Nov 19 2015

GENTE INCAPACE DI OMOLOGARSI

Pubblicato da at 11:16 archiviato in Psicologia,Psicoterapia e taggato: ,

Come psicoterapeuta, incontro spesso persone dotate di un’ottima salute mentale ma sofferenti, a causa della patologia sociale in cui vivono immerse.

Nel corso degli anni ho individuato, dietro a tante richieste di aiuto, una struttura di personalità dotata di sensibilità, creatività, empatia e intuizione, che ho chiamato: Personalità Creativa.

In questi casi non si può parlare di cura (anche se, chi chiede una terapia, si sente patologico e domanda di essere curato) perché: essere emotivamente sani in un mondo malato genera, inevitabilmente, un grande dolore e porta a sentirsi diversi ed emarginati.

Le persone che possiedono una Personalità Creativa sono capaci di amare, di sognare, di sperimentare, di giocare, di cambiare, di raggiungere i propri obiettivi e di formularne di nuovi. 

Sono uomini e donne emotivamente sani, inscindibilmente connessi alla propria anima e in contatto con la sua verità.

Queste persone coltivano la certezza che la vita abbia un significato diverso per ciascuno e rispettano ogni essere vivente, sperimentando così una grande ricchezza di possibilità.

É gente che non ama la competizione, la sopraffazione e lo sfruttamento, perché scorge un pezzetto di sé in ogni cosa che esiste.

Gente che non riesce a sentirsi bene in mezzo alla sofferenza e incapace di costruire la propria fortuna sulla disgrazia di altri.

Gente che nella nostra società non va di moda, disposta a rinunciare per condividere.

Gente impopolare. Derisa dalla legge del più forte. Beffata dalla competizione.

Portatori di un sapere che non piace, non perdono di vista l’importanza di ciò che non ha forma e non si può toccare.

Sono queste le persone che possiedono una Personalità Creativa.

Persone ingiustamente ridicolizzate e incomprese in un mondo malato di arroganza, e che, spesso, si rivolgono agli psicologi chiedendo aiuto.

Ognuno di loro è orientato verso scelte diverse da quelle di sempre.

E in genere hanno valori e priorità incomprensibili per la maggioranza.

Non seguono una religione, ma ascoltano con religiosa attenzione i dettami del proprio mondo interiore.

Sanno scherzare, senza prendere in giro.

Pagano di persona il prezzo delle proprie scelte e preferiscono perdere, pur di non barattare la dignità.

Sono fatti così.

Poco ipnotizzabili. Poco omologabili. Poco assoggettabili.

Persone che non fanno tendenza. 

Forse.

Gente poco normale, di questi tempi. 

Gente con l’anima.

Carla Sale Musio

Vuoi saperne di più? 

Leggi il libro!

anche in formato ebook

MyFreeCopyright.com Registered & Protected

64 commenti




64 Commenti to “GENTE INCAPACE DI OMOLOGARSI”

  1.   marinaon 19 Nov 2015 at 12:29

    come si sopravvive? come si smette di soffrirne?

  2.   Carla Sale Musioon 19 Nov 2015 at 12:43

    … imparando a darsi da soli il valore e i riconoscimenti di cui abbiamo bisogno. Se leggi il libro citato in fondo al post trovi delle risposte alle tue domande ;)

  3.   Laura Bizzarrinion 19 Nov 2015 at 15:02

    Gentile Dott.ssa Carla Sale Musio, posso domandarle, se non sono indiscreta, se questo Suo libro lo ha scritto magari anche un po’ basandosi sulla visione che Lei ha di se stessa, oppure si e’ solamente ispirata alle idee/ipotesi che si e’ fatta su alcuni dei Suoi pazienti? La ringrazio in anticipo se vorrà rispondermi

  4.   ceciliaon 19 Nov 2015 at 17:26

    Parli di persone emotivamente sane. Ne sei sicura? o meglio, anch’io ne sono sicura, ma so che essere così fa male. Un male cui non riesci a trovare rimedio. Punti su te stessa, sul tuo sentire e sui tuoi valori, ma stai male. e ti accorgi invece che le persone accanto a te, anche le più care, ma che sono meno “sensibili” , creative come tu le definisci sono più felici. Molto più felici. non si creano problemi, tutto gli scivola addosso, sembrano più superficiali, lo sono, ma vivono meglio.
    Si, sono la stessa che ha scritto sull’altro articolo riferita al dolore per essersi sentita tradita dall’uomo che amava. Ma non è di lui che sto parlando. Lui non c’entra. E’ un altro dolore.
    Questo è il dolore verso mio marito. Quelle che mi ha portato a separarmi da lui. Vivevamo la vita in modo così diverso. Io “sensibile”, attenta ai bisogni emotivi dei miei figli, delle persone a me care. Io attenta a crescere insieme, nei cambiamenti che una vita pone davanti. lui no. Il suo lavoro, la bella famiglia, tutto “normale”, niente che valga la pena sentire, vedere con occhi diversi.
    Ci siamo allontanati. E separati. lui sta bene, io da schifo. chi è emotivamente sano? me lo chiedo. Alle volte lo invidio.

  5.   ceciliaon 19 Nov 2015 at 17:33

    Dimenticavo. Rientro tra quelli che si mettono in dubbio, e che si sentono sbagliate. cercano cure.
    Ho affrontato un percorso psicoterapico per 3 anni.
    Si, ho molta più fiducia in me. Sicuramente non mi sento malata, ma orgogliosa di riuscire a sentire.
    Ma so che questo fa solo male. Nel sentire.
    E chi non è capace di mettersi in dubbio , ai miei occhi è più “insensibile”, ma ai suoi sta meglio. e forse l’obiettivo di una vita è stare bene.

  6.   Nataliaon 19 Nov 2015 at 18:09

    Anche io sono psicoterapeuta ed ho notato la stessa cosa, i miei pazienti sono esseri umani straordinari!

  7.   saraon 19 Nov 2015 at 20:06

    Carla, la risposta che hai dato a Marina racchiude tutto, almeno per me.
    Incapace, da una vita, di trovare un posto per me e di venire riconosciuta nel mio valore da parte dei genitori in primis, nel lavoro, persino nella mia “passione” sull’alimentazione e la cucina, ho compreso che il valore alla fine devo darmelo io, smettendo di cercare di definirmi attraverso i parametri di questa società, perchè non sono i miei parametri. Grazie per questo tuo articolo.

  8.   Carla Sale Musioon 19 Nov 2015 at 20:22

    Cara Laura, non credo che sarei capace di fare il mio lavoro se non mettessi costantemente in gioco e in discussione anche me stessa. Ogni persona che incontriamo ci rispecchia e ci racconta qualcosa di noi, e questo è vero soprattutto per chi fa lo psicologo. Il libro è il racconto della mia vita e di quella delle persone che ho incontrato. Certamente! :)

  9.   Robertoon 20 Nov 2015 at 07:56

    Grazie per questa sua iniziativa di descrivere le persone stufe di stare in un sistema malato!!!
    Mi rispecchio in modo egregio e mi ha dato speranza nel pensare che un giorno le persone si sveglino da questa illusione creata dall’uomo per avere il controllo…
    Il mio consiglio basato sulla mia esperienza è che bisogna vivere a pieno la nostra creatività e follia in modo tale da trovare la soluzione più adeguata alle morte esigenze di vita
    Bisogna essere forti coraggiosi e consapevoli che noi siamo la cura se solo lo volessimo tutti insieme

  10.   olimpiaon 20 Nov 2015 at 09:45

    vorrei assolutamente questo libro! questa sono io, al 200%!! dove lo trovo? preferisco i formati tradizionali…. lo trovo in libreria? e poi vorrei tanto segnarmi al blog ma devo per forza aprire una mail tiscali?? un abbraccio e …. grazie per le descrizioni così suggestive….

  11.   Carla Sale Musioon 20 Nov 2015 at 11:50

    Ciao Olimpia, se clicchi sopra l’immagine del libro in fondo a questo post ti si apre una finestra per l’acquisto on line del libro in formato cartaceo. Lo puoi trovare su Amazon, IBS, Youcanprin… oppure cliccando sulla parola ebook in fondo al post proprio sotto la copertina del libro si apre la finestra per l’acquisto dell’ebook su Kobo. Altrimenti puoi ordinarlo in libreria.
    Per essere sempre aggiornata sul blog puoi seguirmi su Facebook dove pubblico sempre i nuovi post :)

  12.   fulviaon 20 Nov 2015 at 17:11

    grazie a tutte e tutti, mi sono sentita meno sola….
    ciascuna di noi si ritroverà o meno in ciò che avete scritto, sicuramente essere sensibili oggi è un gran dolore ma riuscire a goderselo invece di soffrirne è un grande dono, difficilissimo da raggiungere.Personalmente ho scelto di lavorare con le persone disabili e in mezzo a mille difficoltà per potermi permettere di essere felice nel dolore e non solo se ho belle cose….sono lezioni che non molti apprezzano.Grazie per aver condiviso le vostre.

  13.   Evilaon 20 Nov 2015 at 18:44

    Per non sentirsi soli ed emarginati bisogna circondarsi di altre tante persone Creative!

  14.   cristinaon 21 Nov 2015 at 08:43

    Anche io spesso mi trovo fuori luogo e fuori tempo. Ma non me ne faccio un problema. .. mi dispiace immensamente per chi non affronta questa vita con i sani principi della personalità creativa. Cerco di far riflettere , di far capire la bellezza del vivere così portando anche la mia esperienza
    Ma se vedo che davanti ho un muro di gomma lascio perdere, non insisto più di tanto. Dedico la mia energia altrove . A chi è disposto ad evolvere. Con umiltà. Buona vita a tutti!

  15.   Olimpiaon 21 Nov 2015 at 09:41

    Grazie!!!!!

