Mag 19 2015

FACCIAMO FINTA DI AMARCI… PER I FIGLI

Pubblicato da at 12:20 archiviato in Psicologia,Psicoterapia e taggato: , , ,

Quando nel matrimonio l’amore finisce, alcune coppie, piuttosto che affrontare la separazione, preferiscono fingere un’apparente normalità familiare, col pretesto di non far soffrire i bambini.

In questi casi, simulando un coinvolgimento che non esiste più, papà e mamma si comportano  come se le cose tra loro non fossero cambiate.

Anche quando la vita li ha portati a vivere relazioni nuove con altri partner.

Spaventati all’idea di affrontare il cambiamento interiore con sincerità e umiltà, preferiscono imbrogliare i propri figli, dissimulando la mancanza di reciprocità dietro una quotidianità artefatta e priva di onestà.

Credo che niente possa essere più crudele e gravido di conseguenze negative che mistificare il coinvolgimento emotivo e ingannare i bambini, abusando della loro ingenuità.

I piccoli hanno bisogno di aiuto per decifrare il complicato mondo delle emozioni, e i genitori sono le persone più indicate per insegnargli a gestire la sensibilità, dando un nome ai sentimenti quando si presentano.

Ma per far questo, i grandi devono lavorare costantemente su se stessi, ascoltando il proprio mondo interno e traducendolo in parole, con sincerità.

Più che di modelli di comportamento irreprensibili, i bambini hanno bisogno di autenticità.

Spiegare con termini semplici cosa si agita nel nostro cuore, li aiuta a riconoscere le maree emotive, senza spaventarsi e senza sfuggirle.

E questo è l’insegnamento più importante che i genitori possano dare ai propri figli.

Crescendo, i piccoli troveranno da soli le soluzioni per assecondare la propria evoluzione, cavalcando i cambiamenti che l’esistenza ci costringe ad affrontare.

Ciò che serve ai bambini non sono degli esempi di comportamento preconfezionati e artefatti, ma l’autenticità necessaria a non tradire se stessi davanti alle difficoltà.

E questo papà e mamma possono insegnarlo soltanto con l’esempio della propria vita e delle proprie scelte.

E’ qualcosa che si respira nell’aria, non la conseguenza di teorie o mistificazioni.

Fingere un’armonia e una vita di coppia che non esistono più, significa trasmettere ai bimbi che l’apparenza è più importante della verità e che le emozioni possono essere censurate con un atto di volontà.

In questo modo nella personalità prende forma un falso sé, funzionale a tenere sotto controllo la paura del cambiamento, una sorta di maschera che incatena la vita a un’armatura di comportamenti privi di verità.

I bambini sentono che qualcosa non torna e che il quadretto idilliaco della famiglia felice manca di trasparenza e di autenticità.

Lo avvertono con una sorta di radar interiore strettamente intrecciato alla loro empatia e alla loro sensibilità.

Ma sono costretti ad abiurare queste percezioni, per credere a ciò che vedono invece che a ciò che sentono.

In questo modo si crea una frattura tra le percezioni e i comportamenti, che blocca il contatto con il mondo interiore generando un pericoloso ottundimento emotivo.

Un sapere empatico e intuitivo deve cedere il posto alla finzione sbandierata dai genitori, e questo costringe a screditare l’ascolto di sé, nel tentativo di conciliare ciò che si sente dentro con ciò che, invece, si DEVE credere.

Per paura di rivelare la propria verità e vedere andare in frantumi il progetto di una vita insieme, i genitori, inconsapevolmente, creano ai bambini un grave danno psicologico.

Infatti, imponendo ai propri figli la realtà che avrebbero voluto offrirgli, al posto della realtà che invece stanno vivendo, generano una confusione nella comprensione delle relazioni, proprie e degli altri.

Confusione della quale i figli inevitabilmente pagheranno il prezzo, quando si troveranno ad affrontare la propria vita di coppia.

La famiglia è un legame che unisce le persone a prescindere dalla loro volontà, non scaturisce dai contratti ed esiste indipendentemente dalle nuove relazioni che possono coinvolgere la mamma e il papà quando l’amore tra loro finisce.

Avere dei figli insieme significa essere una famiglia per sempre, perché per sempre i genitori condivideranno l’affetto verso la propria prole.

Ma questo non significa che la mamma e il papà debbano amarsi per sempre.

Può succedere che una madre e un padre s’innamorino di altre persone e costruiscano con loro altre famiglie.

L’amore non ha limiti ed è capace di compiere miracoli, ma è indispensabile attraversare con coraggio il percorso di crescita lungo il quale ci conduce.

Anche quando si snoda lungo strade impreviste.

