Apr 18 2013

SEPARAZIONE: COME DIRLO AI BAMBINI

Pubblicato da at 11:29 archiviato in Psicologia,Psicoterapia e taggato: ,

La separazione è sempre un momento difficile da affrontare, e comunicare ai bambini che mamma e papà non vivranno più insieme sembra spesso impossibile.

Non si trova il momento giusto, le parole da usare, il tono della voce… tutto appare inadeguato, complicato e fuori luogo.

Per paura di far vivere un dramma ai propri figli, gli adulti si macerano nell’incertezza, attanagliati dai sensi di colpa, quasi che la scelta di separarsi fosse una loro pericolosa perversione e non invece un momento doloroso che la vita li ha costretti ad affrontare.

Ciò che spesso marito e moglie non comprendono, travolti dalla loro crisi coniugale e dall’inevitabile senso di sconfitta che accompagna la decisione di separarsi, è che i bambini non vivono la separazione come una tragedia ma come uno dei tanti avvenimenti che costellano l’esistenza.

Certo, i piccoli vorrebbero avere sempre accanto TUTTE le persone che amano e protestano ogni volta che qualcuno deve andare via… perciò la notizia che il papà e la mamma vivranno in case separate a volte può essere accolta da pianti e opposizioni.

Ma è importante considerare che ai bambini separarsi non piace MAI!

Non piace quando si rientra a casa dopo aver trascorso le vacanze dai nonni, non piace quando la baby sitter se ne deve andare, non piace quando il papà si trasferisce a lavorare in un’altra città, non piace quando la mamma parte per un convegno… la lista delle separazioni che punteggiano la vita dei bambini è sempre molto lunga e varia.

I bambini amano stare insieme alle persone cui vogliono bene e non accolgono con gioia nessuna separazione, nemmeno quelle che invece i grandi reputano inevitabili e scontate.

Tra i non addetti ai lavori esiste un grave pregiudizio che spinge a credere che la separazione sia sempre dannosa per i bambini.

Il cattolicesimo prescrive che il matrimonio non possa essere sciolto, se non con la morte di uno dei coniugi, e questo dogma religioso ha contribuito a creare la convinzione impropria che separarsi sia nocivo per la coppia e per i figli.

E’ un pregiudizio che gli psicologi e gli specialisti del settore cercano di sfatare in tutti i modi, coscienti che per i bambini è molto più dannoso un clima familiare basato sull’indifferenza, sul disprezzo o sulla finzione di un’armonia inesistente, piuttosto che la scelta consapevole di separarsi.

Purtroppo, questo pregiudizio condiziona le valutazioni di tante persone che finiscono per interpretare le reazioni dei bambini in modi non appropriati.

Così, succede che:

  • quando un bambino si butta per terra, piange e si dispera perché l’amichetto non può fermarsi a dormire… “… sono capricci!”

  • quando un bambino si butta per terra, piange e si dispera perché la mamma e il papà vivranno in case separate… “… è un grave trauma!”

Ritengo che i bambini vadano SEMPRE ascoltati, compresi e rassicurati e che debbano esprimere i loro sentimenti e il loro dissenso in merito alle scelte dei genitori.

Ma dissenso non vuol dire necessariamente trauma.

Un evento diventa traumatico quando implica gravi lesioni o offese, minacce all’integrità fisica e psichica, rischi di morte, umiliazioni e ferite nell’autostima e nel proprio senso di efficacia.

Per poter parlare di trauma, in una separazione ci devono essere delle trascuratezze molto gravi.

Di solito, la protesta dei bambini segnala l’assenza di un trauma, perché il trauma provoca un disorientamento e un dolore talmente grandi che la mente impiega anni a spiegare e a ordinare in un discorso di senso compiuto.

Per questo le proteste dei bambini devono essere accolte, comprese e considerate ma non interpretate come traumi.

Le proteste, quando sono espresse, segnalano l’esistenza di un dialogo tra genitori e figli e permettono ai grandi di spiegare ai piccoli le loro ragioni.

La notizia della separazione può provocare nei figli reazioni diverse:

  • a volte i bambini non vogliono che i genitori si separino

  • altre volte sono sollevati all’idea che papà e mamma smettano finalmente di litigare e di guardarsi in cagnesco

  • altre volte ancora mostrano distacco e indifferenza

Ma sempre, quando arriva il momento di fare le valige e andare via, i genitori si sentono dei criminali, incapaci di portare avanti quella famiglia felice che, in cuor loro, avevano promesso ai loro figli.

Il dramma, però, appartiene solamente ai genitori.

Sono i genitori, infatti, che hanno progettato la vita coniugale insieme.

E sono loro che ora vivono con dolore il fallimento di quel progetto.

I figli non hanno deciso e non hanno scelto, si sono trovati a vivere insieme a mamma e papà e si sono abituati a quello stile di vita.

Per loro il dramma prende forma nelle parole e nei toni con cui i grandi condividono la notizia della separazione e nei modi in cui la gestiscono, non nella scelta in se stessa.

Per questo è importante evitare di coinvolgerli nelle proprie difficoltà e lasciare loro il tempo di abituarsi a tutte le modifiche della vita familiare che una separazione inevitabilmente comporta:

  • ci sarà un genitore che abiterà in una casa nuova…

  • ci saranno degli orari e delle occasioni differenti per incontrarsi…

  • ci sarà una nuova cameretta nella nuova casa del genitore che va via…

  • ci saranno nuovi partner affianco a mamma e papà…

Tutte queste cose hanno bisogno di tempo per diventare abitudini e ristrutturare il ritmo rassicurante della quotidianità.

Ma il cambiamento, la trasformazione, l’innovazione, non sono traumi per i bambini, sono delle novità.