  16.   Cesareon 21 Nov 2015 at 15:49

    Credo di fare parte anch’io a questo non so quanto numeroso gruppo di individui, perchè molte delle caratteristiche sopra descritte mi calzano a penello. Il tutto è iniziato alla fine dell’adolescenza per accentuarsi poi con il passare degli anni. Ho cercato molte volte nel corso della mia esistenza di analizzare il perchè di questo mio malessere, di questa mia ribellione verso un certo tipo di società, che io definisco superficiale, vanitosa, arrogante, materialista ma, una risposta convincente non sono mai riuscito a darmela. Ho ottenuto invece un graduale allontanamento degli individui che mi gravitavano attorno. Ho sofferto molto non tanto per la solitudine che mi circonda, nella quale mi trovo a mio agio, ho sofferto perchè non sono riuscito a capire se il mio stato mentale fosse o, non la normalità. L’ho capito solo ora e ne sono felice

  17.   Luisaon 21 Nov 2015 at 23:58

    Consiglio a tutti Erich Fromm “i cosiddetti sani: patologia della normalità”

  18.   mariaon 22 Nov 2015 at 00:36

    Non sapevo che qualcuno avesse dato una "definizione" cosi precisa a questa personalità. Da dopo il liceo, ma soprattutto da quando sono entrata nel mondo del lavoro, dopo la laurea, mi sono scontrata con un mondo che ritengo eccessivamente fermo e poco partecipativo. mi sono sentita, e in alcuni momenti mi sento ancora, in una dimensione irreale, in cui si sprecano tante occasioni che, grazie a noi stessi, potrebberp migliorare la nostra vita, se solo fossimo più coscenti del nostro esistere e di cio che sappiamo fare (insieme o singolarmente). all’inizio pensavo di esser esagerata. Oggi continuo a non capacitarmi di tante cose, ma vivo soddisfatta della mia vita. Sonopiena di interessi, la curiosità é il sale della mia vita, e ho continuo bisogno di pormi degli obiettivi e saper che posso fare cose sempre diverse. Non voglio vivere la vita senza metterci quel qualcosa di mio. Spero che tutti prima o poi siano un pó più ottimisti e più sorridenti neo confronti di se stessi e degli altri. Leggeró sicuramente il suo libro, magari mi aiutera a capire tante cose anche su me stessa.

  19.   luisa morassuttion 23 Nov 2015 at 19:04

    Secondo me la sofferenza che prova questo tipo di personalità nel sentirsi inadeguata per la società che ci circonda, è comunque e sempre da ricercare in una carenza di autostima. Diventare consapevoli, e lo dico con orgogliosa presunzione, della propria superiorità morale e non solo sarebbe la "cura" giusta

  20.   Jennyon 25 Nov 2015 at 00:56

    Sin da piccola mi son sentita diversa dagli altri; questo mio osservare in silenzio gli altri bambini mi ha automaticamente sbalzato fuori dalla “normalità generale”, mi ha fatto additare. Crescendo mi sentivo” inadeguata”. Molte volte ho tirato fuori me stessa.. Ma molte volte l ho rinchiusa nuovamente sentendomi dire “Tu vieni da un altro mondo” .. Ora, sto molto bene! Qualcuno ha tentato di levarmi la voglia di vivere, e ne sono uscita più forte di prima. Ora mi amo, e so che “quell’altro mondo” che mi diceva a qualcuno… É il meraviglioso mondo, fatto di me stessa, fatto dalla mia ribellione, dalla mia sensibilità, dal mio senso di giustizia e dalla mia creatività con cui sfogo tutto questo. Grazie Dottoressa… Non mi ero mai ritrovata in un “profilo psicologico”. Devo ancora lavorare du me stessa, perché ora ho paura che rubi la mia libertà interiore e forse a volte rischio di allontanare anche chi non lo merita…

  21.   Barbaraon 25 Nov 2015 at 20:33

    Ma che commovente e toccante articolo tra le mie mani…
    Lo sento profondamente ma so anche dentro di me, nonostante tutte queste verità, che ora BISOGNA SOLO PAZIENTARE…
    E’ ARRIVATO IL TEMPO IN CUI LA CAPACITA’ DI “ESSERE”, SENZA SOFFRIRE, SI STA MANIFESTANDO IN SEMPRE PIU’ PERSONE PERCHE’ IN MOLTI STANNO IMPARANDO A RIPRENDERSI IL PROPRIO POTERE CON FIDUCIA E CONSAPEVOLEZZA, STANNO OSANDO MANIFESTARE LA PROPRIA LUCE INTERIORE …L’ALLINEAMENTO CON IL PROPRIO SE’ AUTENTICO…

    STANNO FACENDO QUELLO PER CUI SIAMO VENUTI QUI SULLA TERRA…

    E COME UN BATTITO D’ALI TUTTO SI ESPANDERA’ RAPIDAMENTE…<3

    CREDETECI, CREDIAMOCI, CREIAMO

  22.   Pieraon 30 Nov 2015 at 12:51

    Mi ritrovo in pieno in questa tua descrizione, io sempre sofferente , gli altri mi sembra vivano sempre meglio di me . Mi ritrovo anche in tanti commenti dei lettori di questo post… Cercherò il tuo libro, mi interessa molto pensare di trovare una soluzione o un rimedio per lenire un pò il mio soffrire in solitario !! Grazie
    Piera

  23.   Elenaon 30 Nov 2015 at 21:20

    Mi sono ritrovata in ogni singola riga, ogni singola parola e riflessione. Non c’è una cura e non credo che ce ne sia bisogno. Si soffre molto, si sta male anche per gli altri ma bisogna tenere duro ed essere se stessi. Non bisogna omologarsi con la massa dei pecoroni che belano ad ogni comando, ogni dictat che la società vuole imporre.
    Leggerò sicuramente questo preziosissimo libro. Grazie per lo splendido articolo :-)

  24.   enricoon 01 Dic 2015 at 09:38

    Non facciamoci controllare o manipolare per paura di rimanere soli. L’obiettivo è proprio quello di non aver paura di rimanere soli.

