Mar 28 2017

ENERGIA, CAMPI ENERGETICI & ALTRE STRANEZZE

Pubblicato da archiviato in Psicologia,Psicoterapia

Si parla tanto di campi energetici e di energia, ma nessuno sa definire con esattezza il significato di queste parole.

L’idea di una forza invisibile che pervade tutte le cose è difficile da padroneggiare… non è misurabile, non è quantificabile, non occupa spazio, non si può toccare… non si sa bene dove collocarla.

L’energia è poco concreta.

Eppure ne vediamo quotidianamente gli effetti.

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  • Possiamo immergerci in una sacralità spirituale, visitando una chiesa.

  • Possiamo percepire l’ansia e la paura, durante lo svolgimento degli esami in un’aula universitaria.

  • Possiamo avvertire la presenza di un amico, poco prima di incontrarlo o di ricevere una sua telefonata.

  • Possiamo sentire la sofferenza entrando in un ospedale.

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L’energia è dappertutto e, anche quando non ce ne rendiamo conto, non possiamo sottrarci al suo influsso invisibile.

Questo fa sì che anche i più scettici finiscano per ammettere che… be’… probabilmente qualcosa ci deve essere. 

Qualcosa che anima il mondo e dà sostanza alla vita.

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Ma che roba è?

Che cos’è questa energia di cui tanto si parla e di cui, comunque, non si capisce un granché?

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Fatichiamo a immaginarla.

L’energia non ha forma e mette in crisi il bisogno di concretezza che caratterizza la nostra cultura.

La mente lineare ama ordinare, classificare e misurare.

Le cose che sfuggono alle sue regole sono guardate con sospetto o con commiserazione, come se si trattasse di favole, buone soltanto per gli ingenui.

Il pensiero che possa esistere un campo energetico che emana da ogni cosa, manda in crisi il pensiero razionale perché appartiene a una comprensione sinergica, intuitiva e percettiva.

Per comprendere il concetto di campo di energia occorre attivare le competenze dell’emisfero destro del cervello, quello preposto alla creatività.

Ma, si sa, la creatività è poco considerata da chi ama comandare tanti soldatini ubbidienti.

Perciò, nel mondo del dominio e della sopraffazione parlare di energia è sconsigliato.

Si preferiscono argomenti più concreti, seri e costruttivi, come: il PIL, il cash flow, il debito pubblico, gli indici di mercato, il reddito… o altre cose del genere.

campi energetici non rientrano nel vocabolario degli affari, non producono denaro, non conferiscono potere economico e perciò non sono considerati importanti da chi gestisce il mondo con la forza e con l’arroganza.

Il loro imprendibile valore interiore li rende invisibili ai più, e derisi da chi ama conformarsi a una società che inneggia la supremazia dei potenti e approfitta impunemente dei deboli.

Quando si parla di energia, ci si riferisce a una propulsione interiore, a una spinta che modula l’ascolto della realtà partendo dall’interno.

È un modo di sentire e interpretare la vita, che oltrepassa i cinque sensi e poggia su un’intuizione profonda, attivando una comprensione che prescinde dalle valutazioni razionali o materiali dell’esistenza.

L’energia è un flusso vitale.

Scaturisce dall’anima e permea ogni cosa, avvolgendola di una qualità emotiva, dinamica ed essenziale.

L’energia non è ne buona né cattiva.

Ma, di solito, parliamo di energia positiva quando vogliamo riferirci a situazioni ricche di fascino e di possibilità, mentre parliamo di energia negativa per indicare cose, persone o fatti, carichi di vibrazioni disarmoniche e stridenti.

Diciamo che a pelle ci sentiamo bene, per segnalare un campo energetico naturale e coinvolgente; e rifuggiamo quelle situazioni in cui percepiamo un campo distonico e debilitante.

I sentimenti sono energia, i pensieri sono energia, le parole sono energia, ogni cosa possiede un proprio campo che irradia all’esterno.

fenomeni energetici sono dappertutto e sotto gli occhi di tutti.

Ne avvertiamo costantemente il potere, in maniera istintiva.

Anche quando non ne riconosciamo l’esistenza.

I luoghi, le persone, gli animali e le cose, ci trasmettono forze capaci di caricarci positivamente o di scaricarci fino a renderci inermi, apatici e persino malati.

Perciò, esercitarsi a riconoscere l’energia e i campi energetici, ma soprattutto imparare a gestirli, è di fondamentale importanza per vivere una vita sana e in armonia con la natura e con i suoi ritmi.

Gli animali riconoscono naturalmente il valore dell’energia, sanno distinguere i campi energetici e si comportano di conseguenza, mantenendo un equilibrio costante con l’ambiente che li circonda.

Nelle loro culture la percezione dell’ecosistema viene prima di qualsiasi altra cosa e per questo, a volte, possono arrivare a sacrificare la loro stessa esistenza.

Tante specie animali hanno scelto l’estinzione, smettendo di riprodursi, pur di non vivere in un ambiente diventato incapace di rispettare il movimento naturale dell’energia.

La nostra specie, invece, sopravvive in contesti sempre più carichi di energie negative e sembra non rendersi conto del degrado ambientale che sta distruggendo la vita.

L’educazione alla sottomissione e il consumo smodato di beni tossici, ottunde l’ascolto di sé creando una differenza incolmabile tra le nostre scelte e quelle degli altri animali.

Deridere l’energia e tutto ciò che non si può toccare o monetizzare, è un comportamento tipico della nostra specie e ci separa dagli altri esseri che popolano il pianeta, e che mantengono la consapevolezza di ciò che noi non riusciamo più a vedere, ma che incide profondamente sul benessere, sulla vitalità e sull’espressione della propria profonda verità.

Solo la conoscenza dell’energia, infatti, permette di ritrovare il filo che unisce gli eventi di cui è costellata ogni esistenza, intrecciando la vita e la morte in una magica espressione di sé.

Carla Sale Musio

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INTUIZIONE… E CULTURE ANIMALI

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Gen 02 2016

RITROVARE LA PROPRIA ENERGIA

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Nel corso del lavoro clinico ho potuto verificare quanto la creatività e l’espressione individuale siano la strada maestra per il benessere e la salute.

