Apr 18 2012

L’INDIFFERENZA E’ UNA PATOLOGIA… alla moda

Pubblicato da at 11:10 archiviato in Psicologia,Psicoterapia e taggato: , , ,

Il contrario dell’amore non è l’odio, ma l’indifferenza.

L’odio è spesso una variante impazzita dell’amore.

L’indifferenza invece riduce a nulla l’altro, non lo vedi neppure, non esiste più.

Ermes Ronchi

L’indifferenza è quello stato psichico che ti consente di non accorgerti della sofferenza altrui.

Si è indifferenti quando non ci s’immedesima, quando si traccia un confine tra se stessi e gli altri, quando si attribuisce meno valore a chi è considerato diverso.

Purtroppo oggi l’indifferenza è una patologia comunemente accettata e poggia sull’egocentrismo e sul bisogno di confermare se stessi.

Noi psicologi valutiamo la maturità soprattutto in base alla possibilità di immedesimarsi e di socializzare.

Riteniamo che l’egocentrismo sia spontaneo e naturale nei bambini molto piccoli ma che, durante la crescita, debba inevitabilmente cedere il posto alla capacità di relazionarsi e di condividere.

L’empatia (saper vedere il mondo con gli occhi di un altro) è il parametro più importante nel valutare la maturità di una persona e segnala la sua intelligenza emotiva.

L’intelligenza, infatti, non riguarda solamente le acquisizioni cognitive e logico-matematiche, ma anche e soprattutto la capacità di riconoscere i sentimenti e le emozioni.

Tante patologie psichiatriche sono caratterizzate da una grave lacuna nell’intelligenza emotiva nonostante buone capacità logiche e matematiche (autismo, psicopatia, ecc.).

L’intelligenza emotiva è ciò che ci rende umani e ci distingue dai computer.

L’apprendimento nozionistico, privo di sensibilità è, infatti, una prerogativa delle macchine.

La nostra vita è fatta di relazioni e, nelle relazioni, le emozioni giocano un ruolo fondamentale e imprescindibile.

Ecco perché l’intelligenza emotiva è un’intelligenza viva e non artificiale.

(Un’intelligenza che, per adesso, nessuna macchina ha potuto imitare.)

L’indifferenza segnala un deficit, una mancanza nell’intelligenza emotiva, un’incapacità nel fare relazione, è un handicap emotivo. 

Di questi tempi, purtroppo, l’indifferenza è una patologia… auspicata da molti!

Perché consente di muoversi  agilmente in un mondo gravemente malato d’insensibilità.

Impropriamente, si ritiene che l’indifferenza aiuti a vivere più serenamente… infatti, circoscrivendo l’attenzione all’ego, nasconde alla coscienza il dolore degli altri.

E in questo modo consente di non soffrire a causa della propria empatia.

L’indifferenza oggi è dappertutto e tutti ne siamo affetti, perché la crudeltà è diventata la norma nella nostra cultura.

E perché, vivendo in mezzo alla crudeltà, molti preferiscono essere spietati piuttosto che sensibili.

Non c’è rispetto per la vita ma non tutti se ne rendono conto.

Esiste un meccanismo psicologico chiamato: negazione, che consente di occultare alla coscienza ciò che va in conflitto con quello che abbiamo scelto di essere.

Nell’indifferenza, la negazione ottunde l’empatia e, senza empatia, il dolore che abbiamo intorno diventa impercettibile.

La vita è dappertutto, anche se molti non la notano.

La violenza fatta alla vita, purtroppo, è anch’essa dappertutto. 

Invisibile per la maggioranza.

Anche le immagini di morte sono dappertutto.

I più non se ne accorgono nemmeno.

Tanti le trovano eleganti.

E a molti addirittura… mettono fame!


IL TERMOMETRO DELL’INDIFFERENZA

 

Per valutare il livello della tua indifferenza, prova a fare il test:

Osserva attentamente le immagini riportate qui sotto cercando di individuare in ciascuna di esse, la violenza, i soprusi e il dolore.