  25.   fulviaon 02 Dic 2015 at 07:57

    Salve, mio figlio mi ha inviato il suo link, non a caso, evidentemente.
    Ho seguito uno psicologo specialmente per tutto questo dolore che si prova nel vivere quanto da lei descritto. Ho pensato, mi hanno indotto a pensare che forse ho un poco di sensazione di onnipotenza perchè vorrei cambiare tutto ciò che porta dolore nel mondo e i miei insuccessi portano enormi sofferenze.Forse è così , però mi sento di aggiungere che in fondo sono felice di provare emozioni, pena per tutti quelli che vivono in modo superficiale , anche se più realizzati nell’ avere tante persone che vogliono stare in loro compagnia, che voglio ridere sempre e si infastidiscono se tocchi argomenti seri. La gente non vuole pensare!
    grazie leggerò il suo libro

  26.   Danielon 04 Dic 2015 at 01:44

    inizio il commento con una bella risata hahahahah perché tra i commenti letti sopra siete solo donne tranne Cesare, Enrico non lo considero perché sembrava cercasse solo attenzione hahahaha, come me tra l’altro in questo momento =).
    Con questo non volevo offendere le signore o signorine che hanno fatto commenti. Volevo solo dire che ho abbastanza amici e conoscenti ma nonostante ciò mi sento ugualmente solo, a volte anche in loro compagnia. Mi è capitato anche di andarmene così, giusto perché io la pensavo in un altro modo e non volevo unirmi alla folla…
    Sono rimasto solo…le uniche conversazioni che ho sono via chat con persone sconosciute perché sono le sole che tendono a giudicare un pochino meno, visto che non ti conoscono in maniera diretta…
    Avrei anche una domanda se posso: e normale volere essere solo quando si è in compagnia? e quando si è solo sparire nel nulla ?
    Per quelli che soffrono fate come me un sorriso stampato in faccia e via non perdetevi mezzo alla folla xd

    Grazie
    P.S. chiedo scusa per eventuali errori non sono italiano xd

  27.   Simonaon 17 Dic 2015 at 08:02

    Ho trovato questo articolo per caso, tramite un link di Facebook. Proprio sta mattina che ancora una volta sono stata investita dal fallimento, dal senso di inadeguatezza . Quel senso che mi appartiene da quando sono nata . Al l’incapacità di giocare con altri bambini perché lo ritenevo cattivi e noiosi. Alla mia vita infantile così diversa dalla loro, ero sempre dieci passi avanti per esperienze e intelligenza. Questo mi ha portato a un continuo senso di insoddisfazione , di perdita di un senso nel condurre questa vita dettata da schemi rigidi e materialisti. Ho vissuto una dura infanzia , è una turbolenta adolescenza diventando una donna stanca e disillusa a 27 anni. Con in mano i frantumi dei miei sogni , e la speranza è la forza di continuare a lottare sempre e comunque almeno non mi annoio più del dovuto. In alcuni momenti mi si presentò l occasione di recarmi da vari psicologi , cercando la chiave per mettere fine a quel tormento . Un giorno durante una seduta mi venne posta una domanda ” ma tu come fai a vivere ?” Da quel giorno la speranza che esistesse qualcuno di più alto moralmente andò a farsi friggere . I miei più grandi problemi sono generati principalmente dal mio modo di vedere il mondo , e di come mi piacerebbe che fosse in secondo ordine mi trovo circondata da persone problematiche con un equilibrio precario che nell assurdo aiuto . Perché sostengo gli altri in continuo , da una vita intera . Ma quando sono io a chiedere sostegno tutto si sorprendono , quasi dicendomi che non me lo posso permettere , che non è normale che io lo chieda. Nel migliore delle ipotesi mi vengono rifilati consigli stereotipati . Io vedo tante anime cieche . Spesso pensò a quanto sarebbe bello non svegliarmi più , forse a quel punto non dovrei più sopportare e sostenere e forse sarei finalmente libera .

  28.   Federicoon 17 Dic 2015 at 14:14

    Un bel articolo che fa riflettere,e mi ha fatto riflettere.Un po’ mi ci rivedo,anch’io non mi voglio omologare alla massa che distrugge,che non ama.Anch’io sono un creativo,e non mi trovo a mio agio in questa societò che pensa solo a competere,vuota,malata,materialista.Noi artisti non abbiamo bisogno di nessuna cura,anzi siamo quelli più sani di tutti!