Novità cui si devono abituare e di cui è necessario spiegare loro i vantaggi.

(Per i bambini, ad esempio, avere uno spazio personale nella casa nuova della mamma o del papà, può essere interessante. E può diventare anche divertente inventare insieme dei mobili fatti con le scatole di cartone, se si permette ai bambini di prendere il cambiamento come un gioco e lo si vive come un vantaggio piuttosto che come una perdita)

Quanto alle parole per comunicare ai figli la decisione di separarsi… be’…non esistono né un “momento opportuno”“parole adeguate”.

In un rapporto sincero e senza finzioni le cose succedono spontaneamente.

La famiglia è fatta dell’amore che i genitori nutrono verso i loro piccoli e non dalla loro convivenza.

E quell’amore resta per sempre.

A dispetto di qualunque separazione.

La separazione è soltanto un capitolo nuovo nella storia della famiglia.

E’ un momento che va vissuto con i bambini. Certo, senza coinvolgerli nel dramma coniugale! Ma anche senza escluderli dai cambiamenti che avvengono ogni giorno sotto i loro occhi.

Perciò è importante che le spiegazioni vengano date di momento in momento con franchezza, proprio come si fa per tutte le altre cose della vita.

E, inevitabilmente, ognuno dei due genitori racconterà ai figli la propria verità perché (soprattutto quando ci si separa) è impossibile avere una versione unica.

I bambini sanno già che papà e mamma sono diversi, che hanno pensieri, modi, regole e stili di vita diversi.

Lo sanno perché lo sperimentano da sempre nella loro quotidianità e lo sanno perché è proprio nella separazione che diventano evidenti le differenze tra marito e moglie.

Avere due genitori, non vuol dire doversi confrontare con un monoblocco compatto e indivisibile, al contrario significa poter osservare modi differenti di affrontare la vita e poter scegliere ciò che, di volta in volta, appare più adeguato per sé.

Già prima della decisione di separarsi, ognuno dei due partner dovrebbe informare i figli che: “Mamma e papà non si amano più come un tempo…” in modo che poi, quando arriva il momento, si possa dire loro che: “… siccome non vanno più tanto d’accordo finiscono spesso per litigare…” e che: “… proprio perché litigano sempre hanno deciso di vivere separati, almeno per un po’, per evitare di accapigliarsi in continuazione…”.

Non c’è bisogno di finzioni e non è necessario farne un dramma.

La separazione e il cambiamento sono parte integrante della vita di ciascuno ed è importante che i bambini imparino a gestirli.

Avere una famiglia unita è una bella cosa ma avere due genitori che ti vogliono bene è altrettanto bello.

E il loro amore non dipende dalla convivenza.

Quando la polemica, i litigi o l’indifferenza diventano la musica di ogni giorno, per i bambini è preferibile avere con il papà e con la mamma un rapporto individuale.

Tante volte sono proprio i figli a desiderare che una separazione riporti la quiete e l’armonia nelle relazioni, piuttosto che trascorrere la vita in mezzo al dolore che le incomprensioni e la rivalità tra i genitori provocano inevitabilmente.

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40 commenti




40 Commenti to “SEPARAZIONE: COME DIRLO AI BAMBINI”

  1.   rosanna anzaloneon 21 Apr 2013 at 16:00

    Complimenti per questo articolo!Con molta chiarezza evidenzia verità che molto spesso si celano dietro i contrasti che si creano nelle relazioni affettive. Dovrebbe cambiare l’approccio emotivo quando degenera offuscando ragioni e sentimenti coinvolgendo diverse persone…siamo poco educati a questo e ritengo sia il male maggiormente diffuso e meno compreso della nostra società che paradossalmente è progredita in vari campi trascurando il più importante per il nostro vivere ed il nostro essere…Un blog da seguire…come sempre…Grazie!

  2.   Andreaon 23 Apr 2013 at 19:34

    Approccio pragmatico e positivo. Non sono tuttavia d’accordo sulla affermazione che la famiglia é fatta dell’amore che i genitori nutrono per i loro figli e non dalla loro convivenza. Io penso che la convivenza equivale al bicchiere e l’amore verso i figli all’acqua. Il bicchiere pieno d’acqua corrisponde alla famiglia. Poi se il bicchiere si rompe é opportuno trovare altre modalità per abbeverarsi, ma non è piú la famiglia originale, magari ci saranno altri bicchieri …

  3.   Carla Sale Musioon 23 Apr 2013 at 21:11

    Caro Andrea, i genitori non si possono scegliere ne cambiare. Sono quelli e basta. Che si separino o che rimangano insieme, l’impegno che hanno preso mettendo al mondo dei figli resta per sempre e anche se decidono di sciogliere il loro matrimonio, quando ci sono dei figli, la famiglia resta. Nonostante la separazione.

  4.   Lucianaon 21 Mag 2013 at 15:21

    Ci stiamo separando, abbiamo due bimbi piccoli (3 e 5 anni), lui ha sempre lavorato lontano ed è sempre tornato a casa solo il sabato e la domenica.
    La nostra vita famigliare, con la rottura della coppia, non è cambiata di una virgola (a parte i rapporti personali).
    Io non voglio dire niente ai miei figli per ora, capiranno piano piano..e confermeremo.

