per colmare i vuoti, ma ho quando scolpisco entro a far parte di una altro mondo, un altra dimensione e sto BENE!!! quando purtroppo non riesco a scolpire perche’ a volte ho qualche blocco che a volte puo succedere.. ecco che arriva lo stato di ansia e qualche attacco di panico!! purtroppo la gente e’ troppo presa a comprare oggetti o vestiti o altro proprio per sentirsi importante o soddisfare le mancanze, le sofferenze o altro… perche’ creare e’ mostrare secondo me una parte di noi stessi, mettersi un po’ in gioco e nello stesso tempo mostrare agli altri anche parti deboli.. ma e’ proprio questo che fa stare bene!!! ascoltarsi, e riuscire a creare cio che sei o che hai dentro di te che sia bello, brutto, triste, contento… trasformare il tuo stato in creazione e’ vita!!!ma lasciarsi andare fa sempre paura e non da le sicurezze che la societa’ chiede.. ma a me della societa’ non interessa, io sto vivendo questa vita e la vivo come piu mi piace e mi fa stare bene e in pace con me e con l’universo!
i miei complimenti per questo sito!!!grazie