Nasce così l’idea di pubblicare una raccolta di testimonianze di persone animate dal desiderio di fare del mondo un posto migliore, e capaci di dar forma a un sogno di libertà, di giustizia e di amore. 

Ogni intervista descrive il percorso di chi, senza lasciarsi scoraggiare dalle difficoltà o dalla disapprovazione, ha saputo credere in se stesso dando forma al proprio irrinunciabile ideale di vita.

Oggi Ramita Satta ci racconta che cos’è il RAM: Riallineamento Radicale.

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RAMITA E IL SUO RAM

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Ciao Ramita, benvenuta nel nostro salotto virtuale e grazie per aver accettato di condividere con noi la tua esperienza di lavoro e di vita.

Nell’ottobre del 2014 hai creato il RAM, un metodo che consente di sanare difetti posturali, asimmetrie e dolori articolari, rivitalizzando il corpo, facendo “respirare” la colonna vertebrale e sciogliendo i blocchi che impediscono all’energia di circolare liberamente.

Vuoi raccontarci com’è nata questa idea e quali sono stati i passi che ti hanno portata a concretizzarla?

Più che un’idea è stata un’esigenza, una forte spinta a realizzare la missione per cui ho scelto di nascere sulla terra.

Mi spiego meglio.

Ho iniziato il mio percorso intro-spirituale nel Gennaio del 96 con il primo livello reiki, perché in me c’è sempre stata una sorta di insoddisfazione umana sul: “… ma cosa ci sono venuta a fare in questo pianeta???”

Insoddisfazione poi quasi colmata in tutti questi anni di ricerca sul chi sono io e chi sono gli altri (che poi comunque sempre sono io)

Le varie discipline olistiche (non ti faccio l’elenco, sarebbe troppo lungo) sono state il mezzo di trasporto per me ideale in questi vent’anni di percorso-cammino dove ho cercato, trovato… cercato… trovato… e ancora… cercato dentro di me quella scintilla del senso della vita.

Fino a chiedere a gran voce all’universo di essere una Riallineatrice.

(E qui si comprende come funziona la legge di attrazione, ho lanciato l’intento così forte e chiaro che l’universo, nel giro di un mese, ha risposto senza dubbio alcuno. Non c’era confusione nella mia richiesta, non c’era nessuna contro intenzione ma, soprattutto, è la mia missione)

Tornando alla tua domanda, più che un’idea è stata la presa di coscienza, supportata dall’apertura di un canale in me attivo (pare da secoli) durante una canalizzazione… da quel momento ho canalizzato il metodo Ram, visualizzando cosa e come dovevo fare per riallineare la colonna vertebrale, organo poco conosciuto come antenna ricevente e come albero maestro, non solo del nostro corpo fisico, ma anche del nostro corpo emozionale.

Puoi spiegarci meglio che cos’è il RAM?

Ci provo, è talmente ampio che sarà difficile essere breve.

Il Ram: Riallineamento Radicale è un energia di guarigione che, passando dalla colonna vertebrale, cambia ciò che non è più in linea e ci riconnette alla matrice del pensiero primo, riportandoci così come siamo stati pensati e poi creati, cioè: perfetti, senza storture ne gobbe ne dossi.

La formula energetica del Ram ci riporta a quello stato di giusto equilibrio tra l’alto e il basso, come se la colonna riprendesse a “respirare”.

Tanto che addirittura si riacquistano centimetri in altezza, ci si raddrizza, riallineandoci in tutta la nostra ampiezza.

Le spalle si aprono, il torace si espande e moltissimi sento la differenza di respiro quando i polmoni si riempiono d’aria.

Per quel che riguarda l’aspetto emotivo, il Ram
 apre le porte delle possibilità, velocizza ciò che è in linea con la soluzione che cerchi in quel dato momento.

Il Ram ti apre lo sguardo, traccia il sentiero, la consapevolezza trova il focus, l’intuito si affina, chi non è più nella tua frequenza si allontana, creando lo spazio per ciò che necessita veramente nella tua vita.

Lungo questo percorso, quali sono state le tue insicurezze?

Insicurezze umane e cioè di non essere all’altezza … ma poi lascio fare alla vita con fiducia… e tutto accade.

Diciamo che, se mi metto da parte e mollo la mente… il compimento di ciò che è spazza via ogni dubbio!

E i tuoi punti di forza?

L’entusiasmo, l’emozione e la felicità che mi prendono quando le persone mi dicono come stanno. 

Vedo il cambiamento fisico, e soprattutto work in progress, del Ram.

Come hanno reagito le persone che avevi attorno?

Con gioia, partecipazione e sostegno!

Ci racconti quali sono state le tappe importanti che hai dovuto percorrere?

L’abisso, l’oscurità che una ricerca interiore porta, la parte in ombra che, o ti avviluppa completamente e soccombi vivendo, o ti salva, facendoti vedere quanto invece la Luce è lì, un attimo dopo i tuoi mostri.

E oggi? Quali sono le difficoltà che incontri ogni giorno?

Le mie difficoltà maggiori riguardano gli aspetti burocratici che, comunque, questo lavoro comporta.

Preferirei passare quelle ore in RamBeatitudine, piuttosto che preparare locandine organizzative, pre corsi e formazione.

Cosa ti spinge a fare quello che fai?

La vita, l’amore, la dignità, la passione e la visione di un mondo magicamente incantato dove tutto scorre in pace.

Hai mai pensato di mollare tutto?

No! Ho appena incominciato.

Cosa ti motiva a continuare?

La necessità del cambiamento impellente che ognuno di noi desidera.

Con il Ram so di fare la mia parte.

Quali sono le soddisfazioni che ricevi?

Mi sento me stessa in questo lavoro, sento di essere ciò che sono e di dare ciò che ho.

Mi mantengo con questo lavoro… e non è poco!

Qual è il tuo sogno?

Il mio sogno è avere una casa accogliente dove vivere e lavorare creando e mandando avanti il mio progetto Ram che non è solo il riallineamento ma è proprio un modo di vivere… magari di fronte al mare… l’ho chiamato: La Casa Del Ram.

Qual è la tua paura?