  5.   Andreaon 12 Giu 2013 at 06:08

    Sono giunto qui dopo più di un anno di sofferenza, dopo mesi di terapia di coppia nel tentativo vano, fin dall’inizio, di recuperare “Quello che non c’è più”…con poche e semplici parole hai racchiuso verità grandi che spaventano, perché come diceva Rosanna “siamo poco educati”… direi alla vita… per me e’ un prendere consapevolezza giorno dopo giorno…
    45 anni… più di 20 di vita di coppia tra convivenza e matrimonio… tre figli stupendi 10, 8, 5 anni… una casa grande, tanti amici… Un uomo nel cuore e nell’anima di mia moglie da più di due anni… l’ostinazione di lei a non accettare il cambiamento profondo perché vissuto come sconfitta… la mia consapevolezza della necessità del cambiamento, per sopravvivere, per vivere ancora e non logorarsi giorno dopo giorno tra mal di pancia e mal di testa… le false convinzioni e “le false premesse” che hai tanto semplicemente raccolto nell’articolo, ancora ci tengono bloccati, inchiodati… ma come dicevo prima e’ un prendere sempre più consapevolezza giorno dopo giorno…

  6.   Lucaon 19 Ott 2013 at 09:12

    Mi sto separando ho due figli bellissimi di 6 e 10 anni. Bellissimo articolo dopo aver letto libri sull’argomento, consultato consulenti familiari e psicologi, è la prima volta che leggo qualcosa di concreto e intelligente. Ho sempre pensato che i figli vivono la separazione come un trauma perchè i genitori colpevolemente gliela fanna vivere in questo modo. I consigli che mi sono piovuti addosso in questo periodo sono di tragedia immininente, vita finita…. Ma scherziamo? Purtroppo penso che dietro ci sia anche un mercato fiorente di piscologi, consulenti, avvocati….. Genitori, consapevoli, intelligenti che veramente vogliono il bene dei loro bambini e non sono concentrati solo sui loro problemi possono portare avanti questo momento dell’esistenza come si fa con altri passaggi della vita meno dolorosi….

  7.   MICHELEon 02 Dic 2013 at 08:57

    Buongiorno Dottoressa, sono un attento ed assiduo lettore del tuo blog e non Le nascondo che mi ha molto aiutato ad affrontare la mia recente separazione (giugno 2013).
    Ho due bambini di 18 mesi e 6 anni che cerco di amare e star loro vicino il più possibile. Il dubbio che mi assale è il seguente: sto decidendo di avviare una convivenza con la donna che amo la quale, a sua volta, ha una bimba di 18 mesi coetanea di mio figlio…ritiene che, un giorno, i miei bambini potrebbero farmene un colpa di aver “lasciato” loro per essere andato a vivere con un’altra bambina?

  8.   Carla Sale Musioon 02 Dic 2013 at 14:03

    Non credo che i tuoi figli, Michele, te ne faranno una colpa se nella tua casa ci sarà sempre uno spazio per loro pronto ad accoglierli, e se potranno venire a stare con te tutte le volte che vorranno.

  9.   Caterinaon 15 Apr 2014 at 15:04

    Buongiorno, io mi sto separando proprio in questo periodo e dopo mille esitazioni da parte mia per i sensi di colpa verso mio figlio di sette anni ho deciso di ascoltare le necessità del mio compagno di avere uno spazio suo privo della mia presenza in casa, che lo logora e non gli permette di iniziare una nuova vita. Troverò a breve un nuovo alloggio, ma questo non mi darà la felicità sperata perchè per stare comunque vicino a mio figlio non potrò fare ciò che desidero veramente, cioè trasferirmi a Roma e coltivare l’amore che da anni provo per un altro uomo. Mi chiedo ogni giorno come farò ad essere felice dovendo rinunciare ad un progetto di vita che mi darebbe finalmente la serenità che non ho avuto per tanti anni…e questo con la consapevolezza di non essere capace di allontanarmi da mio figlio…che vivrebbe a 600 km di distanza da me. Se avessi la possibilità di portarlo con me partirei subito…ma non lo posso fare. E comunque a quel punto lo allontanerei dal padre…insomma mi sembra tutto così impossibile e difficile e provo un pò di sconforto.

  10.   MICHELEon 28 Apr 2014 at 13:13

    Buongiorno Carla, ti rinnovo, ancora una volta, i miei complimenti per la professionalità con cui conduci questo blog.

    Sono separato da circa 1 anno e ho due bimbi di 7 e 2 anni. Convivo da circa 6 mesi con una donna anch’essa separata e con un bimbo di 2 anni.

    Ho ritenuto opportuno rendere i bambini partecipi di questa mia nuova situazione sentimentale e logistica: ritieni sia stato un passo un po’ troppo prematuro presentare loro la mia nuova compagna e la mia nuova casa a distanza di un anno dalla separazione?

    Grazie.

    Michele

  11.   Carla Sale Musioon 28 Apr 2014 at 20:58

    No Michele, così a naso dopo un anno di separazione mi sembra naturale e necessario coinvolgere i tuoi figli nella nuova relazione, ma in queste cose non esiste una ricetta… si intuisce quando è il momento giusto per fare le cose e dipende da tantissimi elementi… perciò fidati del tuo istinto! ;)
    Grazie per i complimenti :)

  12.   MICHELEon 29 Apr 2014 at 09:45

    Buongiorno Carla, grazie per la pronta risposta…

    Il mio istinto di padre, infatti, mi aveva suggerito di rendere i bambini edotti della mia nuova situazione sentimentale ed organizzativa.

    Purtroppo, però, nonostante un approccio estremamente positivo da parte dei bambini (soprattuto della bambina di 7 anni) verso la mia compagna nonchè verso la figlia di 2 anni, negli ultimi giorni la bambina, complici le forti pressioni subite nell’ambito ambito familiare afferente alla madre (nonchè una probabile attività denigratoria verso la mia compagna da parte della mia ex moglie), si è mostrata un po’ tesa e nervosa: ai fini del suo benessere psicofisico, ritieni sia il caso di rallentarne il coinvolgimento oppure proseguire spediti lungo il precorso intrapreso?