Carla Sale Musio

leggi anche:

SEPARAZIONE: non si deve mentire ai bambini

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9 commenti




9 Commenti to “FACCIAMO FINTA DI AMARCI… PER I FIGLI”

  1.   Sonia Bertinaton 19 Mag 2015 at 12:59

    Ciao Carla, argomento dolente questo. Mi trovo giusto in questo periodo ad affrontare gli esiti su una ragazza del ‘non si è mai accorta di niente’ detto dai genitori.

    Io ti adotto nel progetto #adotta1blogger che spero ti piacerà :)

  2.   luciaon 19 Mag 2015 at 13:33

    buongiorno
    ho letto attentamente ciò che scrive in merito ai genitori che vivono insieme per amore dei figli.
    Purtroppo è la situazione in cui mi trovo. Ho un marito con il quale ho trascorso 27 anni della mia vita (ci siamo conosciuti e amati fin dai miei primi 16 anni). Condividiamo tante cose insieme e in primis l’amore per i nostri 3 figli di 13,11 e 10 anni. Però l’amore non c’è più. C’è rispetto tra noi ( a parte qualche sfuriata che però capita a tutti !!) e un tacito assenso a vivere insieme perchè non vogliamo far soffrire i nostri figli e perchè insieme possiamo dare loro una educazione che da soli sarebbe difficile imprimere. E perchè è difficile mandare avanti tutto e barcamenarsi tra il lavoro, la scuola, lo sport e i mille impegni che quotidianamente ci sommergono.
    Quello che lei ha scritto mi fa pensare e riflettere. Non lo sento però vero per me ….
    Per quanto mi riguarda penso che se io e mio marito ci separassimo potremmo probabilmente avere una vita più "nostra", libera di intessere nuove relazioni e avere più spazio per rinnamorarci, ma questo credo che sarebbe un comportamento molto egoistico. Penso anche che soffrirei moltissimo a vedere i miei figli a giorni alterni oppure con vacanze "limitate" e credo che anche i miei ragazzi ne soffrirebbero. Se metto su una bilancia queste due cose sono dell’idea che ci stiamo comportando responsabilmente nei confronti dei nostri figli e che non stiamo creando loro nessun danno. Sono sereni e vivono insieme ai loro genitori.
    QUante famiglie separate e spesso poi allargate conosce che vivono in armonia e serenamente? e dopo quanta sofferenza sono riuscite a raggiungere una parvenza di equilibrio?

    La ringrazio se vorrà scambiare i suoi pensieri e le sue riflessioni con me privatamente.
    Saluti

  3.   Carla Sale Musioon 20 Mag 2015 at 11:12

    Cara Lucia, conosco tante famiglie di persone separate con figli che crescono sani e contenti. Chi è separato, per paura di conseguenze negative sull’equilibrio dei figli, chiede spesso la consulenza di uno psicologo. Ma devo dire che, nella mia esperienza professionale, i figli dei separati vivono sereni e senza traumi mentre sono molti di più i casi di bambini sofferenti e problematici che provengono da famiglie in cui l’amore tra i genitori non c’è più e in cui lo stare insieme è soltanto una scelta forzata, dettata da motivi economici o dalla paura di affrontare il cambiamento. I figli hanno bisogno di modelli affettivi sani, e il modello di coppia che ricevono dai genitori è importantissimo. Una coppia che rinuncia a vivere l’amore non fa un bel regalo ai propri figli.

  4.   carlaon 21 Mag 2015 at 18:11

    Sono pienamente d’accordo. Mi sono separata con grande sorpresa delle persone che conoscevano me e il mio compagno. Non avrei voluto dare mai questo dolore a mio figlio ma ho sempre pensato che sarebbe stato peggiore fargli credere che quello era l’amore.
    Vorrei che lui avesse chiara la differenza fra l’amore di coppia e ogni altro amore.Voglio bene al mio ex compagno, abbiamo continuato ad educare nostro figlio insieme e fra noi c’è un rapporto di stima e amicizia oltre che di coppia genitoriale. Non avrei mai pensato di poter prendere questa decisione cosi dolorosa, più che mai avevo creduto nell’amore eterno. Ma dopo vari tentativi e percorsi fatti per “riparare” ho pensato che era giusto anche per nostro figlio. Mi sarei sentita in colpa se avessi dato a lui la responsabilità di una infelicità perchè se due persone stanno insieme senza amore “per i figli” è come dare a loro il peso della rinuncia alla felicità. Per me ha voluto dire sacrifici e dolore ma rifarei la stessa cosa perchè quando sono con mio figlio mi sento serena e cosi quando siamo insieme anche con il papà. Grazie del bellissimo articolo

  5.   Malùon 25 Mag 2015 at 18:10

    Non ci sono dubbi che sia così. Aggiungo anche, da figlia di separati in modo brusco, drammatico e pieno di strascichi per noi figli, che una separazione anche travagliata è più auspicabile di un rapporto di facciata. Infatti, anche se non posso negare di aver sofferto tanto durante la mia infanzia, ritengo che, anche grazie a questa mia storia familiare, ho la capacità oggi di guardare al dolore, al cambiamento e alle crisi con molto coraggio e schiettezza prediligendo sempre e comunque l’autenticità nelle realazioni, da quelle professionali a quelle intime. Questo non mi rende certo perfetta ma ho come l’impressione che mi aiuti a vivere delle esperienze che il più delle volte mi assomigliano, mi corrispondono e che mi fanno sentire ben connessa a me stessa….o che semplicemente mi aiutano a ritrovarmi quando mi perdo in percorsi dove non sto bene.

