Feb 02 2013

PARLARE CON GLI ANIMALI

Pubblicato da at 13:11 archiviato in Psicologia,Psicoterapia e taggato: ,

I nostri scienziati, dall’alto del loro sapere, sostengono che le bestie, non avendo tante circonvoluzioni nel cervello sono sicuramente meno intelligenti di noi esseri umani, e siccome il loro pensiero non eguaglia il nostro, non si possono nemmeno considerare esseri senzienti.

Secondo la scienza, questa diversità ci autorizza a maltrattare, torturare e uccidere impunemente ogni altra specie, senza nessuno scrupolo.

Ma affianco alla scienza, il colpo di grazia al rispetto degli animali e delle loro culture, lo hanno dato le religioni. Il Cattolicesimo, soprattutto.

Infatti, la convinzione che Dio abbia creato soltanto l’uomo a sua immagine e somiglianza, sostiene il concetto della presunta superiorità umana rispetto a qualunque altra specie vivente.

Le culture animali, perciò, stritolate tra l’arroganza della scienza e l’egocentrismo della religione, non hanno avuto mai nessun riconoscimento da parte del genere umano, che interpreta l’esistenza delle altre specie come uno strumento utile per il proprio piacere e non come popolazioni diverse con cui convivere e con cui condividere la responsabilità del pianeta Terra.

Tutte le specie animali, però, sono tolleranti con la prepotenza umana e preferiscono estinguersi piuttosto che entrare in competizione con la nostra razza.

Nelle civiltà animali, infatti, le guerre non esistono.

Il loro patrimonio di conoscenze comprende altri valori.

La guerra è da sempre una prerogativa esclusiva della cultura umana.

Nei saperi degli animali, combattere fino a distruggere l’ecosistema è ritenuto un comportamento inaccettabile.

Purtroppo, però, questa loro attenzione costante verso l’ambiente, ai nostri occhi appare soltanto come una conferma della scarsa intelligenza che gli attribuiamo e non come il segno di una civiltà democratica e pacifista, attenta ai valori ecologici e ambientali.

Il mancato riconoscimento della civiltà e della cultura delle altre specie, ci impedisce di avere qualsiasi forma di comunicazione con gli animali. Che, ingiustamente, riteniamo incapaci di comunicare e bravi solo a emettere particolari suoni, da noi chiamati spregiativamente versi.

In maniera egocentrica ed arbitraria, infatti, abbiamo stabilito che la lingua parlata sia l’unica forma di comunicazione degna di essere definita cultura. 

Ma, nonostante la crudeltà e l’indifferenza che ci caratterizzano, le creature di razza diversa dalla nostra comunicano con noi nelle forme e nei modi che gli sono propri, e che utilizzano abitualmente per comunicare tra loro.

Imperturbabili e pazienti davanti all’ottusa presunzione umana, gli animali ci parlano. Da sempre.

La telepatia è per tutti gli esseri viventi la più antica forma di comunicazione che si conosca.

Gli uomini, però, l’hanno abbandonata ormai da tempo a vantaggio della lingua, parlata o scritta, e della tecnologia.

Gli animali invece, estremamente attenti all’ecologia, preferiscono servirsi del linguaggio universale, evitando così la babele delle lingue e l’utilizzo di tante protesi tecnologiche.

Tutte le specie non umane vivono a stretto contatto con la natura e non reprimono le proprie sensazioni, ma anzi! Le utilizzano per comunicare, conoscere ed esplorare la realtà che hanno intorno.

La telepatia è linguaggio utilizzato dagli animali e avviene proprio grazie all’uso delle immagini e delle sensazioni.

Tutti i membri di un gruppo sviluppano tra loro una sorta di legame impalpabile.

E, dentro a questo legame, viaggiano le comunicazioni telepatiche.

Chi possiede degli animali da compagnia sa che basta anche soltanto guardare il guinzaglio, pensando “Ora porto Fido a fare una bella passeggiata…” per vedere arrivare il cagnolino in questione, scodinzolante e pronto a uscire.

La comunicazione telepatica ha luogo in una dimensione della coscienza che esiste al là dello spazio e del tempo.

Fisiologicamente possiamo dire che nella telepatia si utilizza l’emisfero destro del cervello invece che l’emisfero sinistro.

Perciò se il papà umano di Fido pensa “Tra mezz’ora porto Fido a fare una bella passeggiata…” il risultato per il cucciolo non cambia e Fido si presenterà immediatamente, non mezz’ora più tardi.  