    Grazie.

    Michele

  13.   Carla Sale Musioon 29 Apr 2014 at 12:24

    Così a distanza, Michele, non riesco a esserti di aiuto… dovrei vedere la bimba per capire quale sia la cosa giusta da fare. Ti consiglio di sentire il parere di uno psicologo nella tua zona che, parlando con te e costruendo un quadro completo della situazione, potrà valutare se sia meglio coinvolgerla o lasciarle del tempo per destreggiarsi tra pressioni familiari e bisogni emotivi

  14.   michelaon 04 Mag 2014 at 23:40

    Sono una mamma di tre figli 12, 5 e 3 anni e ho deciso di separarmi. Condivido l’articolo anche x che sono una figlia di separati e oltre che l’amore del mio compagno e un po di attenzioni da parte di mia mamma( quando ero piccola) nn mi e mai mancato nulla. Nn ho bisogno degli psicologi ne di tranquillizanti x superare la separazione. L’amore e la strada verso la felicità! Nn ho un altro uomo. Quando dico amore e riferito al amore verso i figli, verso me stessa…. Vorrei permettermi di dare un consiglio alle donne&uomini che fanno molta fatica a superare questo momento: ” La vita va avanti, cn o senza di voi. Se avete bisogno di parlare cn qualcuno provate farlo cn qualcuno che sa ascoltare e nn che vi da mille consigli che poi nn vi serviranno mai…. Noi nn siamo nella testa delle persone come loro nn sono nella nostra…. Se avete voglia di piangere fatello ma a questo punto e meglio chiudersi in casa da soli cn un bicchiere di vino. Nn x altro ma tanti confondono le lacrime x le debolezze…. quindi meglio da soli….. E un ultima cosa : nn uscite mai e poi mai dalla vita dei vostri figli, lasciarsi andare x un po ci sta, ma i figli sono parte di noi….. e nn avranno sempre bisogno………

  15.   Ennioon 07 Mag 2014 at 11:16

    Complimenti !! Sono parole molto confortevoli per chi sta vivendo queste situazioni ….. Purtroppo quando ci sono i figli che ancora non hanno compiuto tre anni non si riesce a trovare mai una soluzione alle mille domande che sorgono nella mente …. Ma sopratutto da padre sorge la paura di dover lottare per offrire il proprio diritto sia al bimbo di avere un papà e viceversa e questo spesso scaturisce da parte della mamma che crede di amare all’inverosimile il figlio . Io la trovo un assurdità e ciò che è peggio e che rende i papà quasi impotenti sono le decisioni giudiziali a riguardo ……

  16.   Davideon 23 Gen 2015 at 14:30

    Buongiorno dottoressa, sto "subendo" una separazione in quanto la mia compagna è particolarmente determinata a mettere in atto questo passo (non so se già ha un altro interesse ma non è quello il problema…).
    Dopo un paio d’anni di tentativi, di psicologi e di logorio ho deciso anche io di accogliere le esigenze della mia compagna in quanto per mia figlia di 6 anni è meglio una mamma (ed un papà) felici che due genitori privi di qualsiasi affettività.
    Adoro mia figlia, sono d’accordo con la mia compagna per averla la metà del tempo ma sono terrorizzato, letteralmente terrorizzato dalle seguenti possibilità:
    1) Terrorizzato che mia figlia preferisca stare con la mamma (che resta nella casa dove siamo) e che quindi quando è il turno di venire da me lo prenda con tristezza.
    2) Terrorizzato che la mia compagna trovi presto un nuovo compagno e che mia figlia (figlia unica) possa …alla lunga trovare in questa nuova coppia (magari con altro bimbi acquisito) un nuovo "nucleo familiare" ed in me (che sono molto meno pronto e desideroso di una nuova convivenza) una specie di Zio…
    3) Terrorizzato, insomma, dall’eventualità di poter anche se in parte perdere mia figlia che adoro.

    Comprendo che con questa mail esprimo una grande insicurezza e che proprio questa insicurezza va evitata in questi frangenti tuttavia mi trovo molto a disagio e mi piacerebbe avere qualche risposta che mi aiuti, per l’appunto, a prendere la cosa con meno terrore e più determinazione
    UN’ULTIMA DOMANDA: la mia compagna dice che a ns figlia è il caso di dire la cosa solo quando io di fatto sono già pronto ad andare nella nuova casa e quindi praticamente il giorno prima di separarci fisicamente in modo da non darLe confusione e dubbi nei giorni seguenti la comunicazione, io la vedo diversamente e sarei per dirle una decina di giorni prima che "papà e mamma hanno deciso che tra qualche giorno staranno in case diverse" in modo che abbia modo di verificare che nonostante questo vanno d’accordo, c’è dialogo ed il rapporto rimane intatto; Lei cosa ci consiglia?
    grazie 1000
    davide

  17.   Carla Sale Musioon 25 Gen 2015 at 19:32

    Ciao Davide, allora… si, sono d’accordo con te che sia meglio parlare con sincerità alla bambina anche quando voi due state ancora convivendo. Penso anche che possa essere importante coinvolgere la bimba nella ricerca e nella sistemazione della tua nuova casa, in modo che lei possa sentirla anche sua. Quanto più si sentirà accolta e coinvolta nella tua vita da separato tanto più potrà stare bene con te e continuare a sentire la tua presenza di papà. Penso inoltre che i tempi di permanenza della bimba a casa tua vadano incrementati in modo che la piccola possa avere due case e non una soltanto… e vivere una famiglia “in esclusiva” con te una famiglia “più tradizionale” con la mamma e l’eventuale suo nuovo compagno. Potrebbe anche succedere che la bimba preferisca la tua esclusività, non sottovalutarlo…

  18.   Alessandraon 28 Gen 2015 at 13:13

    Buon giorno Dottoressa,

    avrei anch’io una domanda. Dopo 18 anni insieme e due anni di litigi per motivi vari, io e mio marito abbiamo deciso di "provare" a separarci di fatto per qualche tempo. Lui a breve andrà a vivere in un’altra casa.
    Abbiamo un bambino di due anni e mezzo … come consigliava a Davide, è meglio prepararlo per tempo? Ma COSA GLI DICIAMO? Che mamma e papà non stanno più bene insieme? E’ sufficiente? Mio marito vuole dire che "papà ha bisogno di una casa nuova". Ma mi sembra una frase stupida, che nostro figlio potrebbe subito ribattere con: ma perché questa non ti va più bene?
    Mi dia un suo consiglio per favore… la ringrazio.