Non ho paure.

Che cosa vorresti veder realizzato nei prossimi anni?

Quando ho lanciato l’intento del diventare Riallineatrice, ho anche aggiunto: voglio riallineare tutta la Sardegna… l’Europa… il Mondo!!!

E per questo ho bisogno di tanti/e collaboratori/trici.

Voglio colonne vertebrali connesse e respiranti!

E, non per ultimo, La Casa del Ram!

Secondo te cosa rende una vita degna di essere vissuta?

La dignità e la fierezza di essere ciò che sei e di portarlo nel mondo… appena ti sei trovata/o.

Ramita Satta

RAM: Riallineamento Radicale

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Ago 30 2015

LAVORARE CON LE ENERGIE per aiutare gli animali

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Il più anziano dei miei cani, Mirto, ha raggiunto da poco la veneranda età di diciannove anni.

Da giovane aveva un carattere movimentato, curioso e giocoso sia con le persone che con gli altri animali.

Oggi, però, ha perso la vista, l’olfatto, buona parte dell’udito e fatica a orientarsi, anche tra le mura domestiche.

Non potendo più accompagnarmi nelle lunghe passeggiate di una volta, trascorre la maggior parte del suo tempo dormendo o zampettando per la veranda.

La buona educazione lo spinge a non sporcare dentro casa, ma la cecità lo ostacola in tutti i modi ed è diventato necessario prenderlo in braccio per portarlo fuori, per aiutarlo a bere e a mangiare, eccetera.

A complicare tutto si è aggiunto che scambia il giorno per la notte e così: quando io sono sveglia, lui dorme come un ghiro e quando, invece, avrei bisogno di riposarmi si sente pieno di vita e… di necessità!

Dopo diversi mesi passati a seguire le sue esigenze notturne e a sforzarmi di rimanere sveglia e lucida di giorno, ormai in preda allo sconforto per il fallimento di qualsiasi tentativo volto a ripristinare un bioritmo più adeguato (in lui e in me), mi sono decisa a chiedere aiuto a un’esperta delle energie e ho domandato una consulenza a  Ramita Satta.

Ramita si occupa dell’energia sin da quando era bambina e, dopo anni di ricerche e di studi, ha raggiunto la capacità di riallineare le forze andate fuori posto, rimettendo in asse quelle distorsioni fisiche e psichiche che affliggono la nostra esistenza.

Come lei stessa racconta:

“La colonna vertebrale, il destino, la vita, il karma… tutto può essere riallineato con il potere del RAM (Riallineamento Radicale). L’energia è l’essenza: la vita che dà vita, ciò che cambia in un continuo divenire, l’EVOLUZIONE allo stato puro! L’essere Umano possiede un potenziale interiore enorme, ma è completamente accecato (per fortuna non tutti) da credenze limitanti e insicurezze profonde, che intrappolano queste sue risorse dentro gabbie di difficoltà.”

Negli anni della maturità, Ramita ha canalizzato un metodo per ricordarci che i miracoli sono possibili e che il potere dell’energia è sempre a disposizione di chiunque abbia l’umiltà e il desiderio di sperimentare.

Gli strumenti di lavoro di Ramita mi sono sembrati adatti a trasformare la situazione invivibile e ormai cronicizzata, creatasi tra me e Mirto, le uniche armi in grado di raddrizzare il suo bioritmo inverso e il mio disperato bisogno di dormire la notte.

“Mettiti tranquilla vicino al cane e, quando siete rilassati e pronti, mandami un sms. Così partiamo per il nostro viaggio nel RAM.”

Mi raccomanda telefonicamente Ramita, con la sua voce calda e rassicurante.  

Il trattamento avviene a distanza perché l’energia non agisce lungo le coordinate spaziotemporali in cui ci muoviamo abitualmente, ma esiste in una diversa dimensione della coscienza, più rarefatta e imprendibile per i sensi fisici.

Mi accoccolo accanto alla cuccia, dove Mirto sta dormendo profondamente, e mando un sms a Ramita:

“Noi siamo pronti.”

Poi lascio che la mente si acquieti.

Dopo qualche minuto, Mirto sospira e si allunga nella cuccia come se qualcuno lo stesse accarezzando.

Io entro in un piacevole stato di trance: mi sento bene, sono serena e… improvvisamente ho la certezza che tutto sia molto semplice da risolvere!

“Non c’è proprio nessun motivo di preoccuparsi…” penso, sentendomi enormemente sollevata.

Restiamo così per circa una decina di minuti poi, lentamente, riprendo il mio abituale stato di veglia.

Mirto, invece, mantiene il suo normale stato di sonno diurno.

A parte il fatto che, profondamente, ho la certezza di aver già risolto tutto, non è cambiato proprio niente.

E, se escludiamo che Mirto nei giorni successivi è un po’ più vitale durante la mattina, non cambia nulla nemmeno nella settimana seguente.

Dentro di me, però, la sicurezza di aver trovato la soluzione scava… cerca l’uscita come fosse sepolta sotto una montagna.

Dopo una settimana, di colpo: ecco il miracolo!

Prende forma con la spontaneità che caratterizza le cose sane e naturali.

Quel lavorio interiore incessante addita l’errore insieme alla soluzione.

Basta cambiare l’ora della pappa!

È così ovvio e semplice.

Come non averci pensato prima?

Eppure… né io, né i parenti, né gli amici o il veterinario… nessuno ci aveva pensato.

L’energia si è raddrizzata e di conseguenza anche il modo di vivere.

Per comodità, preparo la pappa ai cani la sera, dopo il lavoro, nell’unico orario in cui riesco a dedicarmi a loro senza fretta.

Ma mangiare alle venti e trenta per Mirto, evidentemente, è diventato un problema.

Infatti, dopo circa un’ora, deve bere e non può farlo da solo.

E dopo un’altra ora deve fare pipì, e anche questo non può farlo da solo.

Per tante notti siamo andati avanti così: a bere e a fare pipì più e più volte, sino a che le prime luci dell’alba mettevano fine al suo bisogno di movimento e al mio tempo per dormire.

È bastato cambiare l’orario della pappa (dandogli da mangiare al mattino) per vedere il bioritmo di Mirto riallinearsi con i ritmi della luce e del buio, mentre il mio bisogno di dormire ha trovato finalmente il suo giusto compimento durante la notte.

Semplice: come l’energia che scorre limpida e chiara nelle cose di sempre.

La natura muove il mondo e da forma alla realtà, grazie al potere invisibile della sua essenza.

Grazie Ramita, per la tua missione così importante: aiutare tutti gli esseri viventi a ritrovare il contatto con l’energia che sta dietro alle cose.

Grazie, per averci mostrato la forza naturale e invisibile della vita.

Carla Sale Musio

( e Mirto Sale Musio)

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RAM: Riallineamento Radicale di Ramita Satta

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Mag 27 2014

INCONTRARSI OLTRE LE DIMENSIONI

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Esiste un ponte tra le dimensioni che permette di incontrarsi a dispetto del tempo, della distanza e della possibilità di utilizzare i sensi fisici o la tecnologia.

Appartiene a una saggezza che gli esseri umani hanno dimenticato, abbagliati da una scientificità che non considera i sentimenti e che valorizza soltanto le cose che si possono manipolare, riprodurre e misurare. 

Questa sapienza profonda se ne infischia delle scienze e della logica e parla direttamente alla parte invisibile ed emotiva di noi stessi.

Quando due persone si vogliono bene, stabiliscono un collegamento energetico che le unisce come un filo invisibile.

Il legame tra loro diventa un radar interiore e le informa l’una dell’altra, senza bisogno di parole.

Questa comunicazione, eterea e costante, appartiene all’amore e permette una comunione che si fa tanto più chiara e precisa quanto più la relazione è profonda.

Ci sono cose che gli occhi non possono vedere e che la mente non riesce a capire perché si conoscono soltanto con il cuore.

L’amore genera unioni invisibili, e conduce a una condivisione più intima e profonda che qualsiasi altra forma di conoscenza.

L’unione emotiva ci porta a sentire interiormente lo stato d’animo dei nostri cari, permettendo uno scambio dei vissuti profondi. 

Per accedere a questa consapevolezza basta raccogliersi in se stessi e concentrare l’attenzione sulla persona con cui si vuole entrare in contatto, lasciando emergere le sensazioni interiori in un vuoto mentale libero dai pensieri, senza censurarle e senza interpretarle.

Le parole e la logica non servono, le percezioni raccontano con le emozioni e, a volte, con le immagini, la verità della vita emotiva.

Per comprendere il linguaggio del cuore bisogna sospendere il giudizio e permettersi di entrare in una realtà priva delle coordinate in cui ci muoviamo abitualmente.

La reciprocità dell’amore si manifesta in una dimensione della coscienza che non scorre nel tempo, ma esiste in una a-temporalità fatta di sensazioni e stati d’animo, e priva dei riferimenti con cui normalmente interpretiamo le cose.

Purtroppo, l’abitudine a osservare sempre e soltanto la materialità degli avvenimenti, insieme all’uso costante dei parametri spazio temporali e delle nostre innumerevoli protesi tecnologiche, ci ha progressivamente disabituato a riconoscere la voce silenziosa che appartiene alla dimensione affettiva, rendendo difficile individuarne e interpretarne i significati.

Tutti presi a rincorrere il possesso di beni di consumo sempre più sofisticati e inutili, abbiamo lasciato che la concretezza si trasformasse nell’unica realtà che giudichiamo attendibile e abbiamo perso il contatto con la verità interiore e soggettiva che appartiene all’amore.

Così, nel tempo, la conoscenza emotiva si è offuscata, portandoci a delegare alla materialità e alla tecnologia, la gestione di tutti i nostri rapporti.

Ma affidandoci radicalmente alla fisicità, abbiamo ottuso la saggezza del cuore, permettendo che un’esteriorità, fatta di apparenze e, spesso, d’indifferenza, sommergesse la verità.

In questo modo nascondiamo il sapere dell’amore a vantaggio di una conoscenza oggettiva e limitata esclusivamente alle cose concrete.

Quando muore una persona cara, il legame energetico creato dall’amore che abbiamo condiviso nel corso della vita, non si spezza ma, al contrario, s’intensifica potenziando la reciprocità, a dispetto della perdita del corpo fisico.

Mentre l’incontro fisico e il dialogo verbale non sono possibili, l’unione si amplifica e il ponte affettivo, creato durante la vita, permette la comunicazione interiore tra chi ha un corpo e chi non ce l’ha.

Tutti quelli che hanno attraversato il dolore del lutto, sanno che i nostri cari tornano sempre a incontrarci dopo la morte.

Anche se nella cultura materialista c’è molto pudore a parlare di questi incontri, perché ci si vergogna di credere nell’invisibile e nell’amore.

Gli esseri che non possiedono più un corpo, nonostante le nostre paure, lo scetticismo e le difficoltà di comprensione tra le dimensioni, si impegnano a costruire una relazione che, a dispetto della loro immaterialità, oltrepassi i limiti e le barriere della percezione esclusivamente materiale e fisica, permettendoci di vivere una sintonia nuova.

La scienza guarda con commiserazione la soggettività che caratterizza queste esperienze e, non potendole riprodurre nei suoi laboratori, ne deride l’esistenza dichiarandole altezzosamente consolazioni, buone forse per superare il dolore, ma del tutto irreali e frutto di pura fantasia.

L’amore, però, è soggettivo per natura, e poco incline a lasciarsi duplicare in esperimenti scientifici, vive da sempre in una realtà soggettiva che conosce d’istinto la verità e che per questo non può essere analizzata e vivisezionata, ma soltanto sperimentata in quello spazio interiore che caratterizza l’affettività.

Così, per ritrovare le persone che abbiamo amato e che con la morte hanno perso il proprio corpo fisico, dobbiamo correre il rischio di vivere un incontro senza conferme dal mondo esterno.

Affidandoci soltanto all’esperienza interiore e assumendoci la responsabilità di ammetterne la veridicità sulla base della nostra certezza emotiva.

L’amore è un fenomeno soggettivo.

Nessuno può stabilirne dall’esterno la validità.

Soltanto chi lo prova può affermare l’autenticità del proprio vissuto e riconoscerne i sintomi  nelle emozioni che vive.

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STORIE D’AMORE SENZA CONFINI

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Dopo i funerali del nonno, Massimiliano si addormenta pieno di tristezza e di ricordi, ma durante la notte un rumore lo sveglia all’improvviso… giusto in tempo per vedere il nonno che entra nella stanza volando a braccia tese e chiamandolo a gran voce:

“Andiamo, andiamo, dormiglione!!! Non perdere tempo! Voglio portarti a fare un giro!”

Così dicendo, il vecchio gli tende la mano e Massimiliano, ancora sotto shock per la sorpresa, allunga la sua lasciandosi trasportare in un volo senza peso fuori dalla finestra. Oltre le case, la piazza, il paese… e le dimensioni!

“Era così reale che sono certo di non essermelo sognato!”

Racconta alla mamma l’indomani mattina.

* * *

Annalisa deve essere operata. La notte, in ospedale, non riesce a prendere sonno e si agita nel letto in preda alla paura e ai cattivi presentimenti.

Le sue compagne di stanza dormono tutte, quando in punta di piedi un infermiere si avvicina e, con dolcezza, la rassicura:

“Stai tranquilla, bambina, andrà tutto bene! Non c’è nulla di cui avere paura, siamo in tanti a proteggerti e ad aiutarti in questo momento difficile e il tuo futuro è pieno di cose belle che ancora devi vivere e condividere con le persone che ami. Dormi serena, presto sorriderai ripensando a questo momento.”

Annalisa si addormenta di colpo, ma l’indomani mattina, durante i preparativi per l’intervento, domanda il nome dell’infermiere che ha saputo tranquillizzarla così bene.

Le infermiere, però, la guardano divertite:

“La paura fa brutti scherzi! Devi aver sognato, Annalisa! In questo reparto non ci sono uomini, né tra il personale né tra i ricoverati!”

* * *

Dopo la morte della mamma, Giada non si dà pace.

“Dove sei mamma? Dove sei finita? Non posso credere che non ci sia più nulla! Aiutami a ritrovarti! Voglio sapere cosa succede dopo la morte…”

Un pensiero guizza veloce nella mente e raggiunge il suo cuore:

“Non posso… se continui a soffrire così, devo andare via… ogni volta che mi avvicino le tue lacrime mi allontanano…”

Giada sente con certezza la presenza della mamma.

Eppure nella stanza non c’è nessuno.

A fatica ricaccia indietro i ricordi e il dolore.

E improvvisamente  il suo abbraccio l’avvolge in una meravigliosa unione.

“Sono con te e anche dappertutto. Hai bisogno di abituarti al mio cambiamento e apprendere a conoscermi per ciò che sono adesso. Se vuoi trovarmi, devi permetterti di dimenticare quello che sai e imparare da capo, come fanno i bambini. I ricordi che ti sorprendono all’improvviso sono come una firma e servono soltanto a indicarti la mia presenza. Se scivoli nella mancanza mi allontani ma, se lasci che il tuo cuore si apra, possiamo incontrarci. La vita non ha inizio né fine, figlia mia. Tutto è sempre cambiamento.”

Carla Sale Musio

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Allenarsi a sentire il LEGAME e a riconoscere la PRESENZA…

RITROVARE CHI NON HA PIU’ UN CORPO

COME AVVIENE LA COMUNICAZIONE CON CHI NON HA PIU’ UN CORPO?

SOGNARE CHI NON C’E’ PIU’

NESSUNO MUORE PER CASO

L’AMORE E’ ENERGIA

CIO’ CHE E’ REALE SUPERA I CINQUE SENSI

RELAZIONI INVISIBILI

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Feb 17 2013

CAMPO ENERGETICO… ne parliamo con Benedetta Veroni

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Ciao Benedetta, potresti spiegare in parole semplici che cos’è la Sintesi Personale?

La Sintesi Personale è un approccio all’attività’ dell’aiuto relazionale, basato sulla considerazione che la Persona è l’insieme di corpo, psiche ed energia.

Nella Sintesi Personale oltre al lavoro psicologico e corporeo, si interviene direttamente a livello energetico, mettendo in movimento l’energia dell’individuo, indirizzandola dove la situazione di disagio lo richiede.

Il nome Sintesi Personale si riferisce alla sintesi dell’approccio, ovvero un approccio equilibrato, focalizzato contemporaneamente sui tre aspetti esistenziali dell’essere umano: 

  • corpo
  • mente (psiche)
  • spirito (energia, emozioni, spiritualità)

La persona e’ intesa come la somma interfunzionale dei tre aspetti esistenziali.

Un intervento di aiuto relazionale parte dall’analisi delle relazioni interne, verso il sé, ed esterne, verso gli altri.

Ogni tipo di relazione coinvolge sempre entrambi gli aspetti: interiore ed esteriore.

Il lavoro, viene orientato contemporaneamente sui tre aspetti interfunzionali e viene bilanciato a seconda della situazione che si presenta.

L’integrazione dell’aspetto energetico nello studio dell’essere umano è fondamentale, perché esso contiene in sé la chiave della guarigione.

Questo approccio permette di andare in profondità e scoprire come e perché si creano i disagi interni ed esterni di tutti i giorni.

Le tecniche energetiche utilizzate, provengono dagli insegnamenti della Barbara Brennan School of Healing; il lavoro mente/corpo proviene dagli studi della Core Energetica.

Le due correnti si fondono in un approccio a 360 gradi, che offre gli strumenti per operare nelle tre sfere esistenziali ed è quindi in grado di offrire un supporto molto efficace e meno limitante.

In che modo il campo energetico influisce sulle nostre relazioni?

Se noi consideriamo l’essere umano come la somma di corpo, mente e spirito, non possiamo non riconoscere che in ogni esperienza che l’individuo vive, tutte e tre le parti sono chiamate in gioco. L’una non può agire e reagire senza l’influenza dell’altra.

Il campo energetico umano (Aura) che circonda e permea tutto il nostro essere e i coni energetici (Chakra), collocati in punti strategici del nostro corpo fisico, reagiscono ai nostri pensieri e alle nostre emozioni e ci forniscono spesso la chiave di lettura di un nostro comportamento.

L’Aura riflette la storia di ogni vita individuale, ci indica, ad esempio, come un dolore nell’infanzia, che in seguito ad un blocco emozionale, si è cristallizzato in uno spazio nel profondo, altera, in età adulta, l’intero funzionamento dell’organismo sia dal punto di vista fisico, che energetico ed emozionale.

Questo è rivelato non solo nel modo in cui la persona si rapporta alla vita, ma anche nel modo in cui si atteggia e muove il proprio corpo.

Il campo energetico umano fornisce informazioni essenziali e importanti strumenti per il processo di crescita e di guarigione.

Esistono delle tipologie dell’energia?

Il nostro campo energetico è in continuo movimento. I vari livelli (o corpi) che lo compongono vibrano a frequenze diverse la cui intensità diminuisce man mano che si distanziano dal corpo fisico. Ognuno di essi ha una posizione, una luminosità, un colore, una forma e una funzione differente.

Questi corpi reagiscono a seconda delle nostre reazioni, influenzandosi l’un l’altro.

L’energia vitale é una ma con diverse manifestazioni.

La nostra Aura é composta da questa energia che si manifesta sui differenti corpi stratificati a seconda del nostro stato emotivo e dell’attività che stiamo svolgendo.

Cosa pensi di salute e malattia?

Dal mio punto di vista, la salute è una condizione di equilibrio dato dalla consapevolezza di chi siamo, di quali sono i nostri bisogni, della capacità di accoglierci in tutti i nostri aspetti e della capacità di riconoscere i nostri limiti e i nostri talenti.

Nel momento in cui prendiamo coscienza di noi stessi, stiamo bene, siamo in salute.

Una persona che non ha mai avuto malattie, considerata quindi sana, che vive relazioni distruttive e dolorose, che non si piace, che vorrebbe essere sempre dove non è, che vede la porta mezzo chiusa piuttosto che mezzo aperta, non la considero una persona in salute.

Dimenticare chi siamo, dà origine a pensieri ed emozioni che conducono ad un insano stile di vita ed eventualmente alla malattia.

La malattia è uno squilibrio che si manifesta come ultimo stadio nel nostro corpo fisico. Essa nasce da un disagio emotivo non espresso o negato, che spesso risiede in uno spazio molto profondo. È un messaggio diretto che ci arriva, non solo per mostrarci la distorsione e la separazione da noi stessi, ma ci indica anche il percorso che dovremmo intraprendere per ripristinare l’armonia nel nostro essere, a tutti i livelli.

Nel tuo lavoro quanto sono importanti la spiritualità e la creatività?

Quando entro in uno spazio di accoglienza e accettazione, sento di essere in contatto con la mia parte spirituale. Le tensioni del mio corpo spariscono, sento fluire l’energia vitale, si accendono i sensi di percezione e mi sento supportata e assistita dalle mie guide. Sento di essere in armonia con me stessa e con il “Creato”. 

Questo contatto apre la porta all’accoglienza dell’altro, condizione necessaria e  fondamentale nel mio lavoro. 

Nello spazio spirituale, sento molta chiarezza, leggerezza ed ispirazione. L’empatia aumenta e con essa la capacità di ascolto e osservazione.

Questa meravigliosa condizione energetica fisica ed emotiva  è  energia creativa,  l’energia primaria che contiene e fa muovere ogni cosa.

Lo spazio spirituale è, per me, uno spazio creativo.

Qual è il tuo percorso formativo?

Un maestro una volta mi disse: “La risposta a ciò che stai cercando é dentro di te.” regalandomi il libro ‘’Mani di Luce’’ scritto dalla Brennan.

Sul momento non potevo capire, ma il libro mi aprì un mondo che sentivo così reale, da non poterlo più abbandonare.

Il mio percorso é iniziato circa 30 anni fa, e sono ancora su questo meraviglioso cammino.

Negli anni 80 io e mio marito frequentiamo un corso di Psicodinamica Mentale che mi fa scoprire per la prima volta una sorta di predisposizione personale per certe tecniche che hanno a che fare con la forza del pensiero e l’energia vitale.

Nel 1988, a causa di una banalissima epatite alimentare, mio marito attraversa un brutto e lungo periodo di ospedalizzazione, che ci porta in seguito ad imparare la pratica della Meditazione Trascendentale di Maharishi.

Nel frattempo mettiamo al mondo tre meravigliosi bambini.

Nel ’93 ci trasferiamo in America per motivi di lavoro, e ho l’opportunità di frequentare una scuola di Massage Therapy & Structural Bodywork/ Idrotherapy/ Sporting Massage, oltre ad un Seminario di Riflessologia Plantare, a Tallahassee, in Florida, e successivamente il corso di Cranio Sacral Therapy I e II – Upledger Institute, a Palm Beach, sempre in Florida.

In tutto questo tempo, dentro di me, continuavano a rimbombare le parole del mio maestro e questo, finalmente, mi portò a decidere di iscrivermi alla scuola di Barbara Ann Brennan, Barbara Brennan School of Healing, prima con sede a  New York, poi a Miami.

Ho conseguito nel 2001 la laurea,  e successivamente ho frequentato il tirocinio per l’insegnamento (Barbara Brennan Advanced Program and Teacher Training). Ho insegnato nella sezione europea della BBSH a Bad Neuhenar, in Germania.

Il mio percorso é stato una sorta di sviluppo attraverso tappe apparentemente non collegate e tantomeno progettate, ma direi che mi si sono presentate in diversi momenti della vita, alla cui chiamata ho risposto seguendo un impulso interno che solo molto più tardi ho imparato a riconoscere e a comprendere.

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Feb 12 2013

Campo energetico, chakra, aura, prana… e altre pericolose verità!

Pubblicato da archiviato in Psicologia,Psicoterapia

Le parole chakra, aura, prana… suscitano sempre curiosità e scetticismo insieme.

Le nostre parti bambine sentono che la vita non può essere soltanto materialità e concretezza.

Le parti adulte, invece, hanno imparato a considerare vero solo ciò che può essere toccato e misurato.

Di solito, di fronte a questi argomenti, nella personalità si scatena il conflitto e, se per un po’ ci appassioniamo, ci interessiamo, seguiamo questa o quella teoria tenendo a bada il nostro scetticismo, finisce sempre che poi, per un motivo o per l’altro, abbandoniamo tutto.

Non è facile mantenere la continuità quando si tratta di realtà che la maggior parte delle persone ignora o condisce con risolini di sufficienza.

Occuparsi di ciò che non si percepisce con i sensi fisici è poco agevole, la derisione e lo sfottò degli altri finiscono per catapultarci nello scoraggiamento, inducendoci a interrompere le nostre ricerche.

Tutto ciò che non si può toccare, solitamente è bocciato come inesistente.

Gli psicologi lo sanno bene. E nel tempo hanno dovuto imparare a farci i conti.

Si. Perché la psiche non si può toccare, non si può misurare, non si capisce bene in quale parte del corpo sia localizzata e soprattutto non si può MAI replicare.

Insomma ce n’è abbastanza da ottenere il discredito di qualunque scienziato!

Così, con la sensazione di essere un po’ pazzi e anche un po’ sciocchi, gli psicologi hanno dovuto misurarsi da sempre.

Soprattutto alla nascita della psicologia.

Un tempo, infatti, i nostri studi non erano presi neanche in  considerazione dalla accademia scientifica.

Per la scienza esisteva la medicina… tutto il resto era filosofia!

E poiché la psicologia non è mai stata né l’una cosa né l’altra… be’… per i primi psicologi la vita non è stata facile!

Ancora oggi, capita di sentire qualche “non addetto ai lavori” affermare con superiorità: “Noooo. Io alla psicologia non ci credo!” come se si trattasse di una superstizione e non di una scienza con tanto di facoltà universitarie, esame di stato, specializzazioni, albo e ordine.

Gli psicologi hanno imparato a cimentarsi con ciò che non è visibile, misurabile o replicabile, ma che ci mostra la sua esistenza dai suoi effetti.

La prova certa, per gli psicologi, non è, come per i fisici o i biologi, la misurazione in laboratorio ma il cambiamento.

E sul cambiamento basano le loro teorie.

Mi spiego meglio.

Se il sig. Giovanni soffre di attacchi di panico e, nonostante le rassicurazioni degli amici, i tranquillanti e le vacanze, non riesce a vederli sparire, agli psicologi non importa sapere in quale punto del suo stomaco è localizzato quel senso di vuoto che lo fa andare in pezzi e lo terrorizza.

Agli psicologi importa cosa ha il potere di cambiare questa situazione facendo sentire il sig. Giovanni tranquillo, soddisfatto e partecipe in ciò che fa.

Di solito, questo cambiamento non si ottiene grazie a una ricetta pratica e concreta del tipo: “Indossi solo abiti di colore blu” o “Mangi prevalentemente frutta”.  Ma è la conseguenza di una ridefinizione globale delle aspettative, dei sogni, delle scelte e dei pensieri che il sig. Giovanni dovrà compiere da solo, aiutato dalle domande del suo psicoterapeuta.

Il cambiamento negli atteggiamenti del sig. Giovanni provoca la scomparsa dei suoi attacchi di panico e, per noi psicologi, costituisce una certezza scientifica dell’esistenza della psiche e dell’efficacia della psicoterapia.

Il campo energetico delle persone è qualcosa di molto simile alla psiche, infatti, anch’esso non è localizzato in un punto preciso, non è misurabile, non si può toccare, ma, proprio come la psiche cambia quando cambiano le nostre scelte, le nostre aspettative, i nostri sogni e i nostri pensieri.

E lo stesso si può affermare a proposito dell’aura, dei chakra o del prana.

Per chi non lo sapesse:

  • campo energetico e aura sono nomi differenti per indicare: un corpo impalpabile, luminoso e vibrante che circonda e compenetra il corpo fisico.

  • chakra, invece, sono dei vortici energetici a forma di cono, che si trovano in diversi punti dell’aura, ubicati rispetto al corpo fisico in corrispondenza delle 7 principali ghiandole endocrine, e che permettono al prana di fluire verso l’esterno e verso l’interno.

  • prana letteralmente significa vita, ma anche respiro e spirito. Secondo la filosofia induista tutti gli esseri viventi, in quanto tali, sono dotati di prana, la cui conservazione deriva dal corretto svolgimento di tutte le funzioni psicologiche, emotive e fisiologiche necessarie al mantenimento armonico dell’equilibrio.

In occidente, la medicina e la scienza hanno sempre deriso e snobbato la saggezza orientale che parla di aura, chakra e prana, ignorandone gli insegnamenti, enfatizzandone i fallimenti e chiamando altezzosamente “guarigioni miracolose” i risultati positivi ottenuti applicando le sue metodiche.

Come psicologa e come persona, ne sono sempre stata attratta e me ne sono spesso occupata, cercando di selezionare le informazioni corrette da quelle dettate dall’ignoranza e dal discredito che purtroppo circonda questi studi.

Secondo quanto sostenuto dai Maya, il 21 dicembre 2012 si è compiuto un cambiamento epocale importantissimo.

Questo cambiamento non riguarda la fine del mondo fisico, ma la fine di una limitazione energetica che da tanto tempo bloccava le nostre possibilità spirituali ed emotive rendendo difficile l’osservazione dei campi energetici.

Tutti quanti abbiamo notato, già da qualche anno, un aumento della sensitività, del sesto senso e delle percezioni paranormali.

Queste sono soltanto alcune evidenze di quel cambiamento.

Altre meravigliose scoperte si aprono in questo ricchissimo momento storico, dandoci nuove opportunità per non finire stritolati dal pessimismo delle crisi politiche ed economiche che stiamo attraversando. 

Ritengo che queste verità non possano più essere trascurate. E’ importante condividerle e divulgare un’informazione priva di pregiudizi, in modo da permettere a tutti l’esperienza personale con l’energia interiore e con il cambiamento dimensionale che stiamo vivendo. 

Per poterlo fare in modo competente ed efficace, ho chiesto la collaborazione a una persona che ha dedicato la propria vita allo studio di questi argomenti e che ha strutturato un interessante approccio metodologico, chiamato Sintesi Personale.

Nei prossimi giorni pubblicherò un’intervista a Benedetta Veroni che da anni si occupa dell’uso dell’energia nel campo del benessere individuale, e che ha accettato di condividere la sua esperienza con il movimento io non sono normale: IO AMO.

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Dic 13 2012

L’AMORE E’ ENERGIA

Pubblicato da archiviato in Psicologia,Psicoterapia

L’amore è un’energia che parte dal centro del nostro essere e s’irradia intorno, creando un campo di forza capace di influenzare il mondo circostante in uno scambio continuo d’informazioni. 

Emaniamo una sorta di alone magnetico che trasmette le notizie essenziali su di noi, raccontando chi siamo, cosa proviamo, come ci sentiamo, che pensieri e che emozioni abbiamo, di momento in momento.

Allo stesso modo, riceviamo le informazioni essenziali su chi ci circonda e sviluppiamo le nostre relazioni proprio grazie alle comunicazioni trasmesse dai campi energetici.

Purtroppo la civiltà dei consumi ha abolito la percezione e la decodifica cosciente di questo sapere sottile, per concentrarsi esclusivamente su ciò che si può vedere e toccare.

Così, il più delle volte non siamo consapevoli degli scambi energetici che avvengono tra noi e il mondo esterno.

La nostra attenzione rivolta alla concretezza delle cose, ci fa perdere di vista l’esistenza di altre informazioni.

Si tratta di conoscenze preziose che ignoriamo consapevolmente, ma che percepiamo inconsapevolmente utilizzando un sapere diverso da quello dei cinque sensi.

E’ capitato a tutti di provare un’inspiegabile sensazione di disagio al cospetto di persone che apparentemente non sembrano avere nulla di sgradevole.

Queste persone emanano una sgradevolezza energetica, cioè il loro campo energetico è dissonante rispetto alle nostre frequenze.

Diciamo allora che “a pelle” o “di pancia” non ci piacciono, segnalando (ma anche occultando) in questo modo l’esistenza di una percezione che non utilizza solamente i sensi fisici.

L’energia delle persone, dei luoghi e delle cose con cui veniamo in contatto, ci influenza costantemente.

Viviamo immersi in un campo di frequenza che ci caratterizza, e ci rende compatibili o incompatibili con chi incontriamo.

Questa energia è l’espressione di ciò che siamo profondamente.

Parla della nostra anima.

Racconta una verità senza censure.

Anche quando cerchiamo di nasconderci dietro alle tante maschere che indossiamo abitualmente.

Il campo della nostra energia risente delle esperienze che abbiamo vissuto, dei pensieri che ci attraversano, dei sentimenti che viviamo, e trasmette al mondo messaggi sinceri su di noi.

Tutti gli animali, immuni dal conformismo che tortura gli esseri umani, hanno una comprensione immediata di queste energie e sanno riconoscere d’istinto le frequenze di chi li avvicina.

Gli uomini, invece, hanno perso queste capacità e basano il loro sapere su ciò che vedono o su ciò che sanno a priori, privandosi d’informazioni preziose e indispensabili per avere una comunicazione autentica.

E perciò… sincera.

La cultura della nostra razza ha abiurato la consapevolezza delle energie, definendola “poco attendibile”.

Preferisce circondarsi di apparenze.

Teme l’impatto con la verità.

Perciò ha limitato la propria conoscenza esclusivamente alla materialità.

La scienza umana evita con cura tutto quello che riguarda le emozioni.

Il mondo emotivo non è misurabile, non è localizzabile in qualche specifica area del corpo, sfugge ai cinque sensi e alla tecnologia, perciò per la scienza non può essere: scientifico.

I sentimenti non sono abbastanza concreti per la ricerca in laboratorio.

Sono sempre troppo soggettivi.

Non possiedono spessore, consistenza, peso, materialità.

Ma, nonostante la loro mancanza di scientificità, i sentimenti sono reali.

Veri.

E imprescindibili.

Possiedono un’autenticità che la scienza non può dimostrare con le sue apparecchiature ma che ognuno di noi ha sperimentato sulla propria pelle con certezza matematica.

Tutte le emozioni sono energia.

Energia che parla di noi e ci racconta degli altri.

Energia che ci fa bene.

O che ci fa male.

Energia che bisogna imparare a conoscere e a riconoscere per costruire un mondo… finalmente migliore.

Un mondo fondato sulla verità e non sull’imbroglio.

Un mondo onesto.

Le razze animali diverse dalla nostra non sanno usare la finzione e l’inganno, non basano la loro vita sull’apparire.

Possiedono ancora la capacità di decodificare i messaggi che i campi magnetici delle cose e delle persone emettono costantemente.

Per questo non possono mentire.

Hanno mantenuto l’onestà necessaria per essere diretti e sinceri, leggono con chiarezza l’immediatezza delle energie.

L’uomo, al contrario, si nasconde dietro alla concretezza delle cose, che chiama cultura, buone maniere, convenzioni sociali, civiltà… e occulta a se stesso la verità immediata dei campi energetici.

Preferisce utilizzare delle maschere per nascondere i propri sentimenti.

Poi purtroppo si ammala.

Perde il contatto con l’autenticità del mondo interiore e si sente confuso e impacciato quando si tratta di raccontare cosa prova.

Spesso si vergogna di voler bene.

Nasconde le lacrime.

Sorride quando è arrabbiato.

E crede che il successo sociale dipenda dal possedere una rigida corazza d’insensibilità.

Ma fuori da questi falsi miti, ognuno sa in cuor suo che c’è “qualcosa” capace di farci stare bene quando ci sentiamo amati e male quando invece è assente.

“Qualcosa” capace di farci sentire amati a prescindere da ciò che vediamo, ascoltiamo, tocchiamo, annusiamo o gustiamo.

L’amore è un sentire che sfugge ai cinque sensi e ci riporta all’essenzialità.

Esprime l’autenticità di ciascuno.

L’amore è un’energia che svela la verità dell’anima.

Quando ne percepiamo la frequenza, il nostro campo energetico comincia a pulsare e la vita acquista il suo significato più profondo e più vero.

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