  29.   adrianaon 18 Dic 2015 at 22:05

    ….Ogni anno che passa sono sempre più sicura di me, …di tutto ciò che sono,…che cambia costantemente, creativamente, volontariamente,…ed ogni anno che passa coloro che credono di conoscermi non comprendono. Ed ogni anno in più sono più vecchia nel corpo, leggera nell’animo ed incomprensibilmente felice ed infelice, frammentata tra materia e spirito, e consapevole di essere quaggiù per imparare a riunirli. Non basta dire a sè stessi che si vale, ma si è degli incompresi. I nostri ostacoli siamo noi ad averli posizionati, per poterli saltare. Auguro un meraviglioso anno inimmaginabile a tutti. <3

  30.   Simonaon 19 Dic 2015 at 16:17

    Ciao,
    Sto vivendo un momento difficile permeato di tristezza. Da 3 anni vengo mobbizzata al lavoro e in questi ultimi mesi sono crollata. L ostentata indifferenza dei capi,le derisioni dei colleghi, la frustrazione, l ansia, gli insulti, le minacce..
    Dentro sento una sofferenza ed una tristezza infinita e mi sono rivolta ad uno psicoterapeuta, come mi ha consigliato il mio medico curante.
    Non ho ancora iniziato e mi auguro che io possa sentirmi un po’ più stabile e serena.
    Un augurio di buone feste a tutti voi che forse potete capire come mi sento

  31.   simonaon 19 Dic 2015 at 19:01

    Miodio, io sono cosi. Soffro da quando ho capito com’ero. Sono stanca adesso ed ho solo voglia che tutto finisca. Ma per quelli come noi non finisce. Ricomincia. Ed è uno strazio

  32.   mariagraziaon 20 Dic 2015 at 08:22

    Credo siano molti di più di quelli che pensiamo…Proprio perché ogni persona è unica. ..È sente a suo modo. ..Solo che FINGIAMO. ..Tanti. ..troppi fingono che tutto scivoli loro addosso per sentirsi adeguati,normali.. e non dare corpo e voce alle proprie insicurezze.poi…Un giorno accade qualcosa …Una "crisi "e si esce allo scoperto. E non ci si ferma più. ..Si acquista consapevolezza e forza. ..l’iniziale timidezza e pudore svaniscono…Non ci importa più essere stravaganti e diverso. ..È giusto sia così. …ma non pensiamo sempre di essere migliori degli altri…Non è la sofferenza a renderci migliori…La volontà. ..La a volontà di essere chi siamo. ..È migliorarci. ..Non credo che non si possa cambiare. ..È faticoso. ..ma per arricchirsi e progredire …bisogna anche avere l’umiltà di imparare da chi sappiamo essere più avanti di noi…proviamoci a trovare la nostra dimensione…Non deve essere per forza una dimensione asociale. …integrata in armonia. ..

  33.   Giacomo Mangiaracinaon 20 Dic 2015 at 09:52

    Un vero e proprio “disturbo da personalità creativa” merita davvero attenzione e considerazione.
    Grazie Carla Sale Musio per questa nota che condivido nella forma e nella sostanza.

  34.   Manuelaon 20 Dic 2015 at 11:06

    Sono anche io psicoterapeuta e mi ritrovo nella descrizione, ho incontrato anche io tante persone non omologate che soffrivano per questo. Riflettendo penso anche che chi cerca un aiuto é perché allo stesso tempo presenta delle fragilità che non gli permettono di sentirsi adeguate sentendosi diverse dagli altri.
    Questo perchè ci sono anche persone non omologate che non hanno bisogno della terapia, che sentono nella loro unicità il loro punto di forza.

  35.   Cosimoon 20 Dic 2015 at 15:01

    Ho letto il Suo articolo in un altro sito restando positivamente meravigliato, finalmente qualcuno parla e dice le cose come stanno veramente, così ho cercato il blog per farle i miei più vivi complimenti.
    Mi ritrovo in pieno nella descrizione da lei data di questo tipo di persone, ma non so non omologarmi, la mia è oggi una scelta molto lucida perché dettata dalla mia anima e dalla mia coscienza che con il passare degli anni comprendo sempre meglio, accettando delle scelte fatte in passato che mi apparivano a un certo punto piuttosto azzardate e subendo tutte le conseguenze da lei citate, etc.
    La invito a visitare il mio sito d’arte, non per farmi pubblicità o ricevere complimenti, solo perché Lei capirà.
    Un caro saluto,
    Cosimo

  36.   Andreaon 20 Dic 2015 at 15:41

    Sono completamente d’accordo con l’articolo pubblicato. L’ho condiviso in vari gruppi e molti a loro volta hanno condiviso…Siamo in tanti…

  37.   Corrado Pennaon 23 Dic 2015 at 11:28

    Molto bello, e condivisibile in toto.
    Anche le persone facilmente considerate “pessimiste” spesso sono perfettamente sane ed equilibrate, perchè vedono intorno a sé una società marcia, governanti criminali, un sistema sanitario che serve solo a permettere alle aziende del farmaco di fare soldi sulla pelle delle persone, un sistema finanziario che serve solo a indebitare le persone. “Pessimisti” in quanto vedono la verità. E magari vedono a chiare lettere quello che avviene ogni giorno in cielo, dove l’azzurro è cancellato da centinaia di passaggi di aerei con le loro tossiche scie.