    Alessandra.

  19.   Carla Sale Musioon 29 Gen 2015 at 12:30

    Ciao Alessandra, anche se il tuo bambino è piccolo penso che dire la verità sia sempre la cosa migliore, e consiglio al papà di coinvolgerlo nella ricerca della sua nuova casa che, naturalmente dovrà essere organizzata in modo da poter ospitare anche il bambino. I piccoli non vivono la separazione come una lacerazione ma come un cambiamento nella vita familiare. L’importante è coinvolgerli e fargli sentire che il rapporto individuale con la mamma e con il papà non cambia. Vale anche per te la stessa risposta che ho dato a Davide. A un bimbo di due anni non servono grandi spiegazioni elaborate, basta dire che il papà e la mamma hanno bisogno di vivere in case diverse per un po’ di tempo…

  20.   annaon 01 Apr 2015 at 04:30

    Buongiorno,
    davvero un articolo interessante e un approccio costrittivo al problema.

    dopo anni di crisi con mio marito finalmente si parla della possibilità di separarci, ovviamente tra mille incertezze e paure (abbiamo 3 figli dai 5 gli 8 anni di età).

    Il problema è la gestione della casa, nel senso che non abbiamo la possiblità di mantenere la casa in cui siamo e in cui abiteranno i figli piu una eventuale altra casa per mio marito. Ho il timore che almeno in una prima fase si penserà a essere “separati in casa” e cio’ mi fa temere l’ambiguità della situazione e altri molti anni in cui non saremo chiari ne con i bambini ne con l’ambiente (a causa della nostra paura di affrontare le cose).

    La domanda è : la separazione in casa è una ipotesi possibile o solo un modo per rimandare/negare il problema?

    Scusi se sono poco chiara, ma in effetti è un momento di forti dubbi e disorientamento.
    grazie dell’attenzione
    anna

  21.   Carla Sale Musioon 02 Apr 2015 at 12:24

    La separazione in casa, di fatto non è una separazione. E se ci sono bambini rende le cose ancora più ambigue perché ai loro occhi i rapporti tra la mamma e il papà diventano poco chiari. Penso che sia sempre meglio trovare delle soluzioni alternative.

  22.   Pamelaon 15 Apr 2015 at 16:57

    Buongiorno Carla. Ecco la mia storia.
    18 anni insieme. da 12 all’estero. Coabitanti e due bambini di quasi 3 e 6 anni.Mia suocera in Italia ammalata di cancro da 8 mesi. Non soffre per fortuna ma si spegne lentamente.
    Lui a gennaio mi dice che è in crisi profonda e che non mi ama più. Aggiunge che mi vede finalmente una donna forte, positiva e autonoma (grazie al mio compagno, alla sua forza, al dirmi ci sono e ci saro’ sempre, ho deciso 10 anni fa di affrontare, in terapia, una violenza subita quando ero un’adolescente. Sono stata una persona spesso negativa e con stati d’animo non certo facili da condividere. Mi sono appoggiata molto al mio compango). Ora èvero sono rinata. Ho lavorato motlo su me stessa proprio per tornare a lui nuvoa e pulita e positiva. Ma l’ho lasciato indietro, l’ho escluso. Lui infatti a gennaio mi dice : "ora che ti vedo cosi’ posso finalmente mollare ! Parla di separazione.

    Io non ci credevo. Certo sapevo che c’erano dei problemi ma non pensavo fosse cosi’ infelice. Gli propongo la terapia di coppia. Accetta.
    Fino ad ora causa agenda del lavoro nostra e quella della consulente abbiamo fatto tre incontri. Il 4° prossimo a breve.
    Al di fuori della terapia è difficile parlare. Lui è lontano mille miglia. Sempre un ottimo padre ma non crede più nella coppia e per lui io sono ormai trasparente. I rapporti intimi ci sono ancora e sono molto meglio di prima che uscisse tutto. Anzi uno dei nostri grandi problemi è stata proprio l’intimità perché io l’ho allontanato molto fisicamente e in particolare dopo la nascita dei miei bambini.
    Lo vedo sempre teso a casa, puntiglioso, non gli va bene niente. Quasi cattivo a volte con me intendo.