    Piuttosto Carla…secondo te come si fa a comprendere che un amore è davvero finito e che è giunto il momento di separarsi? Ho l’impressione che, a volte, non sia così semplice riconoscerlo, specie quando la relazione galleggia su una certa complicità ed una buona dose di rispetto.

    Grazie per questi testi che condividi… Il tuo blog è un posto molto accogliente. :) ciao

  6.   Pattyon 24 Feb 2017 at 09:51

    Buon giorno Carla, mi sto separando da mio marito. Ho letto molte pagine del blog con grande interesse e cercando di aprirmi a nuovi punti di vista,, cercando di metabolizzare questo difficile percorso. al momento ho una sensazione fortissima che mi frena e che mi sta portando a vivere uno stress emotivo incredibile. In due parole, piango tutto il giorno. Ti pongo la domanda diretta, altrimenti scrivo 200 pagine. Non sono per nulla brava a sintetizzare. Vorrei il tuo punto di vista sulla “casa coniugale”. Sul papà che resta in quella casa, in quanto sua e la mamma che va via con i bambini. La casa è enorme. 520 mq, giardino con piscina. Io non posso ovviamente permettermi una villa nella quale portare i miei bambini. Quindi andremo in una casa molto più piccina (cosa che a me fa piacere). Ma i bimbi??? Il lasciare casa loro? Non riesco ad immaginarli. Non riesco a contenere questa cosa. Secondo me sarebbe meglio per loro dividere la casa grande (ma mio marito non vuole). I miei bimbi Carla….la loro sofferenza mi spaventa da morire. Non riesco a “sentire” che la casa dove andremo sarà casa loro….e se questo “passaggio “non lo faccio io, come potranno mai farlo loro? Ho paura.

  7.   Carla Sale Musioon 25 Feb 2017 at 06:28

    Ciao Patty, ti rispondo con un’altra domanda: se per ragioni di lavoro aveste dovuto trasferirvi tutti in una casa più piccola, cosa avresti fatto? Ti saresti messa dei problemi? oppure avresti spiegato ai bambini le ragioni del cambiamento, con pazienza ma anche con fiducia?

  8.   Pattyon 01 Mar 2017 at 08:46

    Carla buon giorno, e grazie per l’attenzione. Si, la domanda me la sono già posta e ti dico che in quell’occasione sarei stata fiduciosa. e’ che in questi giorni faccio fatica a contenere il "cambiameno". Nel cambio di casa mancherà il "tutti"….ed il problema è questo. Per quanto io sia sicura della mia scelta di "separazione" da mio marito, per quanto ci abbia "lavorato" con sue colleghe e per quanto io sappia che è la scelta giusta per tutti, ci sono i giorni di buio totale, di sconforto, di paura, di speranza che lui non porti rancore verso di me (ed ho letto tante volte il tu articolo a riguardo) di paura della rabbia e della paura dei miei figli, del loro dolore. Io vorrei solo il bene di tutti ed invece farò tanto male, almeno nei primi tempi….e questo faccio fatica ad elaborarlo. Credo di farlo, ma mi si ripresenta sempre…..e per quanto riguarda la casa, i bambini in genere restano nella casa dove sono nati…io invece li porto via. Torneranno lì quando andranno dal padre, ed ho paura che questa cosa li porterà a serbare rancore nei miei confronti. Ho fatto giorni in cui ero sicura e mi sentivo forte del fatto che io sono la loro mamma speciale e che anche in capo al mondo li avrei resi felici…ora, non so perchè delle mie insicurezze…forse perchè siamo alle ultime battute. Oggi faccio un’offerta per la nostra futura casa.
    Carla, mi rendo conto di essere stata un po’ confusionale….Mi spiace. Comunque grazie di nuovo per il tempo dedicatomi…e grazie per il tempo che dedichi a questo blog che aiuta tanti. E’ è prezioso. Buona giornata!

  9.   Carla Sale Musioon 01 Mar 2017 at 12:17

    Cara Patty, la tua sofferenza fa parte del tuo percorso ed è ineliminabile, ma ricordati che sei una buona mamma proprio per questo. L e tue preoccupazioni per il bene dei tuoi bambini sono il sintomo evidente del tuo amore, ma sono le TUE preoccupazioni. E questo non significa affatto che siano anche quelle dei tuoi figli…
    Grazie per la fiducia e per la stima, mi motivano tantissimo a continuare :)

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