    Gli “ottimisti” invece guardano la Tv e credono a tutti gli “specialisti” governativi che dicono che tutto va bene, e si fanno complici con la loro ignavia di un sistema che sta rubando l’anima all’uomo, mercificando ogni cosa, avvelenando acqua aria e cibo in ogni angolo del globo.

  38.   Emanuelaon 24 Dic 2015 at 10:28

    Mi identifico esattamente in questa descrizione. Con la differenza che ho imparato a sopravvivere e a ‘vivere’ in questa società che non può comprendere al momento di più. Mi sento sofferente perché incompresa si ma ho sempre avuto la forte convinzione di non essere malata ma anzi di essere molto sana. Non credo nella maggioranza nè mi omologo a niente e nessuno, credo solo in ciò che sento. E sento di essere nel giusto. Forse questa consapevolezza aiuterebbe molte persone che si sentono così come descritto. La consapevolezza di essere unici e non confrontabili può far superare il concetto di globalizzazione dell’anima che ci propinano oggi.

  39.   Pinoon 26 Dic 2015 at 20:54

    agire sempre liberamente ,pagando a volte le proprie scelte ed agendo quasi istintivamente vivendo a traino delle proprie emozioni e portandosi dietro un fardello di mille idee ,desideri,emozioni ,mai di natura materiale, non mi fà distinguere se sono anima o se devo cercarla …………

  40.   Mariaon 27 Dic 2015 at 00:45

    Eh sii.. e proprio cosi’ che ci si sente, che si e’!.. Appunto 1 volta a sett. Vado dall’opsicologo per capire che cosa c’e’ in me che non va.., per fortuna pian piano ho capito che nn sono sbagliata per questo mondo!.. sono solo normale :-)

  41.   Mariaon 27 Dic 2015 at 00:58

    Dimenticavo… essere una combattente, essere se stessi e nn la fotocopia di tante altre fotocopie ormai sbiadite, non guardare le persone per cio’ che hanno ma per cio’ che sono, cercare e creare uno scopo bello e pulito, amare senza volere nulla in cambio ma solo perche’ nasce spontaneo ed ecc…. Cio’ a volte nn nn viene compreso recando un danno importante a chi.e’ particolarmente sensibile (nn deboli).

  42.   Paoloon 30 Dic 2015 at 15:33

    Questa è Verità, e purtroppo non tutti sono destinati a capirla qui e ora.

  43.   Matteoon 01 Gen 2016 at 00:45

    Grazie dott.ssa, credo proprio che leggerò il suo libro. Mi è venuto quasi da piangere leggendo l’articolo..descrizioni profonde e cristalline. Non ho dubbi, anche Lei è una personalità creativa.

  44.   nicoon 01 Gen 2016 at 04:45

    grazie!!!!

  45.   luigion 03 Gen 2016 at 10:54

    La verità è che bisogna affidarsi a professionisti seri e competenti, troppi millantatori in giro. Gradirei che vi fosse una riforma seria che garantisse ai pazienti di imbattersi solo ed esclusivamente in psicologi che siano stati ammessi ad un dottorato e ad una Scuola di Perfezionamento di 5 anni.
    Professionisti dalla profonda conoscenza dell’animo umano. Trovo abominevole che a sondare il mio comportamento sia qualcuno che si fermi allo strato più superficiale delle emozioni, abbia una mentalità gretta e meschina, mi incaselli in un tipo particolare e non vada oltre, appuntando solo le sue fotocopie considerazioni. Se di terapia si tratta allora bisogna raggiungere uno scopo, quello di rendere consapevole il paziente delle sue potenzialità, che non siano quelle di troncare un rapporto di amicizia o d’amore tout court. Camminare sulle proprie gambe, combattere da solo e non crearsi uno stuolo di empatiche canaglie che affianchino le mie liceità o sostengano le mie pulsioni di distruggere il nemico che mi invento di volta in volta. Un nemico che riconosco ad esempio nella donna che vuole sottrarmi l’uomo, ricco e pavido, accentuando la certezza che sia così e chiedendo aiuto agli amici su facebook.
    Pensare che vi sono psicologhe che attuano in prima persona queste strategie, raccontando di sé favole inesistenti, come quella di avere un seguito di clienti, in realtà insolvibili, se non fatto di dementi incapaci, restii a discriminare la millanteria.

  46.   andreaon 03 Gen 2016 at 11:57

    Le mele marce vanno individuate e buttate via, alcuni non meritano il titolo di psicologo, troppo lontano dalle loro cognizioni e vere intenzioni.
    Lo scopo bello e pulito sarebbe quello che qualche psicologa venisse radiata dall’albo, se macchiatosi di azioni e omissioni atte a danneggiare un uomo o una donna, con l’aiuto di altri individui professionisti o non, in un luogo preposto alle cure di malattie gravi, per il solo gusto di esercitare l’abuso di potere derivatole da un attacco di gelosia. Emozioni fuori controllo in chi dovrebbe scandagliarle negli altri?
    Povera Italia.
    Lei dr.ssa Musio non meriterebbe di avere colleghe così, sia pure in Regioni diverse per cultura, bieca e di sopraffazione, dalla Sua Adorabile Sardegna.