Infatti, al cane arrivano l’immagine e la sensazione della passeggiata, suscitate dai nostri pensieri, ma non il tempo.

Il tempo fa parte di una sequenza, cioè possiede un prima e un dopo, che è incompatibile con l’immediatezza di immagini e sensazioni.

Quando pensiamo ai nostri animali, trasmettiamo loro immagini e sensazioni che essi ricevono grazie al canale telepatico di cui sono dotati.

E questo succede tanto più quanto più stretto è il legame che abbiamo instaurato con loro.

Naturalmente la percezione di immagini e sensazioni varia da una razza all’altra e da un animale all’altro perché ogni essere traduce la propria impressione telepatica con l’esperienza personale.

Perciò, se penso “Adesso porto il gatto dal veterinario…” trasmetto l’immagine di un ambiente medico e la mia sensazione di sicurezza e affidabilità, ma per il gatto che la riceve e che è già stato dal veterinario, questa si traduce secondo la propria esperienza.

Così vedrà un luogo di tortura che odora di agenti chimici e vivrà la sensazione di sofferenze pericolose e imprevedibili da parte di esseri umani sconosciuti.

Di conseguenza correrà a nascondersi, stando ben attento a non farsi trovare.

I nostri animali ci chiamano e ci parlano sempre, usando la telepatia, ma noi dall’alto della nostra presunzione e della nostra ignoranza in materia, non decifriamo quasi nulla di quanto loro cercano di dirci.

Il rispetto della diversità è uno dei valori più importanti nelle culture animali.

Di conseguenza i nostri fratelli delle altre specie accettano senza disperarsi l’ottusa incomprensione che mostriamo davanti al loro linguaggio. Per loro è un elemento che ci appartiene e ci definisce.

Parlare con gli animali non solo è possibile, ma è anche molto interessante.

Per poterlo fare occorre abbandonare i pregiudizi razzisti e permettersi di imparare una forma comunicativa differente, basata su metodiche nuove e su valori diversi dai nostri.


MA IN CONCRETO COME SI FA?


La prima cosa da sapere per parlare con gli animali è che nelle loro culture ciò che è naturale è sempre dominante.

Un cane, un gatto, un piccione, un topo… non hanno bisogno di mettere nelle comunicazioni l’enfasi che invece solitamente ci mettiamo noi.

Tutti gli animali sono sempre noncuranti.

Comunicare telepaticamente per loro è un processo naturale, non c’è bisogno di agitarsi o sottolinearlo con la gestualità.

Per dialogare con loro, perciò, non serve mettersi l’uno di fronte all’altro o guardarsi negli occhi, come facciamo tra esseri umani.

Basta semplicemente pensare a ciò che vogliamo trasmettere, con concentrazione e senza distrarci, possibilmente usando delle immagini.

L’animale risponderà immediatamente, seguendo i propri criteri.

Per acquisire la sua risposta è indispensabile liberare la mente dal turbinio dei pensieri che la occupa incessantemente e fare il vuoto mentale.

Nel silenzio del nostro spazio interiore, prenderanno forma le immagini e le sensazioni che sono espressione dell’esperienza di chi le trasmette e che quindi porteranno quelle tipicità.

Mi spiego meglio.

Se voglio domandare al mio cane: “Com’è andata la passeggiata con Franco?” devo:

  1. concentrarmi sulle immagini di Franco e della passeggiata

  2. fare il vuoto mentale

  3. accogliere le immagini e le sensazioni che mi arrivano in risposta

In questo caso, dopo aver fatto il vuoto mentale, potrei provare un’emozione di gioia, la frustrante sensazione di un guinzaglio che tira, il gusto piacevole di qualcosa di buono in bocca, il viso di Franco sorridente, eccetera.

Naturalmente è necessario tenere a bada la nostra interpretazione degli avvenimenti e permetterci invece la “stupidità” di chi sta imparando una nuova lingua e che, perciò, ancora non decifra bene tutti i contenuti.

Gli animali vivono in un’immediatezza del presente che per noi, immersi costantemente in un prima e un dopo, è difficile da capire.

In conclusione, cari lettori, amici e curiosi di questo blog, se riuscite a superare l’antropocentrismo che caratterizza tutti noi esseri umani e a mettervi autenticamente in gioco nella relazione con i vostri animali, potrete sperimentare la comunicazione telepatica e impratichirvi nell’uso del loro affascinante linguaggio.

Gli animali hanno una visione molto interessante della vita e del mondo.

Senza razzismo e con un po’ di umiltà si può imparare a comprendere la loro cultura, scoprendone la profondità e l’intrinseca spiritualità e arricchendo la nostra vita umana di un punto di vista sano e naturale.

Un punto di vista che abbiamo perduto, ritenendolo ingiustamente poco intelligente.

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5 commenti




5 Commenti to “PARLARE CON GLI ANIMALI”

  1.   Yarion 02 Feb 2013 at 15:29

    UN “LIBERO” PENSIERO…..

    La cosa principale che osservo negli animali: è la mancanza del bisogno di dover attribuire a loro stessi un valore,attraverso il giudizio personale.
    Osservo che si lasciano guidare da un istinto, da un modo d’essere interiore, che li porta a vivere in armonia con l’ambiente che li ospita.

    L’essere umano FIN DALLA NASCITA, attraverso il giudizio personale, processa se stesso e l’ambiente circostante in ogni momento, ed attraverso il gioco della catalogazione della realtà, che esso compie, a causa forse dei bisogni dell’ego; l’uomo: auto-assume una posizione elevata di potere sul tutto.

    L’uomo, per mantenere tali egoistiche posizioni: ha bisogno di giudicare altri esseri poco-importanti ed inferiori a se, questo; per giustificare con la propria limitata logica, la propria presenza al mondo.

    Il sistema dei valori ,che viene creato dall’individuo e dalla società: diventa involontariamente una prigione, nella quale il secondino ed il carcerato sono la medesima persona: schiavi della loro medesima creazione.

    Osservando me stesso in profondità: sto scoprendo di essere in realtà “l’espressione dell’ignoranza sulla terra”.

    Personalmente ritengo, che se io non sono nessuno , perchè di fatto, nulla in verità conosco ( in quanto per l’appunto , io sono espressione di ignoranza) comprendo anche, che non sono nemmeno nelle condizioni di giudicare, quel me stesso sconosciuto che in verità sono.

    Concetto apparentemente molto astratto, ma credo di aver reso l’idea di quante “seghe mentali”, l’essere umano, nella sua infinitesima piccolezza si fa, per apparire a se stesso, “di grande valore”.

    Gli animali SONO , punto e basta.

    Il resto; è la conseguenza, della loro sperimentazione di quell’essere

  2.   Annaon 04 Feb 2013 at 12:08

    Saper parlare con gli animali è una cosa che mi ha cambiato la vita.

  3.   minoon 08 Feb 2013 at 14:51

    la prima cosa che si impara a contatto con gli animali è il concetto di tempo. per noi umani il tempo consiste in un prima e un dopo; per gli animali, che vivono dentro la natura, il tempo è ciclico e nella sua ciclicità si risolve in un eterno presente. se dico al mio cane che tra poco gli dò la pappa, questo non afferra il tra poco, bensì considera l’immagine della pappa di imminente realizzazione. con i cani lo scambio di informazioni è molto più semplice che con altri animali, perché l’interazione risale a millenni e durante millenni il rapporto si è approfondito. se lascio libero il cane e poi voglio riprenderlo è inutile che sbraiti e che urli di fermarsi; per lui il gridare è una minacccia; mi avvicino con sicurezza, guradndolo negli occhi e trasmettendogli il programma di una passeggiata. il cane si fa riprendere ed è felice di camminare a fianco del padrone, che è e sarà empre il suo referente. pottei continuare, ma mi fermo. capite che cosa significa potere comunicare con un animale? è un precesso di affinamento personale. saluti Mino

  4.   Sandroon 15 Feb 2013 at 13:27

    mi è molto piaciuto quanto scritto e mi è piaciuta moltissimo la risposta di Yari. Un mio grazie ad entrambi.
    Per Mino…. l’avvicinarsi ad un cane, con traiettoria diretta e fissandolo negli occhi è cmq eprimere un atteggiamento minaccioso.

  5.   vera ama gli animali!on 25 Set 2013 at 19:29

    ciao carissima amica io ora sto provando a parlare con la mia carissima cagnolina! io fin da piccola amavo kolto gli animali,ma come si fa a parlare con gli insetti?? forse sempre con la TELEPATIA????!! fammi sapere okk?! buona fortuna,ciaooo!

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