    Io ho provato a vivere cosi’ aspettando un gesto, una piccola inversione per capire se ci fosse spazio ma da gennaio non vedo cambiamenti. Io ho passato varie fasi: dall’arrabbiata (perché ora?) all’essere una geisha (qui lui è esploso dicendo che cosi’ negavo l’evidenza di quello che lui mi aveva comunicato) alla fase in cui mi sono fatta piccola piccola e gli ho lasciato tutto lo spazio che voleva. E’ andato via a fare i weekend con gli amici ( a marzo è stato via 3 weekend su 4). Ma niente, non è cambiato nulla.
    Mi chiedo allora perché ha scelto la terapia e sopratutto perché quando alla fine dei primi tre incontri quando la consulente ci ha chiesto che ora era il momento di decidere se andare avanti e aprire la valigia di 18 anni insieme e vedere se ci siano ancora delle cose che ci facciano riscegliere, perché abbia detto di si’. Io vedo e sento che vuole andarsene. Parla di separazione ma non ha idea di come attuarla. Gli ho proposto di confrontarsi con qualcuno (una consulente famigliare per capire anche come comportarsi con i bambini, per capire quale tipo di custodia dei bambini attuare) per farsi chiarezza ma non lo fa.
    Ora io dico basta. Vivere cosi’ non è giusto per me, per lui e sopratutto per i bambini. Sono pronta a parlare di separazione e gli chiedero’ di uscire di casa e di trovare un appoggio da qualcuno e io faro’ lo stesso e troveremo un accordo su come alternarci a casa nostra con i bambini. Ma mi chiedo perché lui che è uscito con tutto, che si è riconosciuto vigliacco a non essersi ascoltato prima fino in fondo e ad essere andato avanti ad accettare una situazione che lo rendeva infelice ora continua a voler fare terapia quando si comporta come se fossimo già separati eccetto per qualche notte di intimità? Perché non va fino in fondo? Sbaglio forse ad accellerare dicendogli di separarci fisicamente, cioé a proporgli di uscire di casa? Grazie Pamela

  23.   Marziaon 01 Ago 2015 at 08:11

    Grazie per queste parole…sono separata da pochi mesi e ricominciare una nuova vita non è facile. Ho due bambini di 10 e 4 anni e 10 anni di matrimonio. Io e il mio ex marito stiamo cercando di fare di tutto per trovare dei momenti di comunione per i bambini. Lo invito a cena, andiamo a mangiare un gelato o al parco insieme, così perché siamo un po anormali e ci va di trascorrere del tempo con i piccoli insieme. La bimba grande ha capitolo situazione e dopo un primo periodo adesso sembra serena anche se non ama molto stare con il papà e questo per me è un problema che sto cercando di affrontare piano piano. Il piccolo ancora non si è reso conto del tutto della situazione anche dalle domande che fa (perché papà va via? Questa è la camera di mamma e papà? Perché non dorme qui? Perché ha un’altra casa?….).
    Insomma stiamo cercando insieme di assecondare i nostri bimbi per farli abituare piano piano alla situazione. Certe volte non è facile ma cerchiamo di andare avanti e pensare che si possa vivere bene anche così

  24.   Tiziaon 16 Mag 2016 at 12:52

    GRAZIE
    Carissima dott.ssa per questo articolo.
    Finalmente leggo qualcosa di mio, di sentito, di delicato, ma soprattutto che non mi faccia sentire così tanto in colpa e che dissolva tutto l’amplificare che come madre separata tendo a vivere quotidianamente. Non è tutto un dramma!
    Oggi avevo tremendamente bisogno di qualcosa di simile da leggere e mi è capitato fra le mani.
    GRAZIE davvero.
    Posso chiederLe se esistono libri/fiaba da far leggere a mio figlio di 8 anni (molto sensibile) che dopo 4 anni ancora mi chiede se io mi rinnamorerò del padre? (escluso a vita)
    Grazie ancora per tutto. Davvero.
    Con stima ed affetto

  25.   Carla Sale Musioon 18 Mag 2016 at 12:06

    Buongiorno Tizia, grazie per la stima :) non so se esistono delle fiabe adatte ma penso che la fiaba migliore sia quella che inventi tu e che poi racconti a tuo figlio in modo che possa comprendere la situazione senza drammi. Potresti addirittura illustrarla con dei disegni o con dei collage… l’amore delle mamme è una grande risorsa creativa, approfittane!! ;)

  26.   giovannaon 13 Ago 2016 at 10:04

    Buongiorno, mi separo da mio marito dopo venti anni di matrimonio perché ho scoperto che ha un’altra e non la vuole lasciare.
    Abbiamo due figlie, di 10 e 15 anni, siamo sempre stati una coppia equilibrata, senza litigi, questo è un fulmine a ciel sereno.
    Sono sconvolta ma, a detta di tutti, sto gestendo questa fase della mia vita in modo molto controllato.
    Quando parleremo alle ragazze dei motivi della separazione, potrà mio marito dire ( con tutte le cautele del caso naturalmente, e senza nominare l’altra donna) che mi vuole bene ma non è più innamorato di me, oppure sarà meglio attenersi ad un generico mamma e papà non vanno più d’accordo?
    Anche perché nel nostro caso questo non è supportato da litigi o incomprensioni visibili.
    Vorrei, se possibile, attenermi ai fatti concreti, e non passare per quella che non sono, nel rispetto di tutti naturalmente.
    grazie
    giovanna

  27.   Carla Sale Musioon 13 Ago 2016 at 14:28

    Cara Giovanna, credo che la verità sia sempre la cosa migliore, soprattutto con i figli