  47.   Piera Angelellion 03 Gen 2016 at 21:45

    Sono Piera, Grazie tante per questo articolo, mi ha illuminato, in questo mondo, nonostante faccio lunghe auto esplorazioni del mio io, molto spesso mi sento un pesce fuori dall’acqua, dove l’ottanta per cento della popolazione va nella direzione opposta alla mia.
    Appena posso prenderò questa delizia per l’anima!

  48.   danieleon 06 Gen 2016 at 13:14

    Davvero lodevole l.elenco con cui Lei Dottoressa snocciola su più
    punti le caratteristiche principali di chi è dotato di una sensibilità
    ordinaria sfuggente all.altrui gente.
    Mi riconosco appieno in questi dettami che rinforzano la propria
    consapevolezza ed autostima.La sofferenza dettata dalla differente percezione personale del mondo con i suoi rapporti umani ci spinge
    inevitabilmente ai margini ,poichè facili omologazioni e stereotipi
    moderni danno luce a chi appare piuttosto a chi ascolta e riflette.
    Grazie….La seguirò interessato…Daniele

  49.   lisaon 03 Apr 2016 at 13:48

    Ho combattuto talmente tanto per salvaguardare la mia creatività e la mia autenticità, che dopo sei anni di terapia a impostazione rogersiana, un cambio di facoltà universitaria, una fuga da casa per tentare di salvarmi dalle logiche padronali della mia famiglia, mi hanno messa definitivamente in ginocchio ingaggiando una guerra senza pietà contro me e la mia terapeuta, supportati da una psichiatra infantile ( avevo 29 anni, ma evidentemente ero ancora incapace di intendere e volere per mia madre), la quale, senza mai neanche avermi conosciuta e mentre seguivo la mia di terapia, ha guidato mia madre e mio padre in un percorso diagnostico suo personalissimo che stava per esitare nel trattamento sanitario obbligatorio. Dopo essere rifuggita da casa per salvarmi la pelle, riprendo a studiare e a un passo dal dottorato di ricerca in Storia del pensiero politico, mia madre decide di spezzarmi le gambe per sempre, sospendendo la miseria di supporto economico che, tuttavia, da sentenza di separazione dei miei, mi toccava. Queta è la storia di una ribelle, non rivoluzionariaforse, giovane e piena di vita, sensibilià, autenticità. Una disobbediente incallita insomma. A voi, l’ardua sentenza…

  50.   Violaon 10 Apr 2016 at 22:17

    Grazie di cuore, noi Creativi abbiamo bisogno di essere riconosciuti di tanto in tanto. Da anni sul muro mi sono scritta la risposta alla maggior parte delle mie crisi: “X Viola: un’ARTISTA”

  51.   Odysseoon 10 Apr 2016 at 22:42

    Da tempo ho definito la mia come una “Vita PiGreco”, per la non-linearità del percorso che ho seguito in tutti miei oltre cinquant’anni di espereinza su questo pianeta. Non-linearità che nasce principalmente da una mia consapevolezza interiore e collettiva che raccoglie tutti gli elementi così ben raccontati nel post.
    Mi permetto di aggiungere che sarebbe molto interessante approfondire il rapporto tra questo approccio esistenziale ed il mondo lavorativo di oggi. Trovo, infatti, paradossale che viviamo in una società dove (quasi) ogni offerta di lavoro è accompagnata da un identikit del tipo “creativo, capace di coinvolgere e di condividere i traguardi con il team, in grado di gestire in autonomia tempi, risorse e obbiettivi, ricco di interessi e con una visione multi-culturale della società” e poi, a conti fatti, è proprio il tipo di persona che viene rifiutata. Troppo indipendente, troppo intraprendente, sia per i capi che per i colleghi, spesso troppo mediocri per accettare di doversi “misurare” con persone così. La stragrande maggioranza delle aziende cerca i Leonardo da Vinci (che certamente tanto “normale” non era) per poi assumere dei cloni bipedi, sostituibili senza problemi in qualsiasi momento e per qualunque ragione senza rischio di contraccolpi sull’andazzo lavorativo. E non è solo un problema italiano. Vivo all’estero da tempo e posso confermare che le dinamiche sono sostanzialmente le stesse. L’analisi potrebbe andare avanti e non ho le competenze e lo spazio per continuare; però penso che porterebbe dei risultati interessanti anche sul piano sociale ed economico, oltre che personale. E dimostrerebbe una volta di più che chi rientra in questa “categoria” è destinato a creare da sè gli strumenti per alimentare l’autostima necessaria a vivere in un mondo spesso così arido ed ottuso.

  52.   carlaon 12 Apr 2016 at 17:10

    bellissimo articolo……sono felice di vedere che non sono sola.
    In questo momento particolare della mia vita mi sento troppo spesso come fossi un ‘aliena che osserva un mondo che non mi appartiene, popolato da maschere più che da persone autentiche!!!
    Troppa gente che predica bene e razzola malissimo vivendo nell’ipocrisia e menzogna più totale.
    Credo veramente che ci si debba auto lodare per quello che si è, ormai la mia filosofia di vita è diventata questa: non mi aspetto niente da nessuno, mi aspetto tutto da tutti!!!!
    Leggerò il libro con interesse nella speranza di incrociare sulla mia via qualche “personalità creativa”……..penso ce ne siano veramente pochine!!

  53.   Jeremie rossion 16 Apr 2016 at 08:55

    Grazie dott.ssa. Questa mattina leggendo questo articolo ho sentito una scarica di positività..molto bello,molto azzeccato.ho avuto un’esperienza molto recente di questo mondo malato…a parte le persone vicine a me che sempre di più scopro dipendenti da paroxetina…(con che leggerezza..tra l’altro)…all’asilo mio figlio di 3 anni si annoia…è molto intelligente fa domande che bambini molto più grandi non fanno ‘dice la maestra’..è curioso!!ha la fantasia!!ma fatica a partecipare alle attività che facciamo ..se volete qui abbiamo una PSICOLOGA…(una ragazzina appena laureata con un fularino da arrogante ,non per il fularino in se,ma da quello che stra smette il linguaggio del suo corpo)…Dio mio…ho tolto mio figlio dallasilo!!!!!!!!!!è ora ho paura per lui

  54.   Carla Sale Musioon 16 Apr 2016 at 15:19

    Jeremie dai un’occhiata a questo post… potrebbe interessarti ;) SCUOLA? … NO GRAZIE!

  55.   leonellaon 23 Apr 2016 at 22:31

    Quello è il mio ritratto. Io credo che ci dovremmo unire per fare qualcosa davvero. Io ora so bene ciò che non voglio più e che ci deve essere un modo per superare tutto ciò . Ma prima devo riparare tutti i danni fisici che questo modo di vivere mi ha lasciato. Mi ci vorrà un po’ di tempo, ma poi voglio, devo, fare qualcosa.

  56.   Marioon 26 Apr 2016 at 16:03

    Salve, mi piacerrebbe capire se il disagio che provo è dovuto a un vero disagio o a una personalità creativa. Mi ritrovo molto nel suo articolo, infatti. Ma non vorrei cadere nell’errore di sopravvalutarmi. Magari il mio è solo uno spirito critico più accentuato delle norma e il disagio che provo nella società (che non è che non mi faccia dormire porprio tutte le notti, ma che comqunque un po’ di sonno negli ultimi anni me lo ha tolto) è dovuto ad altro.

  57.   Carla Sale Musioon 26 Apr 2016 at 21:00

    Per risponderti con sicurezza… dovrei conoscerti, Mario. Quello che posso dirti, però, è che la paura di sopravvalutarsi è tipica delle personalità creative e denota umiltà. Mentre chi si sopravvaluta davvero, di solito non se lo chiede. Si sopravvaluta e basta ;)

  58.   Zoiaon 17 Mag 2016 at 13:32

    Bellissimo articolo!
    Complimenti!
    E grazie!

  59.   carlaon 07 Ago 2016 at 18:01

    onorata di averla letta… mi é venuto in mente “Uno Nessuno e Centomila” il potero Sig Moscarda… voglia perdonami se magari non è adeguato…. ma amo Pirandello
    ogni bene dott.ssa

  60.   Sandroon 11 Ago 2016 at 10:04

    Io mi ritrovo nella sua caratterizzazione della persona creativa, ma non mi sento “in conflitto con la mediocrità circostante”: è una questione di igiene mentale che mi serve per avere linee di pensiero semplici, che non comportino stress e deviazioni dai miei obiettivi.
    Ognuno è a modo suo. Per altri, il “difettoso” potrei essere io. Cerco di circondarmi di persone che mi valorizzino. Se non ci riesco, malgrado le dinamiche della vita quotidiana, mi isolo mentalmente pur avendoci a che fare. Se ti senti ricco dentro, non hai bisogno di “travasare” la vita degli altri nella tua.

  61.   Surfiniaon 20 Nov 2016 at 08:20

    Ho la presunzione di riconoscermi in questa categoria. E per di più ho generato un mio simile

  62.   Carla Sale Musioon 20 Nov 2016 at 18:49

    Benvenuta nel movimento “io non sono normale: IO AMO”, Surfinia ;)

  63.   Alfredoon 18 Dic 2016 at 20:55

    Gentile d.ssa: come ci si può difendere invece se chi ci deve curare ci guasta la vita? Cerco di spiegarmi meglio: Nel 2006 mi sono rivolto al CIM per semplice depressione, e la psichiatra di allora ha certificato che ero sano. Poi, due anni dopo per colpe loro e dei servizi sociali sono dovuto diventare psicotico, con tra l`altro un TSO. Psicotuco ufficialmente perché potessi avere una pensione (avevo due lavori), ma in realtà perché rusultassi persona non attendibile. La storia si è ripetuta a maggio di quest`anno, con un secondo TSO illegale pure questo e con testimoni, solo per delle motivate lamentele. Visto che il direttore generale, l`urp e il tribunale, perché intanto si è stabilito che debba avere un amministratore di sostegno non rispondono, mi può dare una indicazione?

  64.   Carla Sale Musioon 19 Dic 2016 at 13:50

    Mi dispiace Alfredo, contro la psichiatria non so proprio che soluzione indicarle… Certo è che diventare “ufficialmente psicotico” per ottenere la pensione è stata una mossa pericolosissima!

Comments RSS

Lascia un commento

Codice di sicurezza: