Giu 17 2012

ATTENZIONE: CAOS in corso!

Pubblicato da at 16:13 archiviato in Psicologia,Psicoterapia e taggato: , ,

Comunemente chiamiamo caos quello stato psicologico di confusione, agitazione, esaltazione, nervosismo, adrenalina, euforia, paura, mistero… che precede una realizzazione creativa di qualche tipo.

Il caos è un rovesciamento del nostro abituale punto di vista, in favore di qualcosa che ancora è sconosciuto.

Di solito, il caos non è ben accetto.

Sovverte lo status quo con un colpo di stato e stabilisce una diversa gerarchia nella realtà interiore.

Come esseri umani abbiamo imparato a radicarci nelle abitudini.

Dopo l’iniziale fase creativa dei primi anni di vita, tendiamo a mantenere le nostre sicurezze routinarie, limitando le capacità esplorative e lo spirito d’avventura in favore di una stabilità, sicuramente più noiosa, ma familiare, rassicurante e conosciuta.

Il cambiamento, però, tesse le trame della vita, e i tentativi (umani) di garantirsi stabilità e certezze sono destinati a subire continui sovvertimenti.

Ecco allora che nelle circostanze, apparentemente casuali, della nostra esistenza si presenta periodicamente qualcosa di nuovo, che scompiglia i progetti e provoca… il caos!

Il caos sconvolge le certezze e mette a nudo le paure.

Paura di sbagliare, paura di non farcela, paura di non essere amati, paura di essere derisi, paura dell’abbandono, paura dell’emarginazione, paura della solitudine, paura di… qualcosa che abbiamo già vissuto e che appartiene alla nostra storia.

Paure che ci hanno fatto soffrire in passato e che in seguito abbiamo deciso di nascondere a noi stessi, per non doverle sperimentare mai più.

Il caos, però, è l’ignoto che schiude le sue infinite possibilità e ci permette di attraversare esperienze ancora sconosciute.

Non può riguardare qualcosa che è già successo e che appartiene alla nostra storia.

Proprio perché è nuovo, conduce a incontrare novità.

Quello che ci terrorizza, dunque, non è il caos, ma il passato, il ricordo di esperienze già fatte, di vissuti che ci hanno fatto star male… prima.

Accogliere lo sgomento indecifrabile del caos, senza dare giudizi, con apertura, accettazione e curiosità, permette di far emergere le potenzialità che i traumi (del passato) hanno cristallizzato.

Il caos scioglie i nodi della paura e lascia che le esperienze dolorose, intrappolate nell’inconscio, si liberino e possano, finalmente, appartenere alla storia senza interferire più con l’evolversi del presente.

Vivere il caos annuncia un momento magico nella vita.

Un momento di trasformazione e cambiamento.

Indica la strada che porta a incontrare parti nuove di sé stessi, nuove possibilità, nuove potenzialità, nuove energie.

Il caos è un fermento creativo.

Apre le porte che erano state chiuse e ci conduce dentro consapevolezze inesplorate, verso nuove possibilità.

L’ignoto è misterioso per natura e suscita incertezza… ma la sua presenza, inaspettata e sconvolgente, segnala una promozione a un livello nuovo della nostra realizzazione personale.

Il benessere non si raggiunge accumulando oggetti sempre diversi e collezionando tanti status sociali.

Il benessere è uno stato interiore che emerge quando ci permettiamo di essere veramente (e misteriosamente) noi stessi.

Vivere il caos è un passaggio inevitabile e necessario, che si presenta ciclicamente nella vita.

Conduce alla scoperta di potenzialità ignorate, porta con sé una rilettura profonda delle nostre esperienze passate e ci ricongiunge al segreto della vita e della morte.

Solo permettendoci di attraversare il caos possiamo incontrare la nostra verità e raggiungere quel benessere capace di dare senso e significato all’esistenza.

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3 commenti




3 Commenti to “ATTENZIONE: CAOS in corso!”

  1.   rosanna anzaloneon 17 Giu 2012 at 17:55

    La vita nasce proprio dal caos….il bing bang consentì una meraviglia in continua evoluzione che ripropone e si ripropone dandoci l’opportunità di creare a nostra volta meraviglie sconosciute a noi stessi, che a secondo dei luoghi e delle persone con le quali ci ritroviamo ci offre infinite possibilità di creare magnifici paesaggi di vita, quali "colori" di un mosaico del tempo. Ah se non ci fosse questo amico BLOG!!! Quanti spunti profondi di riflessione!! Bellissima la considerazione del caos quale promozione ad un nuovo livello della nostra realizzazione…Spogliarsi delle acquisizioni statiche per riacquisire il nuovo in forma ciclica quasi a modellarci…, un pensiero veramente molto bello ed interessante…Fermarsi un attimo all’approfondimento di questo articolo è più arricchente e stimolante di qualsiasi libro o ricerca sul senso della vita e i significati che ne potrebbero derivare…GRAZIE e COMPLIMENTI…questo è cibo per l’anima degli anomali!!!!

  2.   tommaso davideon 17 Giu 2012 at 18:13

    …poche parole di analisi…non credo assolutamente che esista il caos…esso è cambiamento…evoluzione…continuo passaggio da una situazione a un’altra come elemento di armonizzazione dell’evento precedente…è lo stato di insicurezza delle persone o comunemente detto anche…paura o timore…che stabilisce questo ordine o concetto, poi definito "caos"… se ne abbiamo conoscenza dell’ordine o delle regole che svolgono i cambiamenti non si entra in "caos" o "panico" che sia…quindi…lo stato di caos è un concetto sostanzialmente per la mancanza di conoscenza e pertanto di coscienze dell’evolversi…

  3.   Lauraon 17 Giu 2012 at 20:00

    Il caso è la firma che lascia Dio quando vuole rimanere anonimo … che uno creda o non creda, il caso è davvero a volte misterioso…
    il caso mi ha fatto incontrare te Carla, e credo tu sia una persona speciale, con una sensibilità incredibile non dovuta soltanto al tuo lavoro; ( anche se non credo che questa sia la definizione giusta di ciò che fai …).
    Bene mi ritrovo a leggere questo tuo ultimo articolo, che pare sia la descrizione esatta del momento della mia vita che sto attraversando…
    momento davvero molto duro che non avrei creduto di dover affrontare alla mia età… e, in questo caos, è davvero difficile riuscire a trovare e aprire la porta che si è chiusa, per scoprire la nuova strada…
    e tutte le cose che hai scritto corrispondono perfettamente… alla mia età mi ritrovo a fare i conti anche con la bambina che sono stata…
    :-)

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