  28.   pinoon 21 Mar 2017 at 13:32

    Ciao a tutti,
    dpo 24 anni di matrimonio… di cui gli ultimi vissuti in maniera non compresa da parte di mia moglie, ho deciso di separarmi…
    Ovviamente tale passo è stato aiutato forse in parte dall’aver conosciuto una donna splendida che mi ha dato la forza di fare questo passo (x me impensabile fino ad ora). Ovviamente oltre il problema della mia ex..che cmq non ha preso in buona consderazione il mio colpo di testa… (non penso di aver torto solo io… ma come al solito la colpa ricade sempre su chi va via.. e nessuno fa mai dei pensieri sul proprio passato e sul perchè una persona che ti sta a fianco per tanti anni fedele e soprattutto amorevole…decida di cambiare vita…). Il problema sono le figlie. La piccola di 9 anni mi ha detto che anche se sono andato via di casa e non dormo più li… lei mi vorrà sempr eun mondo di bene.. ed ogni volta che ci vediamo è sempre affettuosa come lo sono io con lei… la grade invece che ha 17 anni mi ha chiuso la porta in faccia… si è chiusa verso di me.. e le uniche cose che mi ha detto su wapp…xche non la sento e nn la vedo ormai da 9 mesi… è quella che se lascio la compagna che ho adesso e che per lei rappresenta la persona che ha distrutto l’unione familiare…mi riparlerà altrimenti no. La amo più della mia vita mia figlia…come l’altra… e non so che fare… tutti mi dicono capirà vedrai… ma da averla tutti i giorni vicina e vivere le emozioni gioornalieri di un papà.. sono rimasto senza di lei… non so che fare… sono un papà distrutto…

  29.   Carla Sale Musioon 22 Mar 2017 at 11:47

    La goccia scava la roccia… e piano piano i nodi si sciolgono…
    Caro Pino, ti consiglio di armarti di pazienza e di riproporti sempre a tua figlia, senza insistere, ma ricordandole il tuo amore e il tuo desiderio di stare con lei.

  30.   pinoon 22 Mar 2017 at 12:55

    Grazie dottoressa per le sue parole…
    sono un grande conforto per me… e mi aprono il cuore alla speranza…

    le invio mi permetta un forte abbraccio virtuale…

  31.   Maraon 16 Giu 2017 at 13:08

    Carla, torno da te per un dubbio che oggi mi assale. Domani dovremmo dire ai bimbi che ci separiamo. (bimbi di 8 e 10 anni). Come ti ho scritto in un altro post, è arrivato il momento di dirlo in quanto tutti sanno e solo loro no… Anzi… Loro sicuramente sentono ed avranno dubbi vedendoci da più di un anno in una situazione di indifferenza di coppia. Non ci sono scontri in casa, ma ormai regna una confusione di ruoli dove il papà dorme coi figli, io nel lettone sola o con qualche figlio che poi arriva. Il caos. È il momento di parlarne. È giusto e corretto nei confronti di tutti. Della nostra famiglia. E loro, noi, siamo la nostra famiglia. Ma, il tempo Carla. Io ed i bimbi ci trasferiremo in una nuova casa non prima di Novembre. Io e mio marito vivremo da “separati in casa” fino ad allora. Avremo due stanze, ma… I bimbi, secondo te, cosa capiranno? Si potrebbero porre la domanda al momento del trasloco “ma se non litigate, perché dobbiamo vivere in 2 case?”. Capisci il mio dubbio? Spero di passarti il pensiero. Tanto si dice che dopo 2 o 3 settimane dall’averlo detto ai bambini, uno dei 2 coniugi deve andare via dia casa…. Dicerie da manuale, ma… Che fondamento hanno? Non so perché oggi mi viene questo dubbio…. Perché, io sento, come ti ho detto, che è giusto che sappiano.

  32.   Carla Sale Musioon 16 Giu 2017 at 13:31

    Si dice la verità: “Papà e mamma dormono in camere separate perché è un periodo che non vanno d’accordo e per non litigare preferiscono stare separati. Proprio come voi bambini che, quando litigate, ve ne state separati per un po’ finché non vi passa.” Poi, col tempo, si dirà che papà e mamma non sono più innamorati e preferiscono vivere in case separate…”
    Cara, Mara, ci sarebbero tante altre cose da dire, ma ogni caso va visto singolarmente perché non esiste una ricetta che vada bene per tutti… vorrei aiutarti ma così nei commenti di un blog non mi è possibile… se vuoi una consulenza personalizzata possiamo fare dei colloqui via Skype. Puoi scrivermi all’indirizzo carlasalemusio@gmail.com e valutiamo insieme se questa può essere una soluzione utile per te

  33.   paola brunaon 08 Set 2017 at 17:34

    Ho letto con interesse questo argomento anche perchè mi ha toccato da vicino.
    Devo dire che per i figli il fatto che i genitori si dividano, non è piacevole e tanto meno semplice perchè devono gestirli in modo separato e qualche volta i genitori usano i figli come armi contro il coniuge separato, per proseguire nelle ostilità.
    Quello che non ho tollerato invece, essendo separata, il fatto che mio figlio mi abbia rinfacciato che la separazione gli ha creato non poche difficoltà, cosa peraltro difficile da credere in quanto, ad una attenta osservazione, prelevava benefici da una parte e dall’altra senza preoccuparsi minimamente se fosse il caso di scegliere un attimo uno dei due nuclei familiari come il proprio.
    Infatti ha detto di non aver avuto una famiglia perchè il troppo allargato dissolve la famiglia.
    E non altro, solo la forma. La sostanza andava bene. Nessunissima osservazione nel merito della cura e dei sacrifici per farlo crescere e non fargli mancare nulla.
    Oggi penso che la separazione sia chiamata in causa come scusa per giustificare una propria carenza personale, una propria incompiutezza personale, che non centra davvero, ma bisogna pur trovare un colpevole no? Scaricare sempre la colpa sugli altri….mai un sano esame di coscienza.
    I figli sono dei grandi egoisti.
    Da una madre separata al figlio che ha avuto tanto, molto ma molto di più di quello che sua madre ha avuto, e che si è dovuta inventare.

  34.   Ceciliaon 29 Set 2017 at 20:52

    Gent.le Dott.ssa ho letto con molto interesse il suo bellissimo articolo che ritengo sia veramente di grande aiuto alle coppie che intendano separarsi. Le chiedo un cortese parere sulla seguente situazione. Mio figlio sposato da cinque anni con due bimbe oggi di tre e cinque anni, si è da circa un anno separato consensualmente. A parte tutti i problemi sopraggiungi legati a questa difficile situazione, in particolare negli ultimi mesi stiamo assistendo al distacco sempre più doloroso delle piccole ogni volta che debbono lasciare il padre per andare dalla mamma. Ogni volta piangono disperatamente gridando che vogliono restare con il papà e non vogliono la mamma. Io sono molto preoccupata della situazione che si sta venendo a creare. perché non riesco a spiegarmi come delle bimbe così piccole non sentano il desiderio di stare con la mamma e preferiscano stare con il papà il quale a sua volta è molto legato a loro. Visto che la mamma è diversi mesi che ha un nuovo compagno già presentato alle piccole come uno zio, le chiedo se potrebbe essere questa la spiegazione di questo comportamento. Nel ringraziarla anticipatamente resto in attesa di un suo cortese riscontro. Cordiali saluti.

  35.   Sabrinaon 26 Ott 2017 at 10:05

    Buongiorno dottoressa,
    Mi ha fatto piacere leggere le sue parole e quelle delle tante persone che le scrivono. Sembra di essere meno soli. Io e mio marito stiamo vivendo momenti molto difficili da quasi 2 anni. Abbiamo una bimba di 3 anni e 8 mesi. Quasi un’anno fa mi sono decisa ad uscire di casa, sono innamorata di un’altro uomo da molto tempo, ma la società, tutti i miei parenti contro, mio marito I miei suoceri e sua sorella molto duri con me, uniti alla mia debolezza, mi hanno fatto rientrare in casa dopo 7 mesi….sapevo che mi sarei pentita, ma ho un’idea di famiglia molto forte e pensavo che soffrire un po’ io senza far soffrire mia figlia (che tra l’altro non mostra a sofferenza) sarebbe stato meglio. Probabilmente sono tornata anche perché, sentendo i in colpa nei confronti di mio marito, gli ho sempre lasciato fare come voleva, permettendo gli anche con mio immenso dolore di portare via la bimba per due o tre giorni avvisandomi solo il giorno prima…. Non avevo avuto il coraggio di formalizzare tutto subito da un avvocato, forse sarebbe stato più facile, ma ho avuto paura. Questi 7 mesi con la bimba così piccola condivisa quasi a metà x suo volere, nonostante manifestare il desiderio di stare di più con la mamma, mi hanno fatto tornare indietro. Ed ora, tornata da 7 mesi (e da 4 continuo a vedere di nascosto il mio compagno) qui parlo di nuovo di separazione, ma mio marito mi mette sulle spalle certi macigni, dice che farò il male della bimba, che sono egoista, inoltre lui è sempre stato buonissimo, e questo mi rende ancora più difficile fargli del male. Un altro ostacolo che non riesco a superare è il fatto che io dovrò andare in un’altra casa, perché qui vivo sopra mia cognata e mia suocera che sono state sempre molto invadente e aggressive (ma solo quando me ne sono andata, quando tutto apparentemente va bene sono "angioletti"). Vorrei aggiungere che nella scorsa casa mia figlia si è trovata benissimo. Sono solo piena di colpe, di paure…. Vorrei liberarmene e vivere qualcosa di vero…. Come fare????

  36.   Carla Sale Musioon 26 Ott 2017 at 12:13

    Cara Sabrina, nessuno può dirle come deve fare… solo lei può decidere per sé in accordo con il suo cuore e con ciò che sente giusto dentro di sé. Dia un’occhiata a questo post, forse la può aiutare…
    http://carlasalemusio.blog.tiscali.it/2017/10/26/aiutami-a-cambiare-senza-cambiare-nulla/

  37.   Sabrinaon 26 Ott 2017 at 21:10

    Grazie tante dottoressa, è un post molto significativo per me… Spero di riuscire a non aver più paura del cambiamento, o, per lo meno, parlare di paure ed affrontare, man mano che si presentano.
    Grazie ancora…

  38.   Angeloon 01 Nov 2017 at 00:43

    Buonasera a tutti

    Voglio essere breve, l’altra sera mia moglie,senza averne parlato prima con me, ha preso me e mia figlia di 5 anni, e le ha voluto comunicare che mamma e papà,siccome litigano spesso, non stanno più insieme e che papà andrà a vivere in un’altra casa…. (nonostante le avevo detto di aspettare)
    Ora le mie perplessità sono le seguenti:
    Lei ha agito di impulso e in un momento di rabbia,infatti si è pentita di aver fatto una cosa del genere,e cercava di rimediare il rapporto con me,però io penso anche a mia figlia, subito dopo averle detto questa cosa,ha iniziato a piangere dicendomi che sarebbe venuta via con me.
    Cosa succede se io e mia moglie facciamo pace?? La bambina non va in confusione?
    Spero di essermi espresso bene,ma purtroppo non è un momento facile

  39.   Carla Sale Musioon 01 Nov 2017 at 06:32

    Caro Angelo, i bambini hanno le antenne e si accorgono comunque di quello che succede in famiglia, anche quando noi non glielo diciamo. Per questo è importante dire loro la verità e accogliere le loro reazioni emotive con comprensione, ma senza volerle bloccare. L’obiettivo di un genitore non è quello di eliminare le difficoltà dalla vita dei propri figli, ma quello di insegnargli a gestire le emozioni che si presentano nella vita, senza reprimerle e senza giudicarle. Permettersi di vivere le proprie emozioni, vuol dire accettare stessi e riduce il bisogno di sfogarle all’esterno.

  40.   Angeloon 01 Nov 2017 at 13:02

    Grazie mille per la risposta e per il tempo che mi ha dedicato :)

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