Segna un punto per ogni immagine in cui riconosci una violenza, un sopruso o il dolore.

Risultati:  

Punti 6  = indifferenza totalmente assente, alto livello di empatia, personalità creativa, inteligenza emotiva superiore alla media.

Da 3 a 5 punti = indifferenza nella norma, rimozione parziale della propria sensibilità, intelligenza emotiva nella media.

Da 1 a 2 punti = indifferenza dominante, scarsa sensibilità, intelligenza emotiva al di sotto della media.

Punti 0 = indifferenza patologica, mancanza totale di sensibilità, intelligenza emotiva deficitaria.

MyFreeCopyright.com Registered & Protected

10 commenti




10 Commenti to “L’INDIFFERENZA E’ UNA PATOLOGIA… alla moda”

  1.   rosanna anzaloneon 18 Apr 2012 at 18:51

    La crudeltà modello di normalità in questa nostra società…si proprio così…Articolo bellissimo da leggere e rileggere come promemoria ogni giorno. In poche ed efficacissime parole di verità essenziali una grande denuncia sociale che ci da la misura dei livelli umani che abbiamo raggiunto a causa dell’indifferenza, un male che uccide la nostra umanità. Grazie blog amico dell’uomo;)))

  2.   Cristina Mancaon 18 Apr 2012 at 23:20

    Mamma mia che brutte immagini!!!Quel coniglio è terrorizzante. Non so come si riconosce l’indifferenza da deficienza emotiva o da negazione…comunque è preoccupante…come possiamo curare questa patologia?Io ho paura di chi riesce ad ammazzare gli animali…ho sempre pensato che riuscirebbe ad uccidere anche un essere umano….ma anche senza uccidere,mi preoccupa l’indifferenza per la sofferenza emotiva nei confronti delle persone che soffrono per l’isolamento per aver semplicemente scelto di fare o di vivere in modo diverso dai canoni stabiliti dalla società,per essere ai margini della vita.Non siamo capaci di capire,non siamo capaci di aiutare,presi ,come siamo, dai fatti nostri….e calpestiamo tutti senza accorgercene.

  3.   MAURAon 19 Apr 2012 at 10:10

    …nelle immaggini manca l’indifferenza e a volte le crudeltà che si vivono all’interno di tante famiglie che apparentemente sembrano perfette…grazie carla

  4.   alea70on 22 Apr 2012 at 19:25

    talvolta l’indifferenza è molto più sottile, pertanto subdola e pericolosa.
    Come quella di chi si riunisce intorno ad un Dio, ma non vede la sofferenza intorno a se, o peggio, la reputa intollerante per il proprio civile vivere.
    La carità a comando, l’elemosina per le feste, ma solo a chi reputo la meriti.
    E quando il vinco di casa si uccide, tutti pronti a giurare che era una persona serena…..
    :(

  5.   Ineson 15 Ago 2015 at 14:55

    Anch’io non sono normale . io amo, ma intorno a me, solo un mare di indifferenza .Io sono anormale perché soffro per sensibilità patologica .Sono vegetariana e amo e rispetto tutti gli esseri viventi:gli umani , gli animali e la natura tutta . Non amo le feste comandate pseudo religiose perché sono solo un pretesto per uccidere e abbuffarsi . La strage degli innocenti. E’ raccapricciante ciò che succede nel mondo . Vorrei vivere in una comunità in cui a tenere uniti è l’amore , il rispetto , la solidarietà. Esiste una tale comunità . Esiste l’isola felice ?
    Scusate lo sfogo .Quelle immagini mi fanno male .

  6.   gloria laion 28 Dic 2016 at 09:22

    Concordo pienamente con quanto scrivi, Carla.
    Non so se Ines (vedi 15 agosto 2015) leggerà questo mio commento, ma capisco la sua sofferenza e, se può consolarla, posso dirle che una sensibilità come la sua non è isolata. In tanti partecipano delle sofferenze dei deboli, animali o umani non importa, in tanti si adoperano per un mondo meno violento. In tanti, grazie ad una sensibilità come quella di Ines, soffrono ma combattono.

  7.   Carla Sale Musioon 28 Dic 2016 at 13:58

    Grazie Gloria :)

  8.   Lauraon 29 Dic 2016 at 01:23

    Purtroppo l’articolo della dottoressa Musio e’ la dura e cruda realtà… Ma io che da un paio di mesi conduco una dieta quasi vegetariana, x motivi di riflessione etica sugli sprechi che in termini economici ed ecologico-ambientali e per l’impatto che il consumo di carne ha sulla salute, mi faccio molto spesso le seguenti domande: Siamo sicuri che anche le piante non soffrano per i metodi di agricoltura industriale intensiva con cui sono prodotti? Non sono anche loro delle vite che vengono interrotte x permettere ad altre di continuare a vivere? Chi decide che la vita dei vegetali vale la pena di essere sacrificata x la nostra sopravvivenza e invece quella degli animali no? Siamo davvero sicuri che noi uomini abbiamo le adeguate capacità emotive, empatiche e cognitive per capire chi sono davvero questi esseri che sembrano non provare sentimenti, ovvero i vegetali? Il mio personale parere e’ che fino a quando non ci sarà una certezza su questi interrogativi non si potrà mai sapere cosa e’ veramente giusto fare x rispettare la Vita in senso lato.
    Concordo comunque a pieno su ciò che la dottoressa dice in molti suoi articoli, cioè che il cibo ipercalorico carico di grasso e zucchero ci allontana dal raggiungimento di un buon equilibrio psichico e fisico. E’ veramente calzante il titolo del nuovo libro dell’ autrice"droghe legali" , che bene incarna il concetto della dipendenza che si crea rispetto a questo cibo oggi largamente consumato che deve essere "iper" a tutti i costi: Ipersaporito, iperzuccherato, ipercondito, altrimenti tutto ciò non rientra in queste caratteristiche non sa di nulla…non appaga o addirittura secondo tanti non e’ sufficiente per nutrirti!! Un pasto senza un po’ di carne o senza un esagerato condimento secondo molti non può essere in grado di dare il giusto nutrimento ed appagamento.
    Brava dottoressa, complimenti per i suoi interessanti articoli, per me fonte di importanti spunti di riflessione

  9.   Robertaon 19 Feb 2018 at 12:39

    Buongiorno, il suo articolo è molto interessante e ci sono capitata perché cercavo delle notizie, senza trovarle, su alcuni comportamenti che io valuto come indifferenti. Non potrei definire la persona di cui sto per dirle come globalmente indifferente o cattiva. Posso dire però che con lei si instaurano dei meccanismi strani: quando io sono giù, capita che lei si senta attaccata da frasi o toni di voce non proprio aulici. A quel punto, diventa improvvisamente sarcastica, poi indifferente al male che ha fatto (sì, va bene, ho sbagliato… Che avrò mai detto?), infine crudele perché io, magari, a quel punto, mi arrabbio ancora di più.

    Si può parlare di indifferenza quando ci si riferisce a momenti specifici e non alla globalità? Nella fattispecie, una persona mediamente gentile e disponibile, anche molto generosa,come può fare del male con delle parolacce gravissime e avere occhi di ghiaccio di fronte al tuo dolore, per poi dirti che si era sentita colpita? Spero di essermi spiegata…

  10.   Carla Sale Musioon 20 Feb 2018 at 06:45

    Più che di indifferenza mi sembra che si tratti di un’anestesia emotiva… è difficile parlarne così senza avere un quadro più completo della situazione, ma mi sento senz’altro di consigliarle un aiuto perché queste problematiche aprono ferite profonde e causano molti danni nell’autostima di chi vive accanto a una persona che presenta delle difficoltà emotive di questo tipo

Trackback URI | Comments RSS

Lascia un commento

Codice di